Il Pak choi, noto anche come cavolo cinese o bok choy, appartiene alla famiglia delle brassicacee. Originario della Cina, grazie al suo sapore delicato è diventato un ingrediente essenziale anche per la nostra cucina e viene utilizzato in una miriade di ricette salutari. In questa guida, esploreremo ogni aspetto della coltivazione di questa verdura versatile, adatta sia all'orto che al balcone.

Come Coltivare Pak Choi: Guida Facile alla Coltivazione del Bok Choy a Casa

Insalata Cinese (Pak Choi) in crescita

Perché Coltivare il Pak Choi?

  • Ricco di Nutrienti: È uno dei cibi più ricchi di nutrienti.
  • Facile da Coltivare: Non richiede molta terra ed è adatto sia all'orto che al balcone.
  • Raccolto Veloce: Seminando a luglio o interrando le piantine entro metà agosto, potrai mangiarlo tra fine settembre e inizio ottobre.

Non è necessario possedere un grande orto per coltivare il pak choi ma è una verdura che può essere coltivata anche sul balcone. Questo lo rende una scelta perfetta per chi vive in città ma non vuole rinunciare al piacere del giardinaggio e del cibo fresco coltivato in casa. Quindi, se vuoi cimentarti in un nuovo progetto verde da intraprendere, il pak choi è la scelta ideale. Non lasciarti, dunque, scoraggiare dall’idea di coltivare qualcosa di esotico. Il cavolo cinese è semplice da coltivare.

Preparazione del Terreno

Prima di iniziare a preparare il terreno per la semina del pak choi, è importante acquisire informazioni specifiche sulle esigenze di questa pianta. Il pak choi è una varietà di cavolo cinese che predilige un terreno con un pH che si avvicini alla neutralità o che sia leggermente alcalino. Un pH neutro si aggira approssimativamente intorno a 7, mentre un pH leggermente basico può variare tra 7 e 8. Questo intervallo di pH favorisce l’assorbimento ottimale dei nutrienti necessari per la crescita sana della pianta. Se il terreno presenta un pH troppo acido o troppo alcalino, potrebbe essere necessario effettuare delle correzioni per portarlo al livello desiderato. Dunque, la conoscenza e la gestione adeguata del pH del terreno sono passaggi fondamentali nella preparazione del terreno alla semina del pak choi.

Dopo aver controllato il ph del terreno e apportato eventuali correzioni, bisogna procedere a scegliere una zona dell’orto che riceva una buona quantità di luce solare durante il giorno. Questo ortaggio, infatti, ama crescere sotto la luce diretta del sole. Una volta trovato il posto giusto, è possibile iniziare a lavorare il terreno. Dunque, utilizzando una zappa bisogna cominciare a scavare e smuovere bene la terra. Questa operazione deve essere volta a rompere eventuali zolle dure e ad assicurarsi che il terreno sia bello soffice e aerato. Inoltre, aiuterà le radici delle piante a svilupparsi meglio. Se il terreno è argilloso o compatto, è necessario aggiungere un po’ di sabbia o ghiaia per migliorare il drenaggio dell’acqua.

Concimazione

Importante è anche arricchire il terreno con sostanze nutritive utilizzando un concime per orto. Prima della semina è fondamentale distribuire un concime per orto a basso titolo di azoto. Infatti, come molte verdure a foglia verde, la cima di rapa non tollera eccessi di azoto, che provocherebbero l’accumulo di nitrati nocivi. In particolare, Doctor Bioges consiglia di distribuire Day-Horto fertilizzante per orto a lento rilascio che grazie ai suoi preziosi macronutrienti garantisce la produzione di frutti ed ortaggi sani. Inoltre, questo concime in pellet si caratterizza per la presenza di proprietà ammendanti che migliorano la struttura e la fertilità del terreno.

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Semina e Trapianto

In genere, il momento giusto per procedere alla semina del pak choi dipende principalmente dal clima locale. Se si vive in un’area con un clima temperato, è possibile iniziare a pensare alla semina già dalla primavera, a partire da marzo o aprile. Questi mesi sono perfetti perché le temperature cominciano a salire ma non sono ancora troppo alte. Non bisogna, infatti, dimenticare che questo ortaggio preferisce temperature fresche e non ama particolarmente il caldo estivo. Al contrario se si vive in una zona dove l’estate può essere molto calda, forse sarebbe più opportuno optare per una semina autunnale. Settembre e ottobre possono essere mesi ideali perché le temperature iniziano a scendere e l’umidità aumenta un po’, condizioni che favoriscono la crescita del pak choi.

