Spalmata sul pane o sulle fette biscottate, nelle brioches o nelle crostate, la marmellata è un alimento amatissimo dagli italiani e presente in tutte le nostre dispense in gusti e marche differenti.

Molti sono coloro che la preparano in autonomia, molti altri, soprattutto coloro che non hanno tempo, la acquistano al supermercato al fine di gustare colazioni uniche oppure cucinare dolci deliziosi. Molto spesso tra gli scaffali se ne trovano di molteplici ed è disorientante scegliere qual è la migliore. Ma basta prestare attenzione ad una serie di accorgimenti leggendo semplicemente l’etichetta.

Va detto che il termine marmellata è utilizzato in maniera generica per indicare tutti i prodotti a base di frutta spalmabili. Secondo l’Unione Europea, però, il termine marmellata dovrebbe indicare in maniera esclusiva un prodotto a base di agrumi mentre tutti gli altri prodotti dovrebbero essere chiamati confetture.

Altra precisazione va fatta tra la normale confettura con minimo 35% di frutta e la confettura extra con minimo il 45% di frutta. Queste si differenziano anche dalle composte, una differente tipologia di marmellata con quantitativi di zucchero molto bassi perché ricavati direttamente dalla frutta.

Come Scegliere la Marmellata Migliore

Per poterle classificare come buone queste non dovrebbero superare i 45 g sui 100 di marmellata nelle confezioni standard. Sul mercato ne esistono tipologie che superano tale soglia, si arriva fino ai 50. In molti casi il basso contenuto di zuccheri è dovuto all’utilizzo di dolcificanti.

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Altro parametro per scegliere la marmellata ottimale è controllare la quantità di frutta presente nel prodotto. Il contenuto di frutta è molto importante perché arricchisce la marmellata di sapore e nutrienti. Se è oltre i 60 g significa che è un ottimo prodotto mentre al di sotto è da considerarsi non di buona qualità e spesso bilanciato con zucchero aggiunto.

Oltre a stare attenti alle etichette e allo zucchero presente, sarebbe opportuno scegliere marmellate biologiche senza pesticidi e scegliere confetture con la dicitura “extra”. Naturalmente, se è possibile, sarebbe opportuno acquistare da produttori locali che utilizzano prodotti di stagione e quindi con maggiori contenuti di vitamine e minerali.

Secondo molti nutrizionisti la cosa migliore è scegliere la marmellata più naturale possibile così da godere dei benefici della frutta presente.

Tra gli scaffali del supermercato esiste un universo di marmellate per tipologie e per marche differenti.

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Classifica delle Marmellate Migliori al Supermercato

A guidare i consumatori finali nella scelta della migliore marmellata c’ha pensato la dietista Paola Stavolone.

Vediamo allora secondo alcune ricerche quali sono le migliori presenti tra gli scaffali del supermercato.

Al primo posto in classifica troviamo “La buona frutta d’Italia”, al gusto ribes nero, con 85 g di frutta e 45 g di zucchero. A seguire si posiziona “Zuegg“ alla ciliegia e “Terre d’Italia”, alla pesca. Seguono a ruota “Santa Rosa” ai frutti di bosco ed “Esselunga bio”, extra fragole e “Rigoni di Asiago” ai frutti di bosco.

Classifica delle migliori marmellate

Confettura di fragole: la degustazione del Gambero Rosso

Regina della prima colazione, la confettura di fragole è l’ingrediente ideale per arricchire torte, bavaresi e tiramisù. Topping fiammante su crostate, cheesecake, panna cotta, crema pasticciera e gelati. Si fa presto a dire fragole.

Se la varietà è importante, la lavorazione è fondamentale: trasformazione dal fresco, ricetta equilibrata, assenza di aromi e additivi. Difficile fare una confettura di fragole solo con i piccoli frutti e lo zucchero. Spesso vengono aggiunti il limone o l’acido citrico per correggere l’acidità. Ed essendo la fragola un frutto con scarsa percentuale di fibra viscosa, si unisce un addensante - in genere la pectina - ma così si ottiene una confettura al risparmio: più acqua, meno frutta e meno nutrienti. Molto meglio la mela, che contiene naturalmente pectina.

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La famiglia delle conserve di frutta è una classe di prodotti normata da una legge che però contiene indicazioni precise solo per marmellate, confetture e confetture extra. La composta, priva di regole e paletti, vive in un limbo alla mercé delle scelte dei produttori.

Una degustazione alla cieca, elaborata da un panel di esperti in analisi sensoriale, pasticcieri, chef e gelatieri. I vincitori? La sua forza è la fragolina di Sciacca e Ribera, coltivata in questo angolo di Agrigentino affacciato sul Mar Mediterraneo e tutelata da un Presidio Slow Food. Viene lavorata dal fresco oppure dai frutti abbattuti a -18° subito dopo la raccolta.

Per 100 grammi di prodotto finito 65 grammi di fragoline, 45 grammi di zucchero, farina di carrube come addensante e succo di limone. L’origine selvatica delle fragoline si percepisce già nel colore rosso lampone di questa confettura densa e luminosa. Il profumo è rotondo e appagante: muschio, sottobosco pungente, fresche intensità aromatiche fruttate e acidule, una carezza citrica, ricordi di vaniglia e banana. Un concerto di sensazioni che si ripropone in una bocca piacevolmente poco dolce e arrotondata dall’acidità elegante dei piccoli frutti. Trama consistente e un po’ collosa con frutta a pezzi. Una confettura bella, buona ed elegante.

