Un nuovo allarme colpisce i consumatori italiani: nel settembre 2024, ben 19 marchi di insalata in busta sono stati ritirati dai supermercati a causa della contaminazione da Listeria monocytogenes, un batterio che può causare la pericolosa infezione chiamata listeriosi.
Questo patogeno si trova comunemente nel terreno, nell’acqua e nella vegetazione, ed è in grado di crescere anche in condizioni estreme, come temperature basse (refrigerazione) o ambienti salini.
La listeriosi è una malattia infettiva dovuta al batterio Listeria monocytogenes. Si trasmette, in genere, con alimenti contaminati. Per questo motivo, l’Istituto superiore della sanità (ISS) la classifica fra le tossinfezioni alimentari.
La Listeria monocytogenes è un batterio patogeno Gram-positivo ampiamente diffuso nell’ambiente, nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione. Isolato nel 1926, il primo caso nell’uomo di listeriosi è stato descritto nel 1929 e il primo caso perinatale nel 1936.
Nonostante evidenze della malattia siano state descritte fino dalla fine dell'800 in diverse specie animali, ricorda l'Istituto Superiore di Sanità, il primo caso umano di listeriosi è stato riportato nel 1929 e il primo caso perinatale nel 1936.
Leggi anche: Orata: Freschezza e Sapore
Nei Paesi occidentali, la malattia si sta rivelando sempre più un importante problema di sanità pubblica. Seppur relativamente rara, infatti, si può manifestare con un quadro clinico severo e tassi di mortalità elevati soprattutto in soggetti fragili come neonati, anziani, donne incinte e adulti immuno-compromessi.
Inoltre, negli ultimi anni, si sono verificate frequenti epidemie, soprattutto in seguito alla distribuzione di cibo contaminato attraverso le grandi catene di ristorazione.
La listeriosi è considerata una zoonosi prioritaria in UE.
La listeriosi è regolamentata dalla Direttiva zoonosi (Dir. 99/2003/UE).
Il batterio che causa la listeriosi, spiega il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica, è molto diffuso nell’ambiente e si trova comunemente nel suolo, nell’acqua, nella vegetazione e nelle feci di numerose specie animali, senza che questi mostrino sintomi apparenti. Può contaminare qualunque livello della catena di produzione e del consumo degli alimenti e può crescere e riprodursi a temperature variabili che vanno da 0 a 45°C.
Leggi anche: Insalata Russa: la ricetta
La capacità della listeria “di crescere e riprodursi a temperature molto variabili (da temperature di refrigerazione sino a 45 gradi centigradi), nonché la sua capacità di tollerare ambienti salati e pH acidi lo rendono un batterio molto resistente a varie condizioni ambientali, incluse quelle che si hanno nella produzione e nella lavorazione degli alimenti”, ricorda l’Istituto superiore di sanità sul sito.
Per queste sue caratteristiche, la L. monocytogenes può persistere negli ambienti di trasformazione alimentare e contaminare gli alimenti, anche quelli mantenuti a temperature di refrigerazione.
In condizioni favorevoli, L. monocytogenes può moltiplicarsi negli alimenti e causare un’infezione nell’uomo.
Poiché L. monocytogenes può rappresentare un pericolo per la salute umana, è fondamentale mettere in atto una strategia di controllo a tutela della salute pubblica.
Come si Prende la Listeriosi e Quali Alimenti Sono a Rischio?
La Listeria monocytogenes si trasmette principalmente per via orale, attraverso l’ingestione di cibi contaminati.
Leggi anche: Radicchio in Insalata: Come Prepararlo
Gli alimenti principalmente associati all’infezione da listeriosi sono molti. Si va dal pesce alla carne, dalle verdure crude al latte non pastorizzato e latticini come formaggi molli e burro, senza dimenticare cibi trasformati e preparati (pronti all’uso) inclusi hot dog, carni fredde, insalate preconfezionate, panini e pesce affumicato.
Quanto agli alimenti principalmente associati alla listeriosi, ricordiamo: pesce affumicato (es.
Gli alimenti più a rischio includono pesce affumicato, paté, carni pronte al consumo, formaggi molli e prodotti lattiero-caseari non pastorizzati, così come le verdure preconfezionate come l’insalata in busta.
Il batterio è resistente e può crescere a temperature che vanno dai 3 ai 45°C. Questo significa che anche la refrigerazione non è sempre sufficiente a impedirne la proliferazione. Per uccidere il batterio è necessario cuocere gli alimenti a temperature superiori a 65°C.
