L’idea di approfondire la storia del complesso musicale Popcorn nasce dalla versione di Felipe Orjuela & La Nueva Estudiantina Electrónica, che l’ha intitolata in spagnolo “Palomitaz de Maíz”: una versione splendidamente libera tra “organetti, cumbia e psichedelia”. Partiamo quindi con la storia di uno dei motivetti più conosciuti, che inizia dal Moog, il synth con cui è stata composta.

La versione primigenia è opera di Gershon Kingsley, contenuta nell’album del 1969 “Music to Moog By”. L’album è un contenitore di pezzi scritti appositamente o riprogrammati con il sintetizzatore Moog. "Music to Moog By" equilibra una certa musica da colonna sonora di tipica matrice sixties con i suoni derivanti da questo nuovo complicato “giocattolino”. Kingsley si muove facilmente tra le melodie soft ed evocative di canzoni come “Sheila” e “Sunset Sound” e cavalcate più “esaltate” come “Hey Hey”.

Il suo colpo di genio fu proprio “Pop Corn” (scritta così con lo spazio), composta in 30 secondi (o 5 minuti, dicono altre fonti). Questa versione differisce molto da quella più nota pubblicata dagli Hot Butter nel 1972: innanzitutto, il riff è diverso da quello che conosciamo, perché non ha l’ultima nota della frase. Inoltre, la canzone non inizia con il classico fischio e non esiste la “parte b” o ritornello.

Dopo l'album solista del 1969, Kingsley partì in tour con i First Moog Quartet, suonando "Pop Corn" come bis dei concerti. I First Moog Quartet divennero il primo gruppo a suonare musica elettronica alla Carnegie Hall il 30 gennaio 1970, con un’apparizione speciale di Robert Moog in persona. Nel 1971 eseguirono il Concerto for Moog con la Boston Pops Orchestra, per quartetto di sintetizzatori e orchestra sinfonica. Ma con la versione del 1972 del Gershon Kingsley’s First Moog Quartet il successo non era ancora scattato.

La consacrazione definitiva di quella melodia si ebbe solo quando Stan Free, uno dei musicisti che Kingsley aveva portato in tour come First Moog Quartet, la reincise (senza lo spazio nel titolo come “Popcorn”) con il nuovo suo gruppo, gli Hot Butter, sempre nel 1972. In pratica gliela “fregò”. Kingsley non fu molto contento, e la reincisione da parte di Stan Free “creò molto malumore”.

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La versione degli Hot Butter fu registrata in maniera maggiormente asciutta e con suoni più definiti e puliti, trasmettendo un senso maggiore di elettronica. Non fu solo Stan Free a capire il potenziale del brano ma anche Denny Jordan, responsabile marketing della Musicor, una piccola etichetta newyorkese. Sentì la canzone per caso ed, entusiasta, decise di pubblicarla come singolo chiedendo ad Arthur Talmadge, il capo della casa discografica, di aiutarlo. Talmadge coinvolse ingegneri del suono e arrangiatori, ma soprattutto chiamò Stan Free che per l’occasione formò gli Hot Butter con altri suoi amici John Abbot, Steve Jerome, Bill Jerome, Dave Mullaney e Tony Rodriguez.

All’inizio nessuno si interessò nemmeno alla versione degli Hot Butter, finché un amico di Talmadge non portò il disco in una discoteca di Parigi e iniziò così il passaparola. Il brano arrivò rapidamente al primo posto nelle classifiche tedesche vendendo oltre un milione di copie solo in quel Paese, e diventò il primo brano “elettronico” a sfondare nelle classifiche americane, raggiungendo il n. 9 della Billboard Pop Singles e il n.

Nel 1972 la band francese degli Anarchic System ne fece subito una versione cantata con tanto di testo, la prima in questo senso. In Italia la versione che ha più successo è quella, sempre del 1972, de La Strana Società, caratterizzata soprattutto per un rullante molto presente, in quanto scelta come stacchetto musicale ne La Domenica Sportiva.

