Fare il pane in casa è un'arte che affonda le sue radici nella tradizione. Preparare il pane in casa non è solo un modo per riscoprire sapori autentici e genuini, ma è anche un'esperienza che regala soddisfazioni in ogni fase: dall’impasto alla cottura.

Diciamo che il pane “più lo fai, più ti viene bene” perché si impara a conoscere l’impasto, si prende la mano ad impastare e si apprendono tempi e temperature del forno. E allora, dopo alcune prove in casa, con i propri strumenti e le proprie abitudini vedrete che il pane risulterà croccante fuori e morbido dentro, come quello del panettiere.

In questo articolo, esploreremo i segreti dei panettieri professionisti e come replicarli facilmente a casa con l’uso del lievito di birra. Scopri come trasformare la tua cucina in un panificio artigianale con questi suggerimenti essenziali per una panificazione casalinga di successo.

Gli Ingredienti Chiave per un Pane Alveolato Perfetto

In primis mettetevi in testa che NON SONO gli ingredienti stessi a fare la differenza; quando si maneggiano i lieviti è importante capire quanto sia indispensabile imparare a gestirli e un buon modo per farlo sono METODICHE e TEMPISTICHE adeguate.

IMPORTANTE è chiedersi cosa vogliamo fare/ottenere con una manciata di farina: un pagnotta con alveoli grandi come limoni? Leggera e croccante? Con una mollica fitta e profumata?

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  • La Farina: La scelta della farina giusta è fondamentale. Non tutte le farine sono uguali. Ogni tipo di farina ha un contenuto proteico e di glutine diverso, fattori che influenzano la struttura e la consistenza dell’impasto. Se preferisci un pane rustico, opta per una farina integrale o semi-integrale, che darà un sapore più deciso.
  • L'Acqua: L’ ACQUA è un elemento che si fa condizionare dalla farina (non tutta la farina ha la stessa capacità di assorbimento) e che a sua volta condiziona la fermentazione (più o meno lenta) e di conseguenza è Lei che determina la texture della mollica (più o meno umida, più o meno alveolata). E’ inoltre un ingrediente importantissimo dato mantiene in vita i lieviti. Il giusto dosaggio dell’acqua è cruciale. Un impasto troppo asciutto risulterà difficile da lavorare e produrrà un pane secco e poco alveolato.
  • Il Lievito: La lievitazione è forse la fase più importante nella preparazione del pane. Una lievitazione troppo breve può portare a un pane compatto e pesante, mentre una troppo lunga rischia di far collassare l’impasto. Utilizza il classico lievito di birra, ma con attenzione ai tempi di riposo.
  • Il Malto d'Orzo: Il MALTO D’ ORZO è anch’ esso un elemento che va in relazione al tempo di lievitazione al quale sottoponiamo l’ impasto; essendo uno zucchero tende a velocizzare il lavoro dei lieviti, quindi, se decidiamo di impastare un pane con un procedimento veloce (massimo 3/4 ore), è utile includere il malto tra gli ingredienti. Se invece la scelta ricade sulle lunghe lievitazioni (incluso riposo in frigorifero), è consigliabile ometterlo perché potrebbe risultare contro producente dato che velocizzerebbe la fermentazione che volutamente vogliamo rallentare. Comunque se utilizzato, oltre ad accelerare la lievitazione, questo ingrediente migliora la struttura, il colore, profumo e sapore finito del vostro pane fatto in casa. Per questo ingrediente non superate mai i 15g per chilo di farina.

L'Impasto: Idratazione, Temperatura e Metodo

Un impasto con soli 3 ingredienti: farina, acqua e sale. Apparentemente semplice, quindi, ma con risultati sempre diversi. Piccole differenze (si spera) ma mai uguale a sé stesso.

Una buona idratazione, significa che all’interno del nostro impasto dobbiamo avere almeno il 60 - 65% di acqua. Questo fa si che l’impasto sia molto morbido o potremmo dire “molle” e un po’ appiccicoso. Non c’è bisogno di spaventarsi!

La temperatura dell’ ambiente non è da sottovalutare, io a casa mia conto (nella notte) sui 18° costanti, ed è infatti su questo dato che ho costruito la ricetta di oggi. Nel caso (ma ne sono certa che sarà così) non possiate contare sullo stesso dato, fate una prova e poi tarate la quantità di lievito idonea per la pausa notturna a temperatura ambiente.

