Il miele è un prodotto naturale magnifico, adorato da grandi e soprattutto dai bambini. È un alimento molto dolce poiché composto da diverse tipologie di zuccheri come il glucosio e il fruttosio, le cui calorie sono totalmente genuine e naturali, ad appannaggio di un'alimentazione sana purché controllata.

Miele e Marmellata

Ma il consumo di miele è consigliato a tutti? La risposta è affermativa. Nel corso dei secoli, soprattutto quando i medicinali ai quali siamo abituati non c’erano, il miele è stato considerato alla stregua di un farmaco, da usare in differenti occasioni, in particolar modo nell’ambito della prevenzione e cura di disturbi di salute.

Benefici del Miele

  • Sedativo per combattere la tosse: il miele può essere considerato un più che degno sostituto dei tradizionali sciroppi per la tosse.
  • Proprietà antibiotiche: applicare il miele come disinfettante e antibiotico su piccole lesioni della pelle.
  • Proprietà calmanti e antistress: tra le peculiarità del miele spicca quella di essere un “calmante naturale”. Nei casi di stress, ansia o sonno particolarmente agitato spesso si consiglia di assumerne un cucchiaino prima di coricarsi.
  • Antibatterico, antinfiammatorio, nutriente ed energetico: il miele è un vero e proprio miracolo della natura.

Il miele deve far parte di ogni dieta sana ed equilibrata, a partire dalla prima colazione, al posto di marmellata e, soprattutto, di cioccolato. Al contempo il miele può essere sostitutivo dello zucchero, utile come dolcificante per camomilla, tè oppure infusi.

Controindicazioni del Miele

Le controindicazioni sono rarissime, legate principalmente alla presenza di un batterio conosciuto come botulino, che appare nel miele in alcune specifiche circostanze. Molti studi sono stati effettuati riguardo alla presenza di questa tossina e alla sua eventuale azione dannosa sull'organismo. Alla fine la scienza ha concordato che l'eventuale presenza del miele nel botulino può essere preoccupare solo su alcuni specifici individui, mentre non avere rilevanza per tutti gli altri.

Che cos'è il Botulino e che Rischi Comporta

Il botulino è un particolare batterio, il cui nome scientifico è Clostridium botulinum, che si sviluppa quando gli alimenti sono conservati in modo inappropriato. Il botulino è pericoloso perché produce una neurotossina molto pericolosa per la nostra salute e che sfocia nel botulismo, una malattia rara ma grave che porta a conseguenze che vanno dalla paralisi muscolare alla morte nei casi più estremi. Attualmente esistono 5 forme di botulismo, di cui le più frequenti sono il botulismo alimentare, il botulismo infantile e il botulismo da ferita.

Leggi anche: Guida alla scelta: Fluifort

La migliore precauzione per evitare il rischio è seguire le corrette pratiche di conservazione e manipolazione degli alimenti, ma anche la cottura è molto utile (la tossina è termolabile, quindi col calore si distrugge) così come il freddo, dato che congelamento, surgelamento e refrigerazione a temperature sotto i 3,3°C impediscono la crescita del batterio.

Il Miele nel Botulino e il Botulismo Infantile

Generalmente il miele viene considerato un alimento sicuro per quanto riguarda lo sviluppo del botulino: merito dell'altissima concentrazione di zuccheri, che impedisce la crescita del batterio. Le eventuali spore saranno combattute dalla flora intestinale in tutti i casi tranne in uno: quello dei lattanti.

Nel caso di un bambino di età inferiore a un anno, infatti, le spore potrebbero prolificare poiché la flora intestinale in questo caso è ancora in formazione, e quindi ancora non abbastanza forte da combatterne l'adesione. Il rischio è quello di sviluppare il botulismo infantile, una particolare forma di botulismo che, seppure rara, è molto pericolosa perché può portare un disturbo noto come ‘paralisi simmetrica discendente’ che porta il bambino a perdere il controllo dei muscoli fino a conseguenze anche molto gravi.

Gli scienziati assicurano però anche che, pur corretto evitare il consumo del miele da parte di neonati fino al raggiungimento di un anno di età, tale prodotto può essere consumato da ragazzi e adulti senza rischio alcuno per la salute. È chiaro a questo punto il motivo per cui ai lattanti non va dato il miele in nessuna forma, nemmeno intingendo il ciuccio dentro la sostanza.

Ultimamente è stato notato che anche fiori e semi a infuso (come per esempio la camomilla o il finocchietto) potrebbero essere portatori di spore del batterio ed essere pericolose per un bambino così piccolo pur essendo perfettamente innocue per gli adulti. Inoltre, attenzione anche a dove gattona il bimbo o a cosa mette in bocca: il suolo, infatti, può contenere spore che possono essere inalate, veicolate da polveri ambientali come avviene ad esempio in ambiente domestico durante le ristrutturazioni.

