La ricetta medica è un documento fondamentale nel sistema sanitario, che consente ai pazienti di accedere a farmaci e prestazioni mediche. Esistono diverse tipologie di ricette, ognuna con caratteristiche e utilizzi specifici. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le varie tipologie di ricette, la loro validità, le modalità di utilizzo e altre informazioni utili.

Ricetta Medica

La "Ricetta Bianca": Cos'è e Come Funziona

La "ricetta bianca" è un tipo di ricetta utilizzata per la prescrizione di farmaci che sono interamente a carico del paziente. Ecco alcuni aspetti importanti da considerare:

  • Compilazione: La ricetta può essere scritta a mano o tramite computer, purché sia chiara e leggibile. Anzi, a questo scopo, è senz'altro preferibile utilizzare il computer.
  • Ricetta bianca elettronica: Dal 31 gennaio 2022, il Ministero della Salute e il Ministero dell'Economia hanno attivato sul portale "Sistema Tessera Sanitaria" la possibilità per ogni medico di rilasciare la ricetta bianca in formato elettronico, secondo specifiche tecniche stabilite a livello nazionale.
  • Farmaci prescritti: La ricetta bianca elettronica riguarda tutti i medicinali con AIC vendibili al pubblico, con le eventuali limitazioni previste per i medicinali soggetti a prescrizione medica limitativa. Su ricetta bianca elettronica potranno essere indicati anche medicinali con AIC non soggetti a prescrizione medica (SOP e OTC).
  • Costi: I farmaci prescritti con la "ricetta bianca" sia cartacea che elettronica sono sempre a totale carico dell'assistito.
  • Validità: La "ricetta bianca" ha validità non superiore a sei mesi a partire dalla data di compilazione e, comunque, per non più di dieci volte, salvo che per alcune categorie di farmaci (come gli ormoni o gli ansiolitici), per i quali il periodo di validità della ricetta è più breve.

Ricetta ripetibile e Non Ripetibile

Entro questi limiti, quindi, la ricetta è "ripetibile" nel senso che l'assistito può continuare ad esibirla al farmacista per acquistare i farmaci, fino al termine della sua validità. Infatti, ogni volta che viene presentata al farmacista per l'acquisto del medicinale, la ricetta viene timbrata ma poi riconsegnata all'assistito per il suo uso futuro.

I farmaci che per il loro uso continuato possono determinare stati tossici o, comunque, rischi particolarmente elevati per la salute del paziente, possono essere prescritti soltanto con una ricetta "non ripetibile". La ricetta "non ripetibile" può essere presentata in farmacia entro trenta giorni dalla data della sua compilazione.

La Ricetta del Servizio Sanitario Nazionale (SSN)

Le leggi che disciplinano il funzionamento del SSN prevedono che il costo dei farmaci classificati in fascia A dall'AIFA sia a totale o parziale carico dello Stato. In questo caso, il medico deve necessariamente utilizzare il cosiddetto "ricettario rosa".

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Chi può usare il "ricettario rosa"?

I medici di medicina generale convenzionati con il SSN, i medici addetti alla continuità assistenziale pubblica, i pediatri di libera scelta convenzionati con il SSN, gli specialisti ambulatoriali interni, i medici dipendenti del SSN. Non possono, quindi, prescrivere sul "ricettario rosa" i medici che non siano dipendenti o convenzionati con il SSN.

I medici dipendenti e convenzionati con il SSN utilizzano le "ricette rosa" per la prescrizione di farmaci solo e soltanto nell'ambito dell'esercizio della loro attività istituzionale di medici pubblici. Ciò significa che se il medico svolge anche attività privata, in quel contesto egli non è più un "medico pubblico" bensì un medico privato e quindi non può prescrivere farmaci utilizzando il "ricettario rosa" ma deve utilizzare esclusivamente la cosiddetta "ricetta bianca".

A titolo di esempio, il medico di famiglia che svolge anche attività libero professionale, come libero professionista non può usare il "ricettario rosa", così come il medico ospedaliero che svolge anche attività libero professionale in intra o extra moenia, in quell'ambito non può usare il "ricettario rosa".

I medici specializzandi possono prescrivere farmaci utilizzando il "ricettario rosa" in carico al loro tutor, purchè venga apposto il doppio timbro, del tutor e dello specializzando, e la firma di quest'ultimo. Allo stesso modo i sostituti dei medici di famiglia possono utilizzare il "ricettario rosa" in carico al medico titolare, apponendo il doppio timbro, del titolare e del sostituto, e la firma di quest'ultimo.

Elementi Essenziali della Ricetta a Carico del SSN

In linea di principio sì, con l'aggiunta che sulla ricetta a carico del SSN deve essere indicato il nome e il cognome dell'assistito, il suo codice fiscale, il codice dell'Azienda Sanitaria di riferimento, gli eventuali codici e motivi di esenzione e l'eventuale nota AIFA pertinente.

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Perché questa ricetta non serve solo per ritirare i medicinali in farmacia, ma serve anche al farmacista per farsi rimborsare dallo Stato il costo dei medicinali forniti agli assistiti. Questa ricetta, quindi, ha anche una finalità amministrativa e contabile perchè con essa il medico pone a carico della finanza pubblica la spesa dei medicinali.

La ricetta a carico del SSN, essendo prodotta da un medico dipendente o convenzionato con il SSN, ha la natura giuridica di atto pubblico ed il medico prescrittore assume la qualifica di pubblico ufficiale (medico dipendente) o incaricato di pubblico servizio (medico convenzionato), con pene molto severe in caso di falsità. La "ricetta bianca", invece, è una scrittura privata e quindi la sua eventuale falsità soggiace a pene meno severe, anche se comunque non certo irrilevanti.

Falsità nella Ricetta

La prescrizione di un medicinale presuppone che il medico abbia visitato il paziente e abbia riscontrato l'esistenza di una patologia per la cui cura è necessario il farmaco prescritto nella ricetta. Per cui la prescrizione di un medicinale effettuata senza constatare personalmente l'esistenza di una patologia espone il medico al rischio di incorrere nel reato di falso ideologico.

Ovviamente questo principio vale in senso generale, nel senso che se il medico conosce il paziente ed è a conoscenza del tipo di patologia da cui è affetto (ad esempio, una malattia cronica), può anche rilasciare la ricetta senza dover necessariamente visitare ogni volta il paziente.

Sostituzione del Farmaco da Parte del Farmacista

No, se il medico ha indicato sulla ricetta l'avvertimento espresso "farmaco non sostituibile". Se questa indicazione non c'è, il farmacista per legge deve informare l'assistito dell'eventuale esistenza di un farmaco equivalente (cosiddetto "generico") avente il medesimo principio attivo e l'assistito può acconsentire di ricevere il medicinale equivalente al posto di quello di marca.

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Per esempio quando l'assistito, dimesso il giorno precedente dall'ospedale, richiede al farmacista un cortisonico iniettabile mostrando la documentazione ospedaliera che raccomanda il trattamento con quel tipo di farmaco. Oppure quando il paziente chiede al farmacista un farmaco per il quale è già presente in farmacia una ricetta non anteriore a sei mesi, con la stessa prescrizione.

La Ricetta "Limitativa"

E' la ricetta che contiene la prescrizione di medicinali la cui utilizzazione è limitata all'ambiente ospedaliero e che riportano sulla confezione la dicitura: "Uso riservato agli ospedali. Vietata la vendita al pubblico". E' pure una ricetta "limitativa" quella che prescrive farmaci vendibili al pubblico, ma solo dietro piano terapeutico di centri ospedalieri o di particolari categorie di medici specialisti.

La Ricetta per i Farmaci Stupefacenti

É la ricetta "a ricalco" (RMR) che contiene la prescrizione di medicinali per i quali la legge sulla disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope prevede specifiche modalità di distribuzione e di prescrizione. Si tratta di farmaci a base delle seguenti sostanze: buprenorfina, codeina, diidrocodeina, fentanyl, idrocodone, idromorfone, metadone, morfina, ossicodone e ossimorfone che vengono impiegati per il controllo del dolore in pazienti affetti da patologie gravi.

I medicinali inclusi nella sezione A della tabella dei medicinali stupefacenti, se sono prescritti per trattamenti diversi dalla terapia del dolore, vanno prescritti esclusivamente con il ricettario “a ricalco” (RMR).

Per i medicinali dell’allegato III-bis rimasti nella sezione A della tabella dei medicinali (forme farmaceutiche parenterali) prescritti per la terapia del dolore e per la prescrizione di medicinali ricollocati nella sezione D della tabella dei medicinali, in forma non iniettabile, si può utilizzare anche il ricettario rosa del SSN, in alternativa al RMR, ma non può mai essere utilizzata la ricetta bianca.

La ricetta è non ripetibile e viene ritirata dal farmacista. Tutti i medici sono abilitati a prescrivere i farmaci stupefacenti, ma esclusivamente tramite l'apposito ricettario distribuito dalle ASL che ogni medico, quindi, è tenuto ad avere.

Auto-Ricettazione da Parte del Medico

Dal punto di vista legale, nessuna norma vieta al medico di farsi una "auto-ricettazione" di farmaci o di analisi, fermo restando che deve trattarsi di una ricetta bianca, con oneri a suo carico.

Tuttavia dal punto di vista etico e deontologico è sempre meglio evitare di farlo ed è senz'altro preferibile rivolgersi ad un collega in quanto la prudente valutazione oggettiva di un medico terzo è certamente più scientifica dell'opinione personale del medico malato, che a causa della patologia potrebbe avere una valutazione distorta del suo stato di salute. Del resto ogni medico, così come ogni cittadino, ha un suo medico di famiglia, quindi è sempre meglio rivolgersi al collega medico di fiducia.

Regole Specifiche per gli Odontoiatri

Gli odontoiatri possono prescrivere tutti i medicamenti necessari all'esercizio della loro professione. Questo significa che possono prescrivere alcune classi di farmaci più comunemente necessari alla professione odontoiatrica, quali gli analgesici-antinfiammatori, gli anestetici locali, gli antibiotici attivi sulla flora patogena del cavo orale.

A contrario, all'odontoiatra non compete la prescrizione di farmaci per la terapia di malattie non odontoiatriche. Tutto questo vale per i casi normali, nel senso che in caso di emergenze che potrebbero verificarsi nell'attività odontoiatrica e che possono comportare danno grave o imminente pericolo di vita per il paziente, è senz'altro consentito all'odontoiatra l'uso e la prescrizione di farmaci di emergenza.

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La Ricetta Elettronica: Cos'è e Come Funziona

La ricetta elettronica è la rivoluzione digitale della classica ricetta medica rossa, quella che il dottore di base scriveva per prescrivere farmaci da acquistare in farmacia, terapie da seguire, esami e visite da prenotare in ospedale. Grazie alla ricetta elettronica, emessa dai medici del SSN dal 2016, al fine di dematerializzare le prescrizioni mediche all'interno della Sanità pubblica, si sono risolti molti problemi.

La ricetta elettronica è un tipo di ricetta medica attualmente valido per il Sistema Sanitario Nazionale. La ricetta elettronica è l'evoluzione digitale della ricetta rossa, da realizzare tramite software dedicato che la registra in un database, da cui è reperibile attraverso l'NRE, il Numero di Ricetta Elettronica o Codice di Ricetta Elettronica.

Il Numero di Ricetta Elettronica (NRE)

Il numero ricetta elettronica o NRE o codice della ricetta, rappresenta un numero univoco generato dal Sistema di Accoglienza Centrale per numerare le ricette elettroniche. Il codice alfanumerico è diviso in due blocchi ed è composto da 15 cifre.

Il numero ricetta elettronica (NRE) è situato in alto a destra sulla prescrizione. Stiamo parlando della ricetta elettronica, o meglio del promemoria della ricetta, che il medico stampa o invia telematica al paziente, contenente i dati dello stesso e i farmaci e/o trattamenti a cui accedere.

Con questo promemoria, il paziente può recarsi quindi in farmacia, struttura ospedaliera o centro diagnostico, e richiedere quanto prescritto dal medico. Beh, è essenziale per chi dovrà acquisire la prescrizione, perché è tramite il codice della ricetta che può verificarne la validità. Ecco perché il farmacista di turno legge il codice con il lettore ottico o lo digita direttamente al computer.

Però, la vera comodità del numero ricetta elettronica si manifesta quando non si è in possesso della copia cartacea della prescrizione. Può capitare quando il medico l’ha inviata telematica e non si ha la possibilità di stamparla, oppure quando si chiede a un familiare di passare in farmacia a ritirare il farmaco per proprio conto. In questi casi, infatti, è sufficiente fornire l’NRE a chi di dovere, anche senza la consegna cartacea del promemoria.

Ricetta Elettronica Esempio

Durata della Ricetta Elettronica

La durata della ricetta elettronica è la stessa della ricetta rossa: 30 giorni. Significa che da quando è stata elaborata, l’assistito ha un mese di tempo per recarsi in farmacia o nella struttura sanitaria, a seconda della prestazione richiesta.

Dove Trovare il Numero sulla Ricetta Elettronica

In questo caso, bisogna guardare in alto a destra. In questa parte del promemoria si trovano due codici a barre, uno accanto all’altro. Sotto ciascun codice c’è una sequenza alfanumerica. Messe insieme, le due sequenze compongono un codice di 15 caratteri.

Tabella Riepilogativa delle Tipologie di Ricetta

Tipo di Ricetta Farmaci Prescrivibili A Carico di Chi Validità
Bianca Ripetibile Farmaci con AIC vendibili al pubblico (con limitazioni) Paziente 6 mesi, max 10 volte
Bianca Non Ripetibile Farmaci che possono causare stati tossici Paziente 30 giorni
SSN (Ricettario Rosa) Farmaci in fascia A SSN (parzialmente o totalmente) 30 giorni
Limitativa Farmaci utilizzabili solo in ambiente ospedaliero o con piano terapeutico A seconda del farmaco Variabile
Stupefacenti (RMR) Farmaci stupefacenti e psicotropi A seconda del farmaco Variabile
Elettronica Farmaci e prestazioni del SSN SSN (parzialmente o totalmente) 30 giorni

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