La Listeria può moltiplicarsi anche nei cibi surgelati, pertanto è importante mantenere un'adeguata catena del freddo nel caso di acquisto di prodotti confezionati.
In ambito domestico, questo batterio si trova spesso nei frigoriferi, soprattutto se poco puliti.
Il contagio può verificarsi anche per il contatto diretto con animali infetti (bovini, ovini e caprini possono essere portatori del batterio).
Perché non mangiare mai würstel crudi?
Marchi Coinvolti nel Ritiro
In quest’ultimo caso i marchi di insalata in busta coinvolti nell’allarme listeria sono: Vivinatura, Tres Bon, Torre in Pietra, Tornese, Sigma, Selex, Polenghi, Ortoromi, Ortofresco pulito, Natura è, Mi Mordi, Latte Francia, Il mio orto, Il Castello, Colline Verdi, Ciro Amodio, Centrale del latte, Alifresh, Foglia Verde Eurospin.
I marchi coinvolti nel ritiro sono numerosi e comprendono alcune delle insalate più vendute in Italia, tra cui:
- Vivinatura - Iceberg 250 grammi
- Très Bon - Iceberg 250 grammi
- Torre in Pietra - Iceberg 250 grammi Freschi germogli
- Tornese - Iceberg 150 grammi
- Sigma - Iceberg 200 grammi Vedure fresche
- Selex - Cuori di iceberg 250 grammi
- Polenghi - Iceberg 250 grammi Freschi Germogli
- Ortoromi - Iceberg 500 grammi
- Ortoromi - Iceberg 350 grammi
- Ortoromi - Cuori di Iceberg 250 grammi
- Ortofresco pulito - Iceberg 200 grammi
- Natura è - Cuori di iceberg
- Mi Mordi - Iceberg 200 grammi
- Selex - Cuori di lattuga
- Latte Francia - Iceberg 200 grammi Fresche Bontà
- Il mio Orto - Iceberg 150 grammi
- Il Castello - Iceberg 250 grammi
- Colline Verdi - Iceberg 200 grammi
- Ciro Amodio - I freschi iceberg 250 grammi
- Centrale del latte - La pronta in tavola iceberg
- Alifresh - Iceberg 200 grammi
- Foglia verde Eurospin - le Croccanti Cuori di iceberg
Per sapere se hai acquistato uno dei lotti a rischio, visita il sito del Ministero della Salute, dove troverai tutte le informazioni aggiornate sui richiami alimentari. Se hai uno di questi prodotti a casa, la raccomandazione è di non consumarli e riportarli immediatamente al punto vendita.
Sintomi della Listeriosi
Secondo il Ministero della Salute, questa infezione si manifesta più frequentemente sotto forma di gastroenterite, con sintomi come diarrea, febbre e dolori muscolari, simili a quelli di un'intossicazione alimentare.
Tuttavia, in alcuni casi, può evolvere in forme più gravi, come meningite, encefalite e sepsi, soprattutto in soggetti vulnerabili come anziani, neonati e persone immunocompromesse. Anche le donne in gravidanza sono particolarmente a rischio, poiché l’infezione può provocare gravi complicazioni come aborto spontaneo, parto prematuro o infezioni del neonato.
L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) sottolinea come la listeriosi sia una delle malattie alimentari più pericolose, con un tasso elevato di ospedalizzazioni e mortalità. Infatti, l'infezione sistemica può manifestarsi anche dopo un lungo periodo di incubazione, fino a 70 giorni dall’ingestione dell’alimento contaminato.
Una volta contratta, l'infezione da Listeria può dare luogo a vari quadri sintomatologici; come anticipato, ciò dipende essenzialmente dalla suscettibilità dell'individuo e dal numero di batteri presenti nell'alimento al momento dell'ingestione. Le forme lievi comportano generalmente disturbi simil-influenzali e gastroenterici (tipici delle tossinfezioni alimentari).
I sintomi della listeria consistono, generalmente, in una gastroenterite con febbre, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione del prodotto contaminato. Fra i segni clinici (a seconda della tipologia), ritroviamo: febbre alta, endocardite, osteomielite, colecistite, peritonite, meningite, paralisi dei nervi cranici, perdita della funzionalità motoria.
Le donne in gravidanza evidenziano solitamente una forma simile all'influenza con febbre e altri sintomi non specifici. Il vero pericolo per questa categoria riguarda però le possibili conseguenze negative sul feto che arrivano fino all’aborto, al parto prematuro o alla listeriosi congenita.
Negli adulti che hanno carenze del sistema immunitario, l’infezione può causare meningiti, encefaliti e gravi setticemie.
