L'arte di Guttuso aspira a conciliare la verità e l'attualità delle tematiche con uno stile realista e incisivo, accessibile a tutti, affinché possa scuotere la gente comune dal torpore causato dall'ingiustizia sociale. I suoi dipinti sembrano emettere il grido di dolore delle classi sociali più deboli e oppresse.
Autoritratto di Renato Guttuso, 1936
Il Contesto Storico e Artistico
Guttuso esplora e seleziona la produzione pittorica del suo tempo, traendo una certezza: non è interessato alle ricerche delle avanguardie, come il Futurismo. Tuttavia, non aderisce acriticamente al ritorno all'ordine proposto dalla poetica novecentista. Intende scoprire una via sua, in sintonia con la coeva scuola romana.
Negli anni giovanili, nell'ambiente palermitano, nasce il sodalizio del Gruppo dei Quattro, composto da Guttuso, Lia Noto, Nino Franchina e Giovanni Barbera. La mostra del 1934 a Milano, tenuta dai Quattro alla Galleria il Milione, riscuote grande interesse presso la critica più attenta.
Nel 1937, Guttuso lascia la Sicilia, avvicinandosi al gruppo di Corrente e schierandosi con i realisti nella disputa tra Astrattismo e Realismo. Inizia una fase di "ribellione", in cui vedranno la luce opere come "Fuga dall’Etna" (1939), "Fucilazione in campagna", "La Crocifissione" (1941), "Gott mit uns" (1944) e "L’occupazione delle terre incolte" (1947). In queste opere, con personale impeto espressivo, ingloba linguaggi del tempo, in particolare il Cubismo.
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"Il Mangiatore di Spaghetti" (1957): Un'Analisi Dettagliata
L'opera "Il Mangiatore di Spaghetti", realizzata nel 1957, rientra in una fase di "realismo" che, tagliando i ponti con le avanguardie, cerca legami storici più lontani. Questo dipinto, come molte altre opere di Guttuso, è caratterizzato da una forte attenzione alla realtà e alla vita quotidiana.
Mostra di Guttuso "Inquietudine di un realismo" al Quirinale
In questo periodo, Guttuso dipinge opere di un "realismo" che, tagliando i ponti con le avanguardie, ha cercato legami storici più lontani. Negli anni '60, il "ciclo autobiografico", più intimista, vede nascere opere quali "Il padre agrimensore" (1966) e le tele con collage di quotidiani. Nel 1970 dipinge "La notte di Gibellina", nel 1972 "I funerali di Togliatti" e nel 1974 "La Vucciria", un ritorno alla grande su temi di respiro sociale, che non gli risparmiano critiche. Alla fine degli anni '70 cominciano ad apparire le Allegorie, complesse composizioni del passato, quasi una sorta di viaggio dentro se stesso.
Stile e Tecnica
Pur attraversando fasi successive e sviluppando percorsi diversi, gli olii, i disegni e le chine del maestro sono inconfondibili. L'interna, profonda coerenza espressiva attraversa decenni senza mai cedere alle mode. Anche a costo di essere considerato dalla critica anacronistico e controcorrente, Guttuso procede per la sua strada senza ripensamenti.
La Vucciria, 1974
Il Messaggio Sociale
L'opera di Guttuso è intrinsecamente legata alla sua visione del mondo e al suo impegno sociale. Attraverso la rappresentazione della vita quotidiana e delle tematiche sociali, l'artista vuole suscitare una riflessione critica e una presa di coscienza da parte dello spettatore.
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Guttuso vuole raccontare la realtà di cui è a conoscenza e gli aspetti più difficili della terra in cui è nato, un omaggio alle sue origini e al suo popolo vessato. E la Sicilia dona agli occhi dell’artista meravigliosi scorci che cattura nelle sue tele esprimendo mirabilmente quel linguaggio di una parte del mondo segnata da drammatiche contraddizioni, ma nel contempo elargitrice di colori caldi e di profonde emozioni visive.
Nella sua arte, indubbiamente realista, ma anche profondamente poetica, si muovono personaggi politici, amici, artisti, gente comune, ma soprattutto, gli umili braccianti siciliani. Manifestazione palese di un impegno sociale che è riuscito a rilevare in modo eccelso quella società relegata ai margini, quell’universo ben celato di sfruttamento, minorile e non, che ancora oggi affligge tragicamente un mondo che si considera “civile”.
Influenze e Riferimenti
Le principali influenze culturali di Guttuso, oltre a Pablo Picasso, sono da ricondursi a Vincent Van Gogh, Eugène Delacroix e Gustave Coubert. Il suo espressionismo non si limita a privilegiare l’interiorità e le emozioni: è la realtà stessa a manifestarsi nella sua vigorosa incisività con i suoi colori ed i suoi crudi dettagli.
| Artista | Opera | Anno |
|---|---|---|
| Renato Guttuso | Il Mangiatore di Spaghetti | 1957 |
| Renato Guttuso | La Vucciria | 1974 |
| Pablo Picasso | Guernica | 1937 |
La sua arte aspira a conciliare la verità e l'attualità delle tematiche con uno stile prettamente realista e incisivo fruibile da tutti affinché possa scuotere dal remissivo torpore la gente comune, socialmente sopraffatta dall'ingiustizia; i suoi migliori dipinti sembrano emettere il grido di dolore delle classi sociali più deboli e oppresse.
Affinché un'opera sia viva, secondo l'artista, è necessario da parte di chi la crea uno stato di collera. E quell'ira dev'essere espressa con furore dentro una tela.
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