Guida alla Semina

  • Acquisto: I semi si trovano in Internet. Le piantine sono invece proposte dai vivai, anche in vendita online.
  • Semina: Bastano 2 dita di terriccio in contenitori grandi come bicchierini da caffè: in ognuno metti 2-3 semini, poi bagna delicatamente con un po' d'acqua e mantieni sempre leggermente umido il terreno.
  • Trapianto: Quando saranno spuntate le prime 4 foglie (dopo circa 30-40 giorni), sarà il momento di trapiantare le piantine.

Coltivazione in Vaso

In vaso: in una cassetta da balcone da 40 cm ci stanno 2 piantine: riempilo con terriccio specifico per l'orto, sistema il contenitore in una posizione soleggiata e bagna con regolarità, innaffiando sempre abbondantemente. Dopo un mese concima ogni 15 giorni con un fertilizzante biologico per ortaggi.

Coltivazione nell'Orto

Nell'orto: lavora bene il terreno, arricchendolo di letame in pellet e compost. Interra le piantine nell'orto a una distanza di almeno 30 cm una dall’altra e per i primi giorni abbi cura di irrigare esattamente sulle foglie. Continua quindi a bagnare regolarmente, usando ogni mese un concime biologico per ortaggi.

Rotazione delle Colture

Il pak choi è un ortaggio appartenente alla famiglia delle brassicacee, proprio come cavoli, rucola, ravanelli, rape e crescione. Di conseguenza è fondamentale alternare la coltivazione del pak choi con altre piante che appartengono a famiglie botaniche diverse. Doctor Bioges consiglia di aspettare almeno tre cicli di coltivazione prima di ripiantare il pak choi nello stesso punto dell’orto. Alternando le colture, dunque, non solo aiuta a mantenere il terreno fertile e sano ma previene anche l’accumulo di parassiti e malattie specifiche delle brassicacee.

Piantine di Pak Choi

Irrigazione

Fondamentale è annaffiare regolarmente la pianta di pak choi con una certa regolarità. Questo ortaggio predilige particolarmente un terreno che rimane costantemente umido e fresco. Tuttavia, non bisogna esagerare con l’acqua. È importante trovare il giusto equilibrio: il terreno deve essere sempre idratato, ma è essenziale permettere che si asciughi leggermente tra un’irrigazione e l’altra. Bisogna dunque, prestare particolari attenzioni in quanto le sue radici sono abbastanza delicate e possono soffrire se il terreno è troppo secco o troppo bagnato.

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Doctor Bioges consiglia di procedere alle annaffiature preferibilmente al mattino presto o alla sera tardi, quando le temperature sono più fresche e l’acqua può penetrare nel terreno senza evaporare troppo rapidamente. Inoltre se le giornate sono particolarmente calde potrebbe essere necessario aumentare la frequenza delle annaffiature per mantenere il pak choi in salute e garantirgli una crescita rigogliosa.

Gestione di Malattie e Parassiti

Come tutte le brassicacee, anche i cavoli cinesi non sono immuni da malattie e parassiti che possono compromettere la qualità e la quantità del raccolto. Tra le principali patologie che possono colpire vi sono la peronospora e l’alternariosi. Per quanto riguarda i parassiti, il pak choi può essere attaccato dall’altica, dagli afidi i quali quest’ultimi si annidano sulle foglie giovani e sui germogli causando deformazioni e ritardi nella crescita della pianta. Altro parassita che può attaccare il cavolo cinese è la cavolaia, una specie di farfalla che rappresenta una minaccia importante.

Per prevenire questi problemi è utile adottare delle buone pratiche agricole. Ad esempio, una buona rotazione delle colture può aiutare a ridurre l’incidenza delle malattie del suolo. Inoltre, è necessario mantenere l’orto sempre pulito da detriti vegetali e l’utilizzo delle reti protettive può essere efficace contro i parassiti volanti. Inoltre, per ridurre l’incidenza di malattie fungine, fondamentale è l’utilizzo degli induttori di resistenza, che sono una valida alternativa ai fitosanitari. L’applicazione di questi formulati naturali rende le piante più resistenti agli attacchi dei patogeni.

Raccolta

Il pak choi è un ortaggio che cresce abbastanza rapidamente. Di solito, impiega circa 45-60 giorni dalla semina per essere pronto da raccogliere. Questa pianta deve essere raccolta prima che raggiunga il peso di circa 1 KG e quando le foglie sono belle verdi e croccanti. Se le foglie iniziano ad ingiallire o sono diventate molli, è segno che la pianta sta diventando troppo matura. Per la raccolta, basta semplicemnte tagliare l’intera pianta alla base con un coltello affilato. Si consiglia di raccogliere il pak choi al mattino presto quando le temperature sono più fresche; in questo modo conserverai meglio la sua croccantezza e i nutrienti.

Coltivare e raccogliere il pak choi non è solo semplice ma anche estremamente gratificante. Non vedrai l’ora di utilizzarlo nelle tue ricette preferite, come zuppe o insalate fresche!

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Benefici Nutrizionali del Pak Choi

Il pak choi è una verdura a foglia verde ricca di proprietà benefiche per la nostra salute. Esso è una fonte eccellente di vitamine e minerali e contiene elevate quantità di vitamina C, cquest’ultima fondamentale per rafforzare il sistema immunitario e proteggere le cellule dai danni ossidativi. Inoltre, il pak choi è ricco di vitamine A ed E, che sono importanti per la vista e per la pelle. Questo cavolo è anche una buona fonte di acido folico per le donne in gravidanza. Peraltro, contiene calcio, ferro e potassio che contribuiscono a mantenere il cuore e i muscoli in ottima forma. Infine, il pak choi è un alleato perfetto per chi vuole mantenersi in forma: ha pochissime calorie ed un alto contenuto di fibre che favoriscono la digestione e danno un senso di sazietà prolungata.

Come Cucinare il Pak Choi

Il cavolo cinese, oltre ad essere delizioso è un ortaggio versatile che può essere cucinato in molti modi diversi. Dunque. Tante sono le ricette gustose da provare. Tra queste il pak choi in padella. Basta tagliarlo a pezzi, riscaldare un po’ di olio d’oliva o di sesamo in una padella, aggiungere aglio tritato e zenzero fresco grattugiato per dare un tocco aromatico. Dopo qualche minuto, puoi aggiungere il pak choi e saltarlo velocemente a fuoco medio-alto finché le foglie non diventano tenere ma ancora croccanti. Inoltre, Il pak choi è perfetto per le zuppe orientali come il ramen o la zuppa di miso. Se si preferisce qualcosa di più leggero, può essere mangiato anche crudo in insalate. Basta lavare bene le foglie e tagliarle a strisce sottili. Mescolare il tutto con altre verdure fresche come carote grattugiate, peperoni a julienne e cetrioli affettati, condisci con una vinaigrette leggera a base di limone e olio d’oliva. Infine, il cavolo cinese può essere cotto anche al vapore per pochi minuti finchè non diventa tenero. In questo modo verranno mantenute intatte tutte le sue proprietà nutritive.

Tabella Nutrizionale del Pak Choi (per 100g)

Nutriente Quantità
Calorie 13 kcal
Acqua 95 g
Fibra 1 g
Vitamina A 446 mcg
Vitamina C 45 mg
Vitamina K 34 mcg
Calcio 105 mg
Ferro 0.8 mg
Potassio 252 mg

Cavolo Cinese, Pak Choi e Mizuna: Similitudini e Differenze

Li trovate da adesso come piantine da orto pronte per il trapianto nel vostro Centro di Giardinaggio di fiducia, o anche nelle bustine di sementi: cavolo cinese, pak choi e mizuna sono ortaggi dell’Estremo Oriente ormai comuni e apprezzati anche in Italia. I sapori sono un po’ fusion, come d’altronde tutta la cucina asiatica orientale, e vi consigliamo di assaggiarli nei piatti tipici per poi scoprire che magari vi piacciono molto. E, perché no, acquistare le piantine per coltivarli, anche in vaso sul balcone. Ma chi è più attento al benessere e alla dieta potrebbe chiedersi che cosa contengono e quali proprietà hanno, e soprattutto se abbiano qualche controindicazione.