Lavorare l’impasto sviluppa la maglia glutinica e consente una distribuzione uniforme del lievito. Dopo la prima lievitazione, ricordati di eseguire delle pieghe per dare forza e struttura all’impasto.

Ecco alcuni consigli:

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  • Impastare: Impastate fino ad incordatura, dovrete quindi ottenere un' impasto liscio, elastico, ben strutturato, che si stacca delle pareti della ciotola; in questa fase state attenti a non scaldarlo troppo perchè così facendo, la maglia glutinica potrebbe spezzarsi irreparabilmente.
  • Pieghe: Trascorso il tempo, rovesciate delicatamente l' impasto sul piano di lavoro leggermente cosparso di semola, mi raccomando, fatelo davvero dolcemente in modo da non rovinare tutto il lavoro fatto dai lieviti (non tiratelo e non strappatelo); adesso fate una serie di pieghe a 3 in modo da dare forma al pane, dategli tempo, nel senso che (se necessario) fate le prime pieghe e poi aspettate circa 15 minuti prima di fare le successive, tale accortezza sarà necessaria se l' impasto non risultasse troppo forte.
Impasto per il pane

La Lievitazione: Tempi e Temperatura

La lievitazione del pane è il segreto per un risultato soffice, fragrante e perfetto. Per sfornare un pane buono e bello, la parte davvero difficile non è la cottura, ma la lievitazione del pane.

Una lunga lievitazione, dalle 8 alle 12 H a temperatura ambiente in un contenitore chiuso. In casa nostra, per farvi un esempio pratico, impastiamo le sera prima, utilizzando una quantità molto bassa di lievito (circa 3g di lievito di birra fresco/ per kg di farina) lasciando riposare l’impasto per molte ore, sino al giorno seguente.

La lievitazione è forse la fase più importante nella preparazione del pane. Una lievitazione troppo breve può portare a un pane compatto e pesante, mentre una troppo lunga rischia di far collassare l’impasto.

L’impasto è particolarmente sensibile all’ambiente circostante durante la lievitazione. Per evitare questi problemi, è fondamentale proteggerlo adeguatamente. Copri l’impasto con un telo, un panno umido o della pellicola trasparente leggermente unta.

L’impasto lievita meglio a una temperatura di circa 25°C con un’umidità dell’80%. Se non hai una stanza così calda, puoi riporre l’impasto nel forno spento con la luce accesa o vicino a una fonte di calore moderata.

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Mettete adesso la pagnotta nel cestino di lievitazione cosparso di semola (chiusura verso l' alto), coprite con pellicola e mettete in frigorifero per un' ora circa (ma anche fino ad un massimo di tre). Nel caso non abbiate il cestino di lievitazione, una ciotola capiente rivestita con un canovaccio pulito e poi cosparso di semola, andrà benissimo.

Consigli fondamentali per una lievitazione impeccabile:

  1. La temperatura dell’acqua è cruciale per attivare il lievito correttamente. Usa acqua tiepida, tra 25 e 30°C: questo aiuta i lieviti a svilupparsi senza danneggiarli. Se l’acqua è troppo calda, oltre i 40°C, il lievito potrebbe perdere la sua efficacia e compromettere la lievitazione.
  2. Se hai tempo, opta per una lievitazione lenta, lasciando riposare l'impasto in frigorifero per 12-24 ore. Questo rallenta la fermentazione, sviluppando aromi più complessi e una migliore digeribilità, poiché il processo aiuta a scomporre il glutine e gli zuccheri.
lievitazione

La Cottura: Temperatura, Vapore e Pentola di Ghisa

A questo punto si può infornare ma.. ogni forno e’ differente! E’ necessario sperimentare per riuscire a collaborare nel migliore dei modi con il vostro forno. Nel nostro caso, dopo svariate infornate abbiamo capito che il pane cuoce bene a temperatura compresa tra 280° e 320° (ripeto, è indicativo perché fa riferimento al mio forno).

Il tempo di cottura, invece, varia da 25 minuti, per micche di peso intorno ai 300 gr, a 35 minuti per micche di peso intorno ai 600 gr.