Copertina dell'album Music to Moog By

Copertina dell'album "Music to Moog By" di Gershon Kingsley

La canzone è stata utilizzata come sottofondo in colonne sonore, ecc. Una scena è della s03e09 di “Better Call Saul“, in cui Bob Odenkirk alias Jimmy costruisce la sua macchinazione contro la vecchia Irene che non ha accettato la liquidazione della Sandpiper, mettendo contro di lei le sue anziane amiche. La versione di BCS è quella molto suggestiva di Herb Alpert & The Tijuana Brass del 2005, in uno stile che sta tra il messicano e le comiche di Benny Hill.

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Quando divenne famosa con gli Hot Butter, Kingsley si accorse di avere involontariamente già venduto metà dei diritti di pubblicazione della melodia.

LA MIA BANDA SUONA IL POP - Clip Semplicemente Complicata

"La Mia Banda Suona il Pop": Il Film e la Reunion

Franco Masiero, manager musicale, riceve una proposta da un oligarca russo che gli offre un anticipo di 100mila euro per rimettere insieme i Popcorn, gruppo musicale anni '80 le cui canzoni vanno ancora per la maggiore a San Pietroburgo e dintorni. "La mia banda suona il pop" racconta la reunion di questi quattro cialtroni, come li definisce il loro stesso manager, per un tour da una data sola: quattro residui di un'altra epoca, male invecchiati e peggio assortiti, il cui unico fiore all'occhiello rimane la hit anni Ottanta "Semplicemente complicata", dall'album cult "Frantumami di baci".

Negli anni 80 i Popcorn furoreggiavano in radio e nelle classifiche mentre oggi la band si è sciolta da tempo ed è stata dimenticata da tutti, in Italia. Tony, Lucky, Micky e Jerry, i componenti del gruppo, si sono divisi per via dei continui battibecchi e litigi e pensano di aver dato, ormai, con l'industria musicale: niente di più sbagliato però, perché all'est, e in particolare in Russia, i Popcorn vengono ancora ricordati da tanti. E infatti il magnate Ivanov spedisce la sua plenipotenziaria Olga dal loro ex manager Franco per assoldare i fantastici quattro e organizzare una reunion speciale a San Pietroburgo.

Agli ordini del regista Fausto Brizzi, c'è un cast di livello composto da alcuni dei più grandi campioni del genere degli ultimi quarant'anni di cinema, a partire proprio da Christian De Sica, Massimo Ghini e Diego Abatantuono, accompagnati da una Angela Finocchiaro in grande spolvero e da Paolo Rossi, che completano il quartetto di sgangherati musicisti che furono di successo.

Locandina del film La mia banda suona il pop

Locandina del film "La mia banda suona il pop"

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Uscito nel febbraio del 2020 nelle sale italiane, è stato uno dei film bloccati dal COVID. Un band musicale degli anni ’80, ormai sciolta, si riunisce dopo quasi 20 anni per un solo concerto in occasione del compleanno di un importante oligarca russo.

La hit dei popcorn ti entra in testa e te la canti! Anche la sceneggiatura mi è piaciuta...un tuffo negli anti 80! Un magnate russo vuol riunire il suo complesso pop preferito degli anni '80: i Popcorn. Sono Tony (De Sica), Jerry (Rossi), Lucky (Ghini) e Micky (Finocchiaro), tutti caduti in disgrazia. Ci penserà il loro manager (Abatantuono, l'unico salvabile) a farli volare in Russia.

È noto come in Russia ci sia una passione sfrenata per la melodia italiana. I componenti di tanti noti complessi musicali sono tornati sul palcoscenico. Chi li ha visti giovani, è felice che siano ancora vivi, nonostante abitudini spesso insalubri, ma è triste per le rughe che solcano quei visi.