Leggi anche: Differenze tra Cacao Amaro e Cioccolato Fondente

Esistono diverse varietà di miele e sono sempre più spesso utilizzate come dolcificanti naturali al posto dello zucchero da tavola. Si aggiungono in tè, tisane e altre bevande per rendere il loro gusto meno amaro oppure in yogurt e ricette per renderne il sapore più gradevole.

Il Miele Alza la Glicemia?

Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi che hanno indagato gli effetti del consumo di miele sulla glicemia, ossia sui livelli di zuccheri nel sangue e le potenzialità di questo alimento nel prevenire e curare il diabete di tipo 2. Sebbene uno studio dell’Università di Toronto pubblicato sulla rivista Nutrition Reviews abbia evidenziato di recente che consumare delle quantità moderate di miele, in particolare grezzo, di acacia e di trifoglio, migliori il controllo glicemico, in realtà al momento sono necessari ulteriori studi per averne la certezza.

Il miele è una fonte di energia prontamente disponibile. Contiene soprattutto carboidrati, tra cui il fruttosio, un monosaccaride che si assorbe lentamente nell'intestino, provocando una risposta glicemica inferiore rispetto ad altri tipi di zuccheri, e glucosio, che invece viene assimilato più velocemente. Ha un indice glicemico leggermente meno elevato dello zucchero, quindi aumenta meno rapidamente la glicemia. Ma bisogna fare attenzione alle quantità assunte e consumarne massimo uno o due cucchiaini al giorno.

Uno dei vantaggi dello zucchero oltre al suo maggiore potere addolcente che permette di utilizzarne delle piccole quantità è la presenza di oligosaccaridi, glucidi che possono ritardare lo svuotamento gastrico, rallentare la velocità di digestione e prolungare la sazietà. Un trucco per mitigare gli effetti del miele sulla glicemia è abbinarlo nello stesso pasto a una fonte di grassi, che rallentano la velocità di assorbimento del glucosio.

Come riconoscere il miele di qualità

Rispetto allo zucchero ha un patrimonio nutrizionale di ampio spettro, e costituisce quindi un alimento sotto tutti i punti di vista. Il miele è un alimento completo e dalle proprietà altamente energizzante. Contiene acqua e zuccheri semplici quali fruttosio e glucosio.

Leggi anche: Idrolitina o Lievito? Scopri cosa scegliere

Tutti i tipi di miele hanno proprietà antibatteriche. Proprio per questo possono rivelarsi utili per la loro azione febbrifuga, nelle malattie da raffreddamento e nelle affezioni respiratorie con catarro, dato anche l’effetto decongestionante delle prime vie respiratorie.

Tipologie di Miele

Tipologie di Miele
  • Miele di acacia: viene tipicamente prodotto nella zona delle Prealpi, nel mese di maggio. Vanta numerose proprietà per la cura di patologie soprattutto relative all'apparato respiratorio, come mal di gola, catarro, congestione nasale, tosse. Corroborante, lassativo, antinfiammatorio, viene usato anche contro l'acidità di stomaco.
  • Miele millefiori: è tra i mieli più comuni e diffusi. E' un plurifloreale, perché ricavato dal nettare di svariate specie di fiori, come suggerisce il nome.
  • Miele di castagno: è un particolare miele ottenuto dai fiori del castagno e prodotto nei mesi caldi, tra giugno e ottobre. Emolliente e lubrificante, aiuta a guarire dai disturbi respiratori e dalla tosse persistente, lenisce i problemi di digestione causati da ulcere gastriche. Antinfiammatorio e antibatterico. È anche un antiossidante naturale: la presenza di acido fenolico aiuta a combattere i radicali liberi e quindi a ritardare l'invecchiamento cellulare. Non solo, favorisce la circolazione sanguigna, è antispasmodico, e disinfettante delle vie urinarie.
  • Miele di eucalipto: è molto ricco di flavonoidi quindi antiossidante perchè in grado di ridurre i radicali liberi.
  • Miele di melata: L'unico miele che le api producono non partendo dal nettare dei fiori è quello di melata. Resta liquido a lungo, ma può cristallizzare assumendo aspetto filante. Di colore marrone scuro, profuma di marmellata e di prugne secche. Il sapore risulta meno dolce dei mieli di nettare ed è più simile all'isomalto.

Miele e Malattie Renali

Molti credono che lo zucchero e il miele siano nutrienti allo stesso modo. Il miele è composto da una combinazione di glucosio e fruttosio e ha eccellenti proprietà nutrizionali che possono aiutare un paziente con malattia renale. Gli agenti antiossidanti/antiinfiammatori proteggono le cellule renali dallo stress ossidativo. Secondo uno studio nei soggetti che assumevano regolarmente miele nella loro dieta si osservava una aumentata clearance della creatinina.

Marmellata e Confettura

La marmellata e la confettura sono alimenti conservati a base di frutta, zucchero e additivi alimentari ad azione addensante ed antiossidante; etimologicamente, "marmellata" deriva dal sostantivo "marmelo", ovvero il nome portoghese della pianta di mele cotogne.

