Ogni anno, il 17 gennaio, milioni di persone in tutto il mondo si uniscono per celebrare il World Pizza Day, una giornata interamente dedicata a uno dei piatti più iconici e amati della cucina italiana. Questa giornata, scelta non a caso, rappresenta molto più di un semplice omaggio gastronomico: è una celebrazione della cultura, della tradizione e dell’artigianalità che ruota attorno a questo alimento simbolo, nonché della convivialità e della gioia che la pizza porta con sé.
La pizza, dalle origini antiche e da un passato assolutamente locale, ha conquistato il mondo. Il 17 gennaio, quindi, non è solo un’occasione per gustare una buona pizza, ma anche per onorare una storia che continua a ispirare generazioni di pizzaioli e appassionati in tutto il mondo.
Ma perché proprio il 17 gennaio è stato scelto come data per celebrare il World Pizza Day? Sebbene non ci sia una fonte ufficiale che attesti l'origine del World Pizza Day, si ritiene che la data sia stata scelta per celebrare uno dei piatti più rappresentativi della cucina italiana e della cultura gastronomica globale.
La Deliziosa Storia della Pizza - Curiosità Storiche
Il Legame con Sant'Antonio Abate
Il World Pizza Day si festeggia il 17 gennaio, lo stesso giorno di sant’Antonio Abate. Ma cosa c'entra il Pizza Day con un santo? La scelta del 17 gennaio per celebrare il World Pizza Day è associata a un evento religioso: la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei pizzaioli.
A spiegarlo è Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza napoletana: «Abbiamo recuperato una tradizione delle antiche famiglie delle pizzerie napoletane che, fino al 1924-1925, ogni 17 gennaio facevano mezza giornata di lavoro e poi se ne andavano in gita fuori porta in un ristorante che era a Capodimonte, Colli Aminei, e lì festeggiavano sant’Antonio accendendo un falò». Sin dall’inizio del secolo scorso e fino a una cinquantina di anni fa, le famiglie dei pizzaioli napoletani erano solite chiudere le loro pizzerie in questa giornata per celebrare il loro santo protettore, sant’Antonio, il santo del fuoco, protettore dei fornai, attorno a un grande fuoco propiziatorio.
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Anche per questo, tradizione vuole che i pizzaioli si prendano mezza giornata libera il 17 gennaio quando nel Sud Italia si accendono i fuochi in onore di Sant'Antonio Abate: nel Salento li chiamano “focare”, mentre a Napoli sono i “fucarazzi”.
Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice, infatti, gli animali e, dove ci sono ancora, le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. Viene poi festeggiato con l’accensione di grandi falò e con menù a base di carne suina. Oltre che con la pizza, appunto.
Tra l’altro esiste un proverbio che recita: Chi festeggia sant’Antuono, tutto l’anno ‘o pass’ bbuon.
Sant'Antonio Abate
Il Legame tra Sant’Antonio Abate e il Fuoco
Il legame tra sant’Antonio Abate e il fuoco è indissolubile. Secondo la leggenda un giorno il santo è andato in visita all’inferno, dove ha rubato una scintilla del fuoco eterno e l’ha nascosta nel cavo spugnoso del suo bastone. Poi, una volta tornato a rivedere le stelle, l’ha regalata agli uomini, che da quel giorno hanno cominciato a cuocere il cibo e a scaldarsi, uscendo dall’ancestrale povertà cavernicola.
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Anche per questo, non è una coincidenza che, per la vulgata comune, l’Herpez Zoster, virus che provoca una dolorosa e pruriginosa eruzione cutanea, sia conosciuto con il nome di “fuoco di Sant’Antonio”, in quanto nell’antichità moltissimi pellegrini si recavano al cospetto del monaco per farsi curare, merito delle sue virtù taumaturgiche.
Tornando a Napoli, a quei tempi, non era difficile organizzarsi, perché tutti avevano vicino un forno a legna e accanto un’immagine del Santo, che ancora oggi è possibile trovare in alcune pizzerie storiche della città.
Origini e Storia della Pizza
La storia della pizza è un viaggio che affonda le radici in tempi molto lontani, ben prima di diventare la celebre pietanza che conosciamo oggi. Anche se le origini precise sono dibattute, possiamo dire che la pizza nasce dall’antica tradizione di cuocere impasti di farina su pietre calde, una pratica comune a molte culture mediterranee.
La parola stessa “pizza” compare per la prima volta in un documento del 997 d.C. a Gaeta, ma è nel capoluogo campano che questo cibo si evolve, trasformandosi da piatto povero a simbolo culinario universale. Qui, nelle strade e nei vicoli della città, i pizzaioli iniziarono a sperimentare aggiungendo il pomodoro, un ingrediente “nuovo” arrivato dalle Americhe nel XVI secolo, al tradizionale impasto.
È comunque fuori da ogni dubbio che la pizza napoletana abbia dato origine a un fenomeno globale.
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Pizza napoletana
La Consacrazione della Pizza Margherita
La consacrazione arrivò però nel 1889 quando il pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito creò la celebre “Pizza Margherita” in onore della regina Margherita di Savoia. La Regina, conquistata dalla prelibatezza della nuova pizza, decise di esprimere il suo entusiasmo inviando una lettera di ringraziamento al pizzaiolo, riconoscendo e apprezzando le sue eccezionali creazioni. In onore di tale gesto, Raffaele Esposito battezzò la sua creazione come “Pizza Margherita“, dedicandola alla Regina.
La Margherita quest'anno festeggia i suoi 136 anni di vita e sembra renda tutti felici. I pomodori sono ricchi di licopene, un potente antiossidante della famiglia dei carotenoidi che conferisce loro il caratteristico colore rosso, quindi apportano ulteriori benefici per la salute. Anche il basilico, utilizzato come condimento, è noto per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e digestive.
Il Riconoscimento UNESCO
La Giornata mondiale della pizza, che cade ogni anno il 17 gennaio, è stata introdotta nel 2018 per celebrare il riconoscimento dell’“arte del pizzaiuolo napoletano” come patrimonio immateriale dell’umanità dell’UNESCO. Questo riconoscimento non solo celebra l’abilità e la passione dei pizzaioli napoletani, ma sottolinea anche il valore culturale e storico della pizza come elemento che unisce tradizione e innovazione.
La pizza, nelle sue molteplici forme, è diventata un simbolo universale di convivialità e condivisione. Il World Pizza Day ha acquisito ulteriore rilevanza nel 2017, quando l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano è stata riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.
La Pizza nel Mondo: Varietà e Tendenze
Nonostante Napoli venga considerata la patria della pizza moderna, molte regioni italiane rivendicano un pezzo della sua storia e persino altri Paesi vantano versioni antiche di focacce che richiamano l’idea di pizza.
In Italia la pizza non è mai solo “pizza”. Ogni regione, ogni città e persino ogni pizzaiolo ha uno stile unico e un tocco personale. Napoli è senza dubbio la culla della pizza classica con il suo celebre cornicione alto e soffice che sembra abbracciare il condimento ad ogni morso. Non lontano, a Roma, si preferisce la pizza sottile e croccante, apprezzata tanto nella sua versione servita al piatto quanto in quella “al taglio”, ideale per uno spuntino veloce e pratico. In Liguria invece la tradizione si sposa con la focaccia, una variante che richiama la semplicità della pizza ma con una personalità tutta sua. Scendendo fino in Sicilia troviamo lo sfincione, una pizza dai sapori intensi, con un impasto soffice ricoperto da pomodoro, cipolla e pangrattato.
Abbiamo già accennato al fatto che la pizza sia un fenomeno globale. Negli Stati Uniti, ad esempio, è diventata un’istituzione, con la nascita della celebre deep-dish pizza di Chicago, alta e ricchissima di condimenti. E poi ci sono le invenzioni più curiose: avete mai sentito parlare della pizza hawaiana, una margherita con ananas?
Dal 2017 è stata riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco l’arte dei pizzaioli che ha origini antiche.
Tendenze attuali
I nuovi trend si concentrano sugli impasti: acqua e farina, ma non solo, perché negli impasti si sta lavorando a sempre nuove possibilità per raggiungere digeribilità, gusto e alveolature. La digeribilità e il bilanciamento nutrizionale perseguono l’obiettivo di portare la salute in tavola, sdoganando definitivamente la classica idea che vede la pizza come uno “strappo alla regola” in senso alimentare. Sono poi in ascesa le pizze gourmet che si caratterizzano per gli abbinamenti audaci ed i prodotti di prima scelta. La pizza smette di essere un piatto povero e diventa un piatto stellato, equilibrato e ricco di sfumature. Le tendenze fusion sono nel futuro della pizza contemporanea con l’introduzione di ingredienti e tecniche dal mondo.
La Pizza: Un Simbolo di Felicità e Convivialità
Se pensiamo alla pizza ci vengono in mente immagini di convivialità, di serate in famiglia o con gli amici, e momenti di pura felicità. Non è solo il gusto a renderla irresistibile: la pizza è anche un vero e proprio “cibo della felicità”. La combinazione dei suoi ingredienti stimola il rilascio di dopamina, l’ormone del benessere, e il suo profumo inconfondibile è capace di evocare ricordi felici. Potremmo quasi definirla un collante sociale: è il cibo che scegliamo per festeggiare, per consolarci o semplicemente per passare una serata piacevole.
La pizza non è solo un piacere per il palato, ma può anche contribuire al nostro benessere emotivo, a condizione che ne facciamo un consumo moderato. Oltre alla sua deliziosità e alla sua associazione con momenti conviviali in famiglia e con gli amici, la pizza contiene una combinazione di nutrienti, tra cui carboidrati complessi e vitamine del gruppo B, che influenzano positivamente la produzione di neurotrasmettitori legati al benessere.
La pizza rende felici. La conferma scientifica è arrivata dalla biologa nutrizionista Jolanda Grillone dell’Osservatorio Malattie Occupazionali e Ambientali dell’Università degli Studi di Salerno in un recente incontro pubblico nel quale ha spiegato che in una Margherita c’è il triptofano, un amminoacido essenziale presente nella mozzarella e nell’impasto. Tale sostanza viene utilizzata dal corpo per produrre serotonina, “l’ormone della felicità”, un neurotrasmettitore che contribuisce al benessere e alla felicità.
Pizza
World Pizza Day: Un'Occasione per Celebrare
Non c’è dubbio, la pizza è molto più di un semplice piatto. È un simbolo dell’italianità nel mondo, un’arte culinaria che ci rappresenta e un comfort food che mette d’accordo tutti. Il 17 gennaio, data non scelta a caso, si celebra la Giornata Mondiale della Pizza, un’occasione per rendere omaggio a un alimento che ci fa sorridere, che profuma di tradizione e che sa unire popoli e culture.
Il world pizza day offre l’occasione di promuovere e salvaguardare la ricetta di questo eccezionale prodotto da forno, che è oggetto di invidia a livello globale.
La pizza è meravigliosa. La Giornata Mondiale della Pizza è l’occasione perfetta per celebrarla in tutte le sue forme, dalle più classiche alle più innovative.
Statistiche sulla Pizza
Sono circa 8 i milioni di pizze sfornate al giorno in tutta la Penisola, per un totale di quasi 3 miliardi in un anno e un giro d’affari di 15 miliardi.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Pizze sfornate al giorno in Italia | 8 milioni |
| Pizze sfornate in un anno in Italia | 3 miliardi |
| Giro d'affari annuale | 15 miliardi di euro |
Come Festeggiare il World Pizza Day
Il World Pizza Day non è solo un’opportunità per gustare una fetta di pizza, ma anche per celebrare la sua storia e l'impatto che ha avuto sulla cultura culinaria globale. Varietà nel Mondo: Esistono centinaia di varianti di pizza in tutto il mondo. Pizza e Salute: Sebbene spesso considerata un cibo "fast food", la pizza può essere una scelta nutriente se preparata con ingredienti freschi e di qualità.
Il World Pizza Day è un'opportunità per celebrare non solo la pizza, ma anche la cultura che la circonda. Che tu sia un amante della pizza tradizionale o un innovatore culinario, questa giornata è dedicata a godere di una delle gioie più semplici e universali: un buon pezzo di pizza.
E allora il 17 gennaio prendetevi un momento per celebrare questa straordinaria invenzione. Buon World Pizza Day a tutti!
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