Conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, la pizza si presta ad infinite interpretazioni e condimenti a seconda dei propri gusti, della tradizione locale e dei prodotti di stagione. Benché sia ormai diffusissima in quasi tutto il mondo, la pizza è un piatto originario della cucina italiana ed in particolar modo napoletana. Quando si parla di pizza in generale si intende infatti la pizza tonda condita con pomodoro e mozzarella: la Margherita. Tuttavia altre città si contendono con Napoli l’invenzione della pizza.
Infatti col termine “pizza”, trattandosi di una particolare specie di pane o focaccia, presenta innumerevoli varianti, diversi nomi e caratteristiche a seconda delle diverse tradizioni. Di fatto queste tesi sembrano contraddittorie, ma essendo un alimento così diffuso l’etimologia originaria ed arcaica di questa parola non è evidente. Il dibattito tra i massimi studiosi è tutt’oggi aperto e verte sulle tesi presentate.
La pizza ha una storia lunga, complessa e incerta. Già nell’antichità focacce schiacciate, lievitate e non, erano diffuse presso gli Egizi, i Greci e i Romani. La pizza tradizionale per eccellenza è la pizza napoletana che può essere marinara o margherita. All’inizio la pizza era condita solo con pomodoro come la marinara napoletana, successivamente venne aggiunta la mozzarella, come nel caso della pizza classica napoletana per eccellenza: la Margherita.
Oltre alla classica margherita, la quattro formaggi, quattro stagioni, primavera, capricciosa, con salame piccante, con prosciutto e chi più ne ha più ne metta, in tutte le pizzerie più fornite in ogni città, è possibile trovare la famosa americana, ovvero quella con wurstel e patatine. Ma perché? Da cosa deriva l’uso di chiamarla in questo modo?
In realtà nelle migliori pizzerie d’Italia non troviamo nei menù soltanto quelle nostre classiche del territorio, ma tutta una serie di sapori che a volte facciamo fatica a capire o semplicemente non ci chiediamo da dove derivi il nome. Qualche esempio pratico? Non è raro trovare la pepperoni pizza, che solo nel suo nome assomiglia a quella americana. Se però quest’ultima vede l’uso del salume pepperoni, in Italia viene preparata appunto con i peperoni rossi.
Leggi anche: Segreti Fiordilatte Pizza
Pizza patatine e wurstel, vi siete mai chiesti perché si chiami proprio così? Difatti gli americani, importandola nel nostro territorio, la chiamarono proprio con la doppia p, ma si sa, ogni lingua ha la sua, ecco quindi che la pepperoni pizza, divenne pizza coi peperoni. Arriviamo infine alla famosa pizza con wurstel e patatine: perché si chiama effettivamente così? Considerando la presenza del più classico cibo americano da fast food, il nome è facile da comprendere. Anche se in alcune pizzerie potreste notare sul menù un nome diverso come la svizzera o l’austriaca poiché richiama l’origine dei wurstel, salumi prodotti in tutta la Germania, ma anche la Svizzera e l’Austria.
Anche in America la pizza ha avuto una sua evoluzione fino alla pizza all’americana contraddistinta dalla morbidezza e dal notevole condimento.
La crescente tendenza delle patatine fritte sulla pizza è forse una nuova frontiera della gastronomia italiana. Negli ultimi tempi, una pratica in particolare ha catturato l’attenzione degli appassionati di pizza di tutte le età: l’aggiunta di patatine fritte come topping. Dalle classiche patatine e Wurstel, ogni combinazione aggiunge un tocco unico e irresistibile alla pizza. L’aggiunta di patatine fritte e Wurstel, aggiunge un elemento di croccantezza e sapore salato alla pizza, creando un’esperienza sensoriale unica che soddisfa i desideri sia dei puristi della pizza che degli avventurosi culinari.
Mentre l’innovazione culinaria è importante per mantenere viva la cucina, è fondamentale rispettare le radici e le tradizioni culinarie che hanno reso la pizza un’icona globale della gastronomia italiana.
PIZZA con i wurstel facile e veloce
La Pizza è Junk Food?
Capita di vedere la pizza inclusa nel novero del junk food, spulciando alcuni siti internet americani. Per un italiano questa cosa è incomprensibile. Campeggia una foto di una pizza ai peperoni sotto il titolo “Cos’è il junk food”, su wisegeek.com, e sharecare.com titola “Worst Junk Food #1: Pizza”. Non esiste un elenco governativo ufficiale di junk food, ma si può sommariamente definire tale - secondo l’Encyclopedia of Junk Food and Fast Food di Andrew F. Smith - ogni preparazione alimentare con un contenuto squilibrato di grassi saturi o trans, zucchero o carboidrati raffinati, aromi, coloranti. Il termine fu coniato da Michael F.Jacobson, fondatore del Center for Science in the Public Interest che, nel 1972, scrisse: “Le bibite sono la quintessenza del junk food, tutto zucchero e calorie senza nessun nutriente. Gli americani stanno affogando nelle bibite”.
Leggi anche: Esplorando la pizza negli Stati Uniti
A leggere gli ingredienti delle nuove pizze presentate quest’inverno da Pizza Hut Canada, non si fatica a capire il perché. Lì hanno inaugurato la pizza alla poutine di manzo, ovvero con patatine fritte, formaggio e carne rossa, quella al bacon con sciroppo d'acero, quella al pollo con formaggio cremoso. In effetti le pizze surgelate spesso sono realizzate con farina industriale, che si ottiene tramite macinazione industriale del chicco di grano, privato del germe (cuore del chicco) e della crusca (parte esterna, ricca di fibre), con impoverimento della materia prima. La farina raffinata è ricchissima di zuccheri, fortemente depauperata, ma ha il vantaggio di mantenersi a lungo.
Nel 2013 un team di ricerca è stato assoldato in Scozia dall’azienda Eat Balanced per comporre un nuovo set di ingredienti per una pizza perfettamente bilanciata. Il team, guidato dal nutrizionista Mike Lean della University of Glasgow, con Emilie Combet, Amandine Jarlot e Kofi Aidoo della Glasgow Caledonian University, ha notato che, nella sua ricetta tradizionale, la pizza “dovrebbe essere un pasto con pochi grassi, una porzione buona di vegetali e con ingredienti associati a una miglior salute cardiovascolare”. In realtà, per motivi commerciali, gran parte delle pizze “hanno più sale e grassi del desiderabile e difettano di vitamine e minerali essenziali”.
È questo il motivo per cui uno studio pubblicato nel 2004 sull’European Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che se si mangia pizza più di due volte alla settimana, il rischio d’infarto si riduce a meno della metà. Secondo un altro studio pubblicato sull’International Journal of Cancer il piatto simbolo della cucina italiana riduce le probabilità di tumore all’apparato digerente, grazie al condimento a base di pomodoro.
Ricetta: Pizza Wurstel e Patatine
Ecco una ricetta semplice per preparare in casa una deliziosa pizza con wurstel e patatine:
Ingredienti:
Leggi anche: Guida al Lievito per Pizza
- Farina
- Sale
- Zucchero
- Lievito
- Acqua tiepida
- Olio extravergine d'oliva
- Passata di pomodoro
- Mozzarella per pizza
- Wurstel
- Patatine fritte
Preparazione:
- Per prima cosa preparate l’impasto: mettete in una ciotola la farina, il sale, lo zucchero e il lievito.
- Mescolate gli ingredienti con un cucchiaio, poi unite l’acqua tiepida poco per volta, continuando a mescolare per circa 10 minuti fino a quando l’impasto non risulta liscio e vellutato.
- Versate il composto direttamente nella teglia foderata di carta forno e unta d’olio, copritelo con un coperchio o della pellicola e fatelo riposare.
- Dopo circa un’ora, quando l’impasto sarà lievitato, stendetelo con la punta delle dita, guarnite con il pomodoro e infornate a 200°-220° per 15-20 minuti.
- Dopodiché, aggiungete la Mozzarella per Pizza, il sale e l’olio, e i würstel tagliati a rondelle.
Varianti
- Pizza con salsiccia e patatine: Sostituire i wurstel con salsiccia sbriciolata.
- Pizza con patatine e prosciutto: Aggiungere prosciutto cotto a listarelle.
- Pizza con patatine e formaggi misti: Utilizzare un mix di formaggi come provola, parmigiano e gorgonzola.
La pizza viene ormai venduta in vari formati e pezzature, a peso o per lunghezza. Nelle panetterie si trovano pizzette di tutte le dimensioni e farcite svariatamente. La pizza tonda è la più classica delle pizze e viene servita in un grande piatto tondo. La più tradizionale è la pizza margherita napoletana rigorosamente di forma tonda. La stesura dell’impasto in forma di disco deve essere fatta preferibilmente, a mano girando e tirando le palline lievitate d’impasto sopra un piano di lavoro.
Per la pizza al taglio o pizza in teglia la pasta lievitata viene stesa, condita e cotta in grandi teglie di metallo tonde o rettangolari e poi venduta a tranci della dimensione scelta dal cliente. La pizza alla pala, come la pizza in teglia, è una pizza di grandi dimensioni venduta a peso e cotta come la pizza tonda direttamente sul piano del forno. È diffusa soprattutto a Roma. È una pizza tonda molto sottile e croccante. L’impasto è fatto con farina di grano tenero tipo 00 o 0, acqua, lievito di birra (oppure lievito naturale), olio d’oliva.
È stata scelta la data del 17 gennaio per celebrare la pizza in onore di Sant’Antonio Abate, patrono dei pizzaioli. I pizzaiolo acrobatici, detti anche pizzaioli “freestyler”, sono pizzaioli che oltre ad essere in grado di produrre la pizza sono dei giocolieri che fanno esibizioni originali facendo roteare la pasta della pizza in evoluzioni spettacolari. Spesso si esibiscono fuori dallle pizzerie a ritmo di musica. Pizza Hut è una catena di ristorazione americana in franchising con sede in Texas a Dallas, famosa per aver portato la pizza americana in tutto il mondo.
Tabella Nutrizionale Comparativa (per 100g)
| Tipo di Pizza | Calorie (kcal) | Grassi (g) | Carboidrati (g) | Proteine (g) |
|---|---|---|---|---|
| Margherita | 243 | 8.4 | 33 | 9.9 |
| Wurstel e Patatine | 285 | 12.5 | 35 | 10.8 |
| Quattro Formaggi | 275 | 11.2 | 32 | 12.5 |
Le patatine fritte sono nate per un dispetto e poi sono diventante famose grazie al cuoco sbagliato. Chi non ha mai mangiato le patatine fritte? Sono una vera e propria bontà per il palato con il loro gusto irresistibile. Ecco quindi tutte le curiosità sulla storia di questo sfizioso alimento fritto. Si parte dal Belgio e dalla Francia fino alla storia curiosa di George Crum. Un’epopea che si divide tra ricette, errori da non fare, ma anche tra leggende e numerosi tentativi di plagio.
In America si chiamano “chips” e sono in veste sottile e imbustata, in Francia sono state battezzate “french fries”, dalla forma a bastoncino. In Inghilterra “crisps” o “chips”. C’è da sapere che la patata non è europea di nascita, bensì americana. Nello specifico, arriva dall’America del Sud, grazie a Francisco Pizarro nel Cinquecento. In Spagna, addirittura, nel passato venne associata ad un tartufo, invece che a un tubero.
Sembrerà strano, ma sono stati i belgi ad aver inventato la patata fritta, friggendola con altre verdure, per puro caso. Secondo racconti popolari, sembra però essere nata durante la Rivoluzione francese sul Ponte Noeuf in Francia. E se ti dicessero che le chips sono nate per dispetto, diventando poi famose per merito del cuoco sbagliato? Forse non ci crederai, ma è così. Le patatine fritte a sfoglia sottile hanno una stupenda storia divisa fra tradimenti e inganni. Partiamo dalla loro nascita per mano di un cuoco afroamericano desideroso di fare un dispetto a un commensale davvero fastidioso.