Nella maggior parte dei casi, la listeriosi in gravidanza si manifesta con febbre, dolori muscolari, diarrea e disturbi allo stomaco.
Di fondamentale importanza è non trascurare la listeriosi durante la gravidanza poiché il batterio si può diffondere al sistema nervoso provocando torcicollo, mal di testa e perdita di equilibrio.
I sintomi della contaminazione alimentare possono essere anche importanti - aggiunge Ciccozzi - in genere nausea, vomito, mal di testa, febbre. Come abbiamo detto si tratta di un batterio, che va trattato con un antibiotico”.
Se sospetti di aver contratto la listeriosi, è importante consultare immediatamente un medico, specialmente se rientri tra i soggetti a rischio. La listeriosi è curabile con antibiotici, ma è fondamentale agire tempestivamente, soprattutto per evitare complicazioni più gravi. In caso di gravidanza, la cura precoce può prevenire la trasmissione dell'infezione al feto.
Se pensiamo di aver ingerito dell’insalata contaminata è bene riferire al medico l’accaduto per procedere alla cura, partendo dal mantenersi idratati.
In presenza di sintomi da Listeria è fondamentale rivolgersi al medico di base.
Ricorda! La listeriosi è una malattia cosmopolita, essendo i batteri del genere Listeria ubiquitari e ampiamente diffusi nell'ambiente.
Le persone più sensibili alle infezioni da Listeria sono gli anziani, le donne in gravidanza, i neonati e le persone con deficit del sistema immunitario.
La listeriosi è più frequente principalmente persone ultra 64enni.
Documentata durante il terzo trimestre.
Portare all’insorgenza di meningiti, encefaliti e gravi setticemie.
Utero del feto, parto prematuro e infezioni neonatali.
Ospedalizzazione e decessi.
Tabella: Alimenti a Rischio e Misure di Prevenzione
Per riassumere, ecco una tabella con gli alimenti a rischio e le principali misure di prevenzione:
| Alimenti a Rischio | Misure di Prevenzione |
|---|---|
| Pesce affumicato | Cuocere accuratamente gli alimenti. |
| Paté | Lavare accuratamente le verdure, anche quelle confezionate. |
| Carni pronte al consumo | Mantenere il frigorifero a una temperatura inferiore ai 4°C. |
| Formaggi molli | Lavare le superfici della cucina e gli utensili. |
| Prodotti lattiero-caseari non pastorizzati | Rispettare le date di scadenza degli alimenti confezionati. |
| Verdure preconfezionate (es. insalata in busta) | Evitare cibi che potrebbero essere più facilmente contaminati, come formaggi a pasta molle, tutti i tipi di paté, latte crudo, salumi poco stagionati o salmone affumicato (per soggetti vulnerabili). |
Prevenzione della Listeriosi
Le manifestazioni cliniche della listeriosi sono trattabili con gli antibiotici ma, come scrive l’Istituto superiore della sanità, la strategia migliore consiste nella prevenzione che passa da basilari norme igieniche previste per tutte le intossicazioni alimentari: dal lavaggio di mani e posate, alla cottura accurata dei cibi, fino alla pulizia degli alimenti crudi.
Per prevenire la contaminazione da Listeria, è fondamentale rispettare alcune regole igieniche:
- Lavare accuratamente le verdure, anche quelle confezionate, prima di consumarle;
- Lavare le superfici della cucina e gli utensili, in particolare dopo il contatto con carne cruda, pollame e uova;
- Lavare le superfici della cucina e gli utensili.
- Cuocere gli alimenti a temperature elevate per eliminare il rischio di contaminazione;
- Mantenere il frigorifero a una temperatura inferiore ai 4°C e rispettare le date di scadenza degli alimenti confezionati.
- PREPARAZIONE DEGLI ALIMENTI: non preparare con troppo anticipo gli alimenti da consumarsi previa cottura (in caso contrario conservarli in frigo e riscaldarli prima del consumo).
In generale, per la sicurezza dei consumatori occorre ricordare di lavare bene l’insalata in busta con il bicarbonato. Ma con il semplice lavaggio - avverte l’epidemiologo - la listeria non si manda via.
Infine, chi rientra nelle categorie più vulnerabili - come anziani, donne incinte e persone con difese immunitarie compromesse - dovrebbe prestare particolare attenzione agli alimenti che consuma, evitando cibi che potrebbero essere più facilmente contaminati, come formaggi a pasta molle, tutti i tipi di paté, latte crudo, salumi poco stagionati o salmone affumicato.