Accendete il forno a 220° in modalità statica, avendo cura di mantenere all’interno la teglia che servirà per la cottura del pane, dovrà essere rovente. Con l’aiuto di un tarocco trasferite delicatamente il pane sulla teglia calda facendo in modo di conservare la sua forma (fate attenzione a non scottarvi con la teglia rovente). Cuocete la pagnotta a 220° per 50 minuti nella parte centrale del forno.

Il forno deve essere preriscaldato ad alta temperatura (220-250°C) per garantire uno shock termico che favorisce la formazione della crosta. Se possibile, utilizza una pietra refrattaria e una ciotola d’acqua nel forno per creare umidità e ottenere una crosta croccante.

La cottura in pentola di ghisa non è obbligatoria, diciamo che a livello casalingo è il sistema migliore per ottenere un pane con uno sviluppo maggiore, una crosta più spessa e bella croccante.

Ecco alcuni consigli:

  • Per ottenere una crosta croccante come quella del pane artigianale, crea umidità durante la cottura. Metti una teglia d’acqua calda nel forno durante i primi 10 minuti di cottura: il vapore che si sprigiona aiuta la crosta a formarsi in modo uniforme e a diventare dorata.
  • Prima di infornare, pratica dei tagli profondi sulla superficie della pagnotta per permettere al pane di espandersi durante la cottura.
cottura in forno

Come Ottenere un Pane Alveolato: Impastamento, Fermentazione e Cottura

Gli alveoli nascono in fase di impastamento: non sono altro che l’aria che resta intrappolata all’interno dell’impasto mentre impastiamo. Queste sacche d’aria si riempiono dei gas della fermentazione, e questi gas si dilatano durante la cottura.

Quindi, durante l’impastamento creiamo delle sacche d’aria dove andranno a concentrarsi i gas della fermentazione, questi gas dilatandosi con il calore della cottura, formano gli alveoli. Dalla genesi degli alveoli capiamo quindi che sono importanti almeno 3 fasi nella produzione del pane alveolato: impastamento, fermentazione e cottura.

Togliamoci dalla testa che l’alveolatura sia solo estetica: l’alveolatura influenza il “morso” del pane. Un pane con un morso consistente (fino a cadere nella gommosità) è un pane chiuso, con alveoli piccoli piccoli.

Chi ricerca la leggerezza di un pane alveolato deve fare l’equilibrista tra i vari fattori che influenzano questa caratteristica. Mille mila dettagli che si intersecano tra di loro rendono la scrittura di questo articolo molto complessa.

Faccio un esempio banale: per avere un pane alveolato e una mollica soffice, devo avere un impasto con un glutine non troppo tenace (al momento di andare in cottura). La prima cosa che si fa per “indebolire” un impasto è aumentare l’idratazione. L’alta idratazione, però, è un’arma a doppio taglio perché l’acqua indebolisce l’impasto e, se si esagera, l’impasto perde la forza di sviluppare gli alveoli, perché gli impasti deboli non hanno la capacità di trattenere i gas della fermentazione.

Ecco, quindi, che, come dicevano i latini, in medio stat virtus è la via degli alveoli: idratazione si, ma con criterio.

pane alveolato

Conservazione del Pane Fatto in Casa

Il pane pugliese si può conservare per 2-3 giorni su una sacchetto di carta. Per mantenere il pane fresco più a lungo, conservalo avvolto in un panno di cotone o in un sacchetto di carta. Questo aiuta a mantenere la crosta croccante.

Tabella Riassuntiva dei Consigli Chiave

Fase Consiglio Chiave
Farina Scegliere una farina di qualità, preferibilmente macinata a pietra.
Idratazione Mantenere un'idratazione adeguata (60-65%).
Lievitazione Utilizzare una lunga lievitazione a temperatura ambiente (8-12 ore).
Temperatura Controllare la temperatura dell'ambiente e dell'acqua.
Cottura Preriscaldare il forno e creare vapore per una crosta croccante.

Ed ecco un pane come piace a me, crosta croccante e interno morbido, con molte bolle/buchi nella mollica. Perfetto con una spalmata di marmellata casalinga o una golosa crema di nocciole per colazione.

Che ne dite? Vi è venuta voglia di provare a far il pane o vi è venuta solamente voglia di assaggiarlo?

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