Sia la marmellata che la confettura sono prodotti lavorati (sbucciamento, mondatura e pezzatura), cotti (stufatura senza grassi) e mantenuti sotto vetro (sottovuoto) previo sterilizzazione delle capsule contenitrici; in passato, la marmellata e la confettura garantivano la disponibilità di frutta anche nelle stagioni invernali, quando la produzione agricola era ormai conclusa.

Oggi, la produzione di marmellata e confettura, oltre a costituire un buon sostituto dei dolci, ha la funzione di utilizzare le eccedenze produttive o di approvvigionamento e di sfruttare anche la frutta che, per deperimento o ammaccature, non risulta più idonea al consumo in forma fresca. Saper produrre la marmellata e la confettura a livello casalingo è un ottimo metodo per risparmiare ed abbattere gli sprechi da rimanenza.

Come Preparare Marmellate e Confetture in Modo Sicuro

Innanzitutto, per ottenere la massima solubilità dello zucchero, è opportuno che il pH della marmellata e della confettura sia tendenzialmente acido (inferiore a 7); per fare ciò, a livello casalingo è consigliabile spremere del succo di limone nella frutta in pezzi prima della cottura o aggiungerlo direttamente nel tegame.

La cottura della marmellata e della confettura avviene in una casseruola di alluminio (o in un paiolo di rame) con l'ausilio di un coperchio. Si tratta di un trattamento molto lento (da 2-3 fino a 6-7 ore), che si svolge ad intensità moderata (fiamma bassa ed impiego dello spargi fiamma), durante il quale è necessario mescolare continuamente il contenuto.

NOTA BENE: l'aggiunta di pectina o di apposite miscele gelificanti commerciali permette di ridurre i tempi di cottura a pochi minuti, preservando le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche della frutta fresca, ed evitando cotture eccessive con caramelizzazione degli zuccheri.

In virtù della notevole differenza chimica e nutrizionale dei vari tipi di frutta, ogni marmellata o confettura richiede: tempi di cottura, dosi di zucchero e dosi di pectina anche molto diverse tra loro.

E' importante ribadire che la marmellata e la confettura raggiungono una consistenza legata ed omogenea grazie alla riduzione dell'acqua, alla diluizione dello zucchero e alla funzione addensante della pectina. Quest'ultima, che è un tipo di fibra viscosa naturalmente contenuto in molti tipi di frutta (soprattutto mele, pere e agrumi), si scioglie con la cottura e si raddensa a temperatura ambiente.

Per migliorare il potenziale addensante della marmellata e della confettura, piuttosto che incrementare le dosi di zucchero, è sempre consigliabile aumentare le concentrazioni di pectina utilizzando un apposito ingrediente reperibile in qualsiasi negozio di alimentari o supermercato.

Infine, per ottenere un prodotto a lunga conservazione, è necessario: lavare o sciacquare accuratamente le capsule, sterilizzarle in acqua bollente e subito dopo riempirle con marmellata o confettura ad altissima temperatura; in questo modo, oltre a garantire l'assenza (o quasi) dei microorganismi all'interno dei vasetti, serrando i tappi e capovolgendoli su una superficie fredda sarà possibile ottenere un ottimo sottovuoto.

Ricetta Marmellata di More

La marmellata di more è una delle ricette più conosciute ma anche la meno indicativa; essa non necessita l'aggiunta di pectina e raggiunge una consistenza decisamente solida anche solo mediante la cottura con lo zucchero. E' comunque possibile ridurre drasticamente l'apporto di saccarosio aggiungendo delle pectina, ottenendo una riduzione ulteriore dell'apporto calorico complessivo ed accorciando i tempi di cottura.

Ingredienti: 1000g di more, 300g di zucchero.

Procedimento: lavare le more, passarle e mescolare il contenuto allo zucchero. Mettere a cuocere a fiamma bassa mescolando di tanto in tanto fino al raggiungimento della giusta consistenza; nel frattempo, lavare e sterilizzare le capsule. Riempire le capsule con il composto bollente e capovolgerle; lasciare che si raffreddino.

Differentemente dalla frutta fresca, a causa della cottura prolungata, la marmellata e la confettura risultano povere di vitamine termolabili ed antiossidanti. La quantità di fibra e di sali minerali rimane pressoché invariata, così come quella (anche se insignificante) di proteine e lipidi.

Tabella Comparativa: Miele vs Marmellata

Caratteristica Miele Marmellata
Origine Nettare dei fiori (trasformato dalle api) Frutta, zucchero, additivi
Zuccheri Glucosio, fruttosio Saccarosio (principalmente)
Benefici Antibatterico, antinfiammatorio, calmante Fonte di fibra (se presente)
Rischi Botulismo infantile (rara), impatto sulla glicemia Alto contenuto di zuccheri, perdita di vitamine durante la cottura

tags: #Marmellata

Post popolari: