Milano è una città ricca di monumenti, tra cui spiccano chiese ed edifici sacri di grande fascino. Il Duomo di Milano, simbolo indiscusso della città, è celebre in tutto il mondo per la sua bellezza, imponenza e ricchezza di dettagli. Tuttavia, Milano offre anche altre chiese particolari, tra cui la Chiesa Rossa, un vero gioiello di architettura e arte.
Ma prima di immergerci nella storia della Chiesa Rossa, facciamo un salto nel passato per scoprire le origini della pizza a Milano.
La Pizza a Milano: Un Viaggio nel Tempo
La storia della pizza a Milano è un racconto affascinante che inizia con il castagnaccio e la farinata, per poi evolversi e abbracciare la pizza, entrata ormai da decenni nel panorama urbano e nelle abitudini alimentari anche al nord. Se pensiamo alla pizza, la mente corre subito a Napoli e al mito della prima "Margherita", dedicata nel 1889 alla regina d'Italia con il tricolore nel piatto: bianco mozzarella, rosso pomodoro e verde basilico e origano. Ma, diversamente da quanto si possa immaginare, ad Asti la prima pizza non è stata servita dai napoletani, bensì dai toscani, con i partenopei che arrivarono solo qualche anno dopo.
Il merito di aver sfornato le prime pizze astigiane va a Gino Pieracci, originario di Staffoli, una frazione di Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa. Era il 1953 quando Gino rilevò il negozio di Beppe Biondi, che serviva castagnaccio e farinata d’inverno e gelati d’estate. I coniugi Pieracci sfornarono le prime pizze, cotte in un tegamino, sorprendendo piacevolmente gli astigiani. Anni dopo, si trasferirono in un locale più ampio, battezzato Pizzeria Gino, dove servivano anche polli arrosto, lasagne e cotolette alla milanese.
Nel 1966, nuovo trasloco in piazza Statuto con l’insegna rinnovata Monna Laura, un omaggio di Gino alla moglie. Dopo varie vicissitudini, i Pieracci tornarono in Toscana, ma il loro contributo alla diffusione della pizza ad Asti è innegabile. Per restare nel filone toscano, Gino Pieracci fece arrivare ad Asti anche il fratello Edo, che nel 1967 aprì una pizzeria in via Crispi, molto frequentata. Toscana fu anche la pizzeria Da Gianni aperta da Gianni Caturegli all’angolo tra corso Alfieri e via Carducci.
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Parallelamente, si sviluppò il filone partenopeo, o meglio, amalfitano. I primi pizzaioli di Asti provenienti dal sud Italia erano infatti originari di Tramonti, splendida località sulla costiera amalfitana, considerato il paese dei pizzaioli. Da Tramonti arrivò Pasquale Vitagliano, che nel 1962 aprì un locale in corso Alfieri, per poi trasferirsi in via Ospedale e aprire il Pic Nic. Il Pic Nic divenne un punto di riferimento, frequentato anche da personaggi del mondo dello spettacolo. Dalla sua pizza Pasqualina, versione più larga e sottile, nacque una specialità della casa. Alla fine degli Anni ’60 si aggregò allo staff anche Gennaro Vitagliano, il fratello di Pasquale, che nel 1984 aprì la pizzeria Vesuvio in corso Alfieri.
Un altro ceppo originario di Tramonti, importante ancora oggi per lo sviluppo della pizza ad Asti, è la famiglia Francese. Alla fine del 1970 i fratelli Beppe e Silvio arrivarono ad Asti per rilevare un locale già chiamato Grotta Azzurra. Con loro, dal 1976 lavorano le mogli Giuseppina e Anna e man mano anche i figli Sandra, Loredana, Angelo e Silvio. I fratelli Francese sono stati sicuramente innovativi, servendo ai clienti anche specialità piemontesi: già nel 1972 furono tra i primi a proporre l’abbinamento tra pizza e vino e negli Anni ’80 divenne celebre la loro pizza al tartufo.
Partendo dalla “scuola” dei Francese altre pizzerie sono state aperte ad Asti da chi aveva imparato il mestiere lavorando con loro. Un esempio è Nicola Durante, attuale proprietario della pizzeria Savona, che ha avuto il merito di avere aperto la prima pizzeria da asporto di Asti, una delle prime in Italia. Lo sviluppo delle pizzerie negli anni è stato tumultuoso, con l'apertura di numerosi locali che hanno contribuito a modificare le abitudini alimentari degli astigiani.
La classica pizza Margherita, simbolo della tradizione napoletana.
La vera storia della Pizza Margherita: quanti misteri!
La Chiesa Rossa: Un Gioiello Architettonico e Artistico
Dopo questa incursione nel mondo della pizza, torniamo a Milano per scoprire la Chiesa Rossa. Forse non tutti sanno che questa chiesa cinquecentesca custodisce al suo interno 4000 metri quadri di affreschi, per la maggior parte riconducibili a Bernardino Luini e alla sua scuola. Passando in via Lorenteggio, si può notare una piccola costruzione in mezzo al viale, non allineata con la strada: si tratta della piccola chiesa di San Protaso, risalente a circa mille anni fa, che si ergeva in mezzo ai campi ed era caratterizzata dall’assidua frequentazione da parte delle lucertole, da cui il nome.
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Nel 1966, l’artista americano Dan Flavin fu invitato dal reverendo Giulio Greco a realizzare un’opera che fosse il fulcro del rinnovamento e restauro della chiesa progettata da Giovanni Muzio negli anni ’30. Nel 1959, nell’ambito del piano Ventidue chiese per ventidue concili, venne commissionato a Giovanni Muzio il progetto di costruzione di una chiesa più ampia rispetto a quella esistente. Il progetto venne accantonato e Gio Ponti, che aveva appena lavorato al Grattacielo Pirelli, disegnò questa chiesa dalla pianta esagonale asimmetrica, citando il grattacielo. Bill Viola ha immaginato i pellegrini contemporanei e il loro muoversi verso una meta che non conosciamo. Ciò che importa è il viaggio, fisico e spirituale, che tutti nella vita dobbiamo fare.
Vale il viaggio la visita di questa chiesa riportata all’originario splendore grazie ad un sapiente restauro: poco amata dai cittadini del circondario, questa chiesa è una vera e propria opera di modernariato e tutelata da vincolo artistico dal 2002. Nel 2014, CLS Architetti ha disegnato il suo nuovo studio all’interno di questa magnifica chiesa sconsacrata del ‘500. All’interno della chiesa è stata inserita una struttura che consente di avere spazi adeguati alle esigenze lavorative, inoltre è stato creato uno spazio dedicato ad eventi ed esposizioni.
La Chiesa Rossa di Milano, un esempio di architettura e arte sacra.
Altre Chiese e Luoghi di Interesse a Milano
Milano offre anche altri luoghi di interesse religioso e culturale, tra cui:
- La Certosa di Garegnano, fondata dall’arcivescovo Giovanni Visconti nel ‘300, con magnifici affreschi e un’atmosfera di tranquillità.
- La Biblioteca Civica Angelo Mai, un luogo dove il tempo si sospende tra stupende sale ricche di secoli di conoscenza.
- La piccola chiesa di San Protaso, risalente a circa mille anni fa, situata in mezzo alla via Lorenteggio.
Milano è una città che sorprende con la sua ricchezza di storia, arte e cultura, offrendo un'esperienza indimenticabile a chi la visita.
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