Raggiunge il podio a un soffio dalla prima posizione grazie alla materia prima, fragole di diverse varietà coltivate nella Valle di Casies senza trattamenti nei terreni di famiglia sopra i 1.400 metri d’altezza. E a una lavorazione onesta dal fresco nel piccolo laboratorio di proprietà impiegando almeno il 70% dei piccoli frutti, zucchero di canna biologico, succo di limone e pectina di mela bio. L’aspetto è fedele alla mission: colore rosso rubino intenso, struttura corposa e omogenea, appena lucida e gelatinosa. Restituisce già al naso la fragola “croccante” appena colta. Anche la bocca richiama il frutto fresco poco trasformato e note fruttate “altre” (la zampa della mela, ricordi di fico). Dolcezza alta ma coerente e ben integrata con la frutta.

L’azienda agricola cuneese conquista il primo posto in classifica con una confettura di fragole classica, schietta, immediata, dalle sensazioni centrate e pulite, realizzata con l’80% dei piccoli frutti (di propria produzione e in piccola parte acquistata in Italia) e il 20% di zucchero di canna, senza addensanti. La struttura un po’ separata e il colore scuro tendente al brunito le conferiscono un aspetto forse poco attraente ma credibile di confettura casalinga. Ma la sua forza sta nelle sensazioni tra naso e bocca. Il profumo e gli aromi sono quelli precisi e riconoscibili di buona fragola matura lavorata dal fresco in modo onesto e rispettoso della materia prima. Il gusto è intenso, persistente e perfettamente nella categoria, dolce ma non troppo.

Nel mensile di Febbraio del mensile del Gambero Rosso trovate la classifica completa delle confetture e la classifica delle composte, un approfondimento su cosa dice la legge sulle conserve di frutta, per non incappare in qualche sorpresa dopo l’acquisto.

Confettura di fragole

Alternative alla Marmellata

Non vi piace la marmellata? Allora vi consigliamo una valida alternativa. Si tratta della frutta frullata che contiene al suo interno il 100% di frutta senza aggiunte di zuccheri e dolcificanti. Il composto è molto più liscio e il contenuto calorico è abbastanza contenuto, circa 50 kcal per 100 g. Molto comoda da consumare anche in viaggio e in ufficio per le sue ridotte dimensioni.

Focus sulla Confettura di Visciole

Racchiusa in una crostata dà il meglio di sé, ma merita anche spalmata su di una fetta di pane, su di una gustosa cheesecake o in abbinamento ai formaggi. È la mitica confettura di visciole.

Promossa a pieni voti, la confettura del Cardinale è di colore rosso rubino intenso. Vedi, senti e tocchi le visciole, appena lavorate. Il profumo del frutto cotto è inebriante e sorprende il perfetto equilibrio tra dolce e aspro, tipico della selvatica visciola. Serra de’ Conti (AN) - Via G.B.

Frutta a pezzettoni color rubino brillante. La Visciolata Agrimontana è dolce e avvolgente al palato e presenta note aromatiche caramellate, dovute allo zucchero di canna utilizzato. 120 grammi di visciole appena raccolte e snocciolate per 100 grammi di prodotto. La consistenza è polposa, il colore è intenso e violaceo e il profumo ricorda la rosa canina. L’utilizzo dello zucchero di canna dona un retrogusto caramellato: solo 45grammi per 100 grammi di prodotto.

Nella confettura Cavazza trovi le visciole in pezzi, carnose, dall’odore persistente di frutto rosso cotto. Tendente al troppo dolce, è perfetta se utilizzata in ricette dal contrasto salato, come la cheesecake, o per accompagnare formaggi stagionati.

La struttura gelatinosa di questa conserva la rende perfetta e irresistibile per una perfetta cheesecake. Il colore è intenso e brillante e la frutta è a pezzettini. Il profumo di frutti rossi è fresco e inebriante. Acquapendente (VT) - S.P.

Profumo di prugna cotta, frutta intera, colore violaceo intenso, consistenza compatta e sapore dolce e avvolgente: la visciolata Facci è quasi un dolce al cucchiaio. Roma - Via G.

Solo visciole e zucchero per una confettura dalla consistenza cremosa e vellutata e dal gusto rotondo. Il prodotto viene trasformato direttamente in azienda e la cottura avviene in pentola “tradizionale”, come una volta. Montone (PG) - s.p.

Confettura di visciole

Private Label

Si definisce private label una marca privata, ovvero il fatto che una catena, un discount o un supermercato si faccia produrre dei prodotti che poi venderà con il proprio marchio, adesso vengono anche chiamate marchio del distributore.

I prodotti commissionati a produttori indipendenti sono etichettati con il nome del supermercato che li ha richiesti, con un marchio distribuito solo nei punti vendita del committente. I supermercati hanno spesso più linee di prodotti, ad esempio, Esselunga oltre al marchio Esselunga ha anche la linea primo prezzo Smart, Pam&Panorama ha i prodotti con il proprio nome, ma si fa produrre anche quelli della linea Tesori dell’Arca o Arkalia, Unes U2 sia i prodotti Unes che quelli de Il Viaggiatore Goloso.

Gli stabilimenti di produzione possono essere specializzati nella produzione conto terzi e produrre prodotti anche per più catene di supermercato, che verranno quindi etichettati con diversi nomi per più clienti, anche concorrenti.

Zuegg: un marchio di garanzia

Da sempre Zuegg è sinonimo di confettura nella Grande Distribuzione. Una fama meritata per l’utilizzo di una buona materia prima e processi di produzione controllati e semiartigianali. Inoltre quest’anno ha ampliato la linea senza residui di pesticidi e si è detta sempre più attenta al tema della sostenibilità, non solo nella promozione di un’agricoltura sostenibile ma anche nella riduzione dei rifiuti alimentari e dei consumi idrici.

La consistenza della confettura di visciole è gelatinosa e il sapore dolce e poco acidulo incontra i palati di tutti.

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