Il magnate russo Vladimir Ivanov dalla sospetta mega-fortuna è un super collezionista dei memorabilia degli anni '80 e per il suo compleanno una magnifica idea gli ronza per la testa: far suonare alla faraonica festa nientemeno che il suo gruppo italiano favorito, i Popcorn, autori di qualche successone e poi svaniti nel nulla nel 1984. Ma come recuperarli?

Così, quando il loro ex manager (Abatantuono) propone una reunion, vorrebbero mandarlo al diavolo. Quattro ex compagni di band tornano insieme per un’unica serata. L’obiettivo? Il colpo della vita. Il magnate russo Ivanov sogna una réunion a Pietroburgo del suo complesso musicale italiano preferito, i Popcorn, (Christian De Sica, Massimo Ghini, Paolo Rossi, Angela Finocchiaro) famosissimi negli anni '80.

Il loro manager Franco (interpretato da Diego Abatantuono) viene contattato da Olga, donna di fiducia del magnate russo Ivanov. Quest’ultimo vuole organizzare una reunion dei Popcorn a San Pietroburgo. L’offerta è di 50 mila per ogni componente del gruppo. Inizialmente non accettano la proposta per i numerosi litigi ancora vivi nonostante gli anni trascorsi ma poi decidono di accettare ed esibirsi dal vivo per la prima volta dopo la loro rottura.

Durante la preparazione dello spettacolo scoprono che Olga sta organizzando un grande colpo per svaligiare il caveau del magnate russo. La donna ha come piano quello di approfittare dell’esibizione dei Popcorn per derubare il suo il capo. I membri dei Popcorn scoprono il suo piano e vengono coinvolti prima come diversivo e infine come complici. I quattro vedono nel progetto criminale un potenziale salvifico per le vite di tutti. Che succederebbe quindi se provassero a rubarli loro quei soldi? Perché non tentare il colpaccio?

Per rendere ancora più realistica la storia dei Popcorn, Fausto Brizzi ha dato vita ad un lungo processo di preparazione con la sua troupe impegnata nel ricreare videoclip dell'epoca con protagonisti gli interpreti stessi.

I "Popcorn" nella Finzione e nella Realtà

Nel film "La mia banda suona il pop" i Popcorn sono presentati come una delle band più influenti del loro tempo, composta da Tony, Lucky, Micky e Jerry. Il gruppo inizia a farsi conoscere nel 1983 con il loro singolo “Tremendamente tu” e grazie alla loro musica divennero in breve tempo un’icona della musica italiana. Così come per tanti artisti che hanno superato i confini nazionali in quegli anni, anche i Popcorn ottennero una grande popolarità anche all’estero soprattutto in Russia dove appunto un magnate, grande fan, vuole una loro reunion.

I Popcorn non esistono nella realtà, sono frutto dell’immaginazione del regista del film con Christian De Sica. Per creare la storia, come raccontato dallo stesso Brizzi, ci si è ispirati alle tante reunion che nel corso degli ultimi anni hanno caratterizzato la scena musica nazionale e internazionale. Nello specifico il regista si è ispirato ai Pooh come spiegato in diverse interviste quando “si riunivano e si scioglievano” e ai Ricchi e Poveri, vero punto di riferimento.

Per rendere tutto incredibilmente credibile, è stato inventato un Lp di fantasia dei Popcorn e per farlo ci si è ispirati a Umberto Tozzi e allo stesso gruppo di Sarà perché ti amo. Il frontman interpretato da Christian De Sica prende spunto da Ivano dei Cugini di Campagna, mentre le canzoni sono state scritte da Bruno Zambrini con un evidente richiamo agli anni Ottanta. Massimo Ghini, che interpreta uno dei componenti dei Popcorn, ha una capigliatura che ricorda molto Angelo Sotgiu proprio dei Ricchi e Poveri.

Appare chiaro quindi che i Popcorn non sono esistiti nella realtà ma per immaginarli e crearli il regista ha preso ispirazione da diversi artisti che hanno un seguito importante anche in Russia proprio come avviene nel film.

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