Il primo a essere coltivato in Italia, all’inizio degli anni ’10 del Terzo millennio, è stato il cavolo cinese (Brassica rapa subsp. Potete seminarlo a dimora da adesso fino ad agosto, oppure trapiantarlo a dimora sino a fine luglio (teme temperature inferiori a 8 °C), a 40 cm sulla fila e 60 cm tra le file. Irrigate senza bagnare il fogliame e sarchiate per eliminare le malerbe. Il cavolo cinese è ricco di vitamine A, C e K, tutte utili come antiossidanti, antinfiammatori e per rinforzare il sistema immunitario. Contiene anche flavonoidi, fenoli e acidi organici come il caffeico, il ferulico il sinapico e la miricetina, che contrastano l’azione dei radicali liberi pericolosi per la salute. Il buon contenuto di fibra abbassa il colesterolo nel sangue. Gli omega 3 preservano la salute del cuore.

Ormai abbastanza noto in Italia, anche il pak choi (Brassica rapa subsp. chinensis) viene chiamato “cavolo cinese” (ma non lo è), e negli Stati Uniti bok choi. Si distingue agevolmente dal cavolo cinese perché forma piccoli grumoli di foglie color verde smeraldo molto serrate fra loro, solcate da coste e nervature bianche: ricorda vagamente le bietole da costa. Seminatelo da febbraio (in semenzaio) a dicembre (in serra fredda, perché resiste fino a 2 °C), in primavera-estate direttamente a dimora, su file distanti 40 cm e a 30 cm sulla fila. Oppure anche in cassette sul davanzale, conservando 2 piante per contenitore da 30 cm. Potete anche partire dalle piantine pronte da trapiantare. Le proprietà nutrizionali del pak choi sono quasi identiche a quelle del cavolo cinese.

Ultima arrivata sulle tavole italiane, la giapponese mizuna (Brassica juncea var. japonica) sta recuperando velocemente posizioni perché alla vista ricorda la nostra misticanza, e altrettanto per la facilità di coltivazione: è un’insalata da foglia da taglio di colore verde oppure viola, coltivabile proprio come tutte le insalatine da taglio nostrane. Ancora più facilmente che con i cavoli potete partire dai semi, distribuendoli fra ottobre e marzo in cassette o ciotole sul balcone, con 1 cm di argilla espansa sul fondo e un buon terriccio per piante da orto, oppure nell’orto a dimora, in file a 20 cm di distanza e a 15 cm sulla fila (oppure in fila continua, con diradamento a 4 foglie vere). Oppure partite dalle piantine già pronte per il trapianto. È meglio il pieno sole, ma resiste anche in mezz’ombra e la mizuna viola tollera anche l’ombra luminosa. Mantenete sempre leggermente umido il substrato; non occorre concimare. A crudo si utilizza nelle insalate miste, nelle poké, nei sandwich e panini, sulla pizza, oppure tritata come pesto, o anche come letto decorativo per insalate di mare, gamberi, formaggi, uova sode, torte salate, involtini di carne o di pesce, salatini ecc. Anche la mizuna è ricca di vitamine A (ben 327 mg/100 g, preziosa per gli occhi e la pelle), C e K, ma anche di calcio e ferro.

Cavolo cinese, pak choi, mizuna appartengono tutti alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee, nota perché, accanto alle tantissime proprietà benefiche, ha anche un effetto meno apprezzabile: contiene tioossazolidoni che deprimono gli ormoni tiroidei (ma si inattivano con la cottura), e isotiocianati, che ostacolano l’assorbimento di iodio da parte della tiroide e inibiscono la sintesi di ormoni tiroidei (ma al tempo stesso hanno un effetto protettivo contro i tumori intestinali).

La mondializzazione degli scambi, di persone e di merci, fra i tanti effetti - non sempre positivi - ha portato a far conoscere anche in Italia parecchi ortaggi ignoti fino al secolo scorso. È giapponese la mizuna (Brassica juncea var. japonica), un’insalata da foglia da taglio di colore verde oppure viola, dal sapore fresco che ricorda il cavolo cappuccio con un tocco di senape: la chiamano anche “rucola o senape giapponese” ed è perfetta nelle insalate miste e nelle poké. Annuale, la mizuna produce foglie dalla radice. Seminatela in cassette o ciotole sul balcone, con 1 cm di argilla espansa sul fondo e un buon terriccio per piante da orto, oppure in piena terra nell’orto all’aperto, su file distanti 20 cm e a distanza di 15 cm sulla fila (oppure in fila continua, diradando a 4 foglie vere). Preferisce il pieno sole, ma resiste anche in mezz’ombra e la varietà viola tollera anche un’ombra luminosa. Mantenete sempre leggermente umido il substrato, senza ovviamente inzupparlo.

Ricette con Mizuna

Ricetta dell'Insalata orientale: in una terrina unite una manciata di mizuna verde, una di bietolina rossa, una di lollo verde, due cucchiai di olive nere, una manciata di fiori di plumbago. Nella cucina cinese e giapponese si utilizza saltato per un paio di minuti nel wok, come verdura dal gusto leggermente amarognolo, ma le foglie interne più tenere sono gustose anche crude.

Il pak choi (B. rapa subsp. chinensis) è un'annuale che deve formare la "testa". Seminatelo da febbraio (in semenzaio) a dicembre (in serra fredda), in primavera-estate direttamente a dimora, su file distanti 40 cm e a 30 cm sulla fila. Oppure anche in cassette sul davanzale, conservando 2 piante per contenitore da 30 cm. Nei garden meglio forniti in primavera trovate anche le piantine pronte da trapiantare. Dopodiché irrigate senza bagnare il fogliame e sarchiate per liberarle dalle malerbe.

Ricette con Pak Choi

Ricetta del Pak choi alla piastra: per una persona tagliate a metà un cespo giovane, dopo averlo mondato e lavato, e ponete le metà sulla piastra oliata ad appassire, girandole dopo 3 minuti, da ambo i lati.

È stato il primo a venire coltivato anche in Italia, più di una decina di anni fa, forse per la vaga somiglianza con il cavolo verza che l’ha reso più familiare, ma anche questo ortaggio ha un vago sapore amarognolo, meno del pak choi. Anche il cavolo cinese (B. rapa subsp. Si semina in semenzaio da febbraio, e poi a dimora fino ad agosto, perché è più sensibile alle basse temperature rispetto ai suoi conterranei, e anche alla nostrana verza. Oppure si trapianta a dimora da aprile in poi, ma le piantine pronte non sono facilissime da reperire. Le distanze corrette sono di 40 cm sulla fila e 60 cm tra le file. Irrigate e sarchiate come sopra. È pronto in 60-80 giorni dal trapianto: si raccoglie estraendo l’intera pianta o tagliando la base sotto le foglie. Coltivatelo anche in contenitore: in cassetta da 30 cm dovrete tagliare le foglie giovanissime, dopo 20-25 giorni, mentre in vasca da 60 cm potete coltivare 2 piante fino a ottenere il cespo maturo.

Questa pianta si chiama scientificamente Brassica rapa varietà nipposinica ed è conosciuta anche come senape giapponese. Pur essendo un’insalata, fa parte della famiglia delle Crucifere, la stessa dei cavoli. Mizuna e mibuna sono strette parenti della rucola, a cui sono accomunate dalle foglie seghettate e dal sapore piccantino. Anche il metodo di coltivazione è analogo. La mizuna è una pianta resistente e rustica, non teme il freddo e si adatta anche a condizioni di calore, da evitare invece la siccità che può far montare la pianta a seme. Il terreno ideale per la mizuna è quello di medio impasto. Si semina per file distanti 30 cm, con piantine a 15 cm l’una dall’altra. Dopo circa due o tre settimane dalla semina si può procedere con la raccolta della mizuna, tagliando le foglie, si taglia anche 4-5 volte perché poi ricaccia, continuando per qualche mese la raccolta.

Vi abbiamo presentato questo ortaggio molto particolare perché può essere una piacevole novità in tavola, essendo molto semplice è ideale per un orto famigliare e può essere coltivato anche da chi non ha molta esperienza. La mizuna è un’ottima idea per le coltivazioni invernali e sicuramente vale la pena sperimentare gli ortaggi orientali per provare qualche sapore nuovo.

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