Sciroppare le prugne è la soluzione ideale per poterle conservare e poi gustare anche durante la stagione fredda. Con questo procedimento possiamo conservare le prugne e nello stesso tempo renderle ancora più ricche di sapore. Preparare prugne sciroppate in casa? Niente di più semplice.

Le prugne sciroppate rappresentano una soluzione squisita e versatile per conservare questo frutto estivo e godere della sua dolcezza durante tutto l’anno. Vedrete: avremo le prugne sempre fresche e succulenti a disposizione, da usare come semplice dessert o per guarnire altri dolci. Le prugne sciroppate sono state una piacevole e dolce scoperta. Dopo averne raccolte diversi chili, dopo aver preparato torte, confetture e succhi di frutta, ho trovato in rete una valida soluzione per poterle conservare e gustare anche in inverno.

Iniziamo! Per prima cosa è molto importante che i vasetti siano ben puliti e sterilizzati, potete utilizzare anche dei vasetti di recupero, non occorre che li compriate nuovi ma devono essere sterilizzati molto semplicemente facendoli bollire in abbondante acqua per 5 minuti. Dopo che avranno bollito li togliamo dall’acqua facendo attenzione a non scottarci e li posizioniamo a testa in giù sopra un canovaccio pulito per farli sgocciolare.

Ricche di fenoli, con proprietà antiossidanti e con notevoli quantità di vitamine del gruppo B, vitamina PP, vitamina C, potassio, fosforo, e magnesio, le prugne sono particolarmente indicate nei casi di affaticamento e di stress, ma anche per dolori reumatici.

Confettura e prugne sciroppate

Ingredienti e Preparazione

Per farle sciroppate è necessario innanzitutto procurarsene due chili di una varietà polposa e ben matura. Quelle migliori in tal senso sono le prugne viola, ma vanno bene anche le Damson e le Greengage. Altro ingrediente fondamentale per preparare le prugne sciroppate è lo zucchero: ne serve almeno tra i sessanta e i settanta grammi. Un litro di acqua, infine, e c’è tutto il necessario per cominciare con la preparazione.

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Per questa preparazione non occorre altro che prugne fresche ma non troppo morbide, acqua e zucchero. In alternativa allo zucchero semolato, poi, potete usare quello di canna.

Procediamo con la preparazione delle susine. Come i vasetti anche le susine devono essere pulite quindi le laviamo con acqua e bicarbonato e le sciacquiamo abbondantemente sotto acqua corrente e le mettiamo in un contenitore a scolare. Tagliamo le susine a metà oppure in quattro come preferite, io consiglio in quattro parti sia per la praticità nel metterli nei vasetti e sia per quando dobbiamo mangiarle.

La prima cosa da fare sarà pulire le nostre prugne e tagliarle a metà togliendo il nocciolo. Poi le metteremo nei vasetti, pressando per compattarle e lasciare pochi spazi. Meglio usare dei vasetti con un’apertura abbastanza larga da poterci infilare la mano, potremo sistemare meglio le prugne occupando tutti gli spazi.

Iniziate lavando bene le prugne, tagliatele a metà ed eliminate il seme centrale. Ponete acqua e zucchero in una casseruola e fate cuocere in modo da far sciogliere completamente lo zucchero senza però portare il liquido a bollore. Ora che le susine sono pronte possiamo preparare lo sciroppo, in realtà potete prepararlo anche prima, la sequenza non è obbligatoria.

In una pentola versiamo l’acqua con lo zucchero , mettiamo sul fuoco e facciamo sciogliere lo zucchero senza però far bollire l’acqua. Passiamo a riempire e vasetti con la frutta. Prendiamo un pezzetto di susina alla volta e adagiamolo nel vasetto cercando di riempire ogni spazio disponibile spingendo ogni tanto le susine verso il fondo per comprimere ma senza schiacciarle o romperle. Arriviamo a riempire fino a mezzo centimetro dal bordo.

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Con un mestolo versiamo lo sciroppo ottenuto precedentemente nei vasetti fino a coprire tutte le susine e arriviamo fino a mezzo centimetro dal bordo anche con lo sciroppo. Chiudiamo i vasetti con i tappi, stringiamo il più possibile per evitare che si aprano e entri dell’acqua durante la bollitura. Disponiamo i vasetti in una pentola capiente con un canovaccio avendo accortezza di far capitare la stoffa tra i vasetti in modo che non sbattano tra di loro e riempiamo di acqua fino a coprire e vasetti.

Accendiamo il fuoco e portiamo a bollore, facciamo bollire i vasetti per cinque minuti dopodiché togliamoli dall’acqua facendo attenzione a non scottarci (io li ho alzati con una schiumaiola e presi con uno strofinaccio) e disponiamoli su un piano.

Le prugne sciroppate sono una conserva semplice e golosa da realizzare in estate quando questi deliziosi frutti, succosi, zuccherini e dal retrogusto piacevolmente asprigno, abbondano sui banchi del mercato. Per portarle in tavola, ti basterà lavare le prugne, dividerle a metà, privarle del nocciolo e sistemarle poi all'interno dei vasetti sterilizzati ricoperte da uno sciroppo di zucchero caldo.

Dopo averli chiusi ermeticamente e capovolti a testa in giù, in modo da creare il sottovuoto, non ti rimarrà che avvolgere i barattoli di vetro con un canovaccio, per evitare che si rompano, e pastorizzarli quindi in una pentola con acqua bollente per una decina di minuti, facendoli poi raffreddare immersi nel liquido.

Le prugne sciroppate sono ottime da mangiare con il gelato, oppure possono essere usate per arricchire le torte, ma anche mangiate così al naturale direi che sono ottime! Per preparare le prugne sciroppate, bisogna iniziare lavando e asciugando bene la frutta. Accertarsi che non sia troppo matura e che non abbia ammaccature. Ora prendere i vasetti e iniziare a mettere dentro le prugne tagliate a metà, mettendo la parte tagliata rivolta verso il basso. Cercare di riempire bene i vasetti schiacciandole leggermente.

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Mettere in un pentolino l’acqua, lo zucchero e il succo del limone. Accendere il fuoco a fiamma medio-bassa e continuando a mescolare far sciogliere lo zucchero. Una volta riempiti, chiudere con il coperchio e capovolgerli per pochi minuti. Trascorso il tempo, prendere una pentola, mettere al suo interno i vasetti e ricoprire con acqua. Dovete coprire completamente i vasi, ci dovrà essere almeno 5 cm di acqua sopra i coperchi. Passare alla bollitura e pastorizzazione.

Adesso non serve altro che sigillare le capsule e tenere i vasetti a testa in giù per qualche minuto. Si sistemano in una pentola capiente, da coprire completamente d'acqua per far cuocere tutto a bagnomaria, si accende il fuoco e da quando l’acqua inizia a bollire si lascia cuocere per tre minuti. Spegnere la fiamma e togliere subito i vasetti dall'acqua. A questo punto li si copre con un panno e si lascia raffreddare.

Chiudete i vasi con il coperchio e poneteli all’interno di una pentola capiente tenendoli ben distanziati con un canovaccio. Ponete sul fuoco e fate sobbollire per 3-4 minuti dal momento del primo bollore. Trascorsi questi pochi minuti togliete subito i vasi di vetro dall’acqua facendo attenzione a non bruciarvi e fateli raffreddare prima di riporli in dispensa.

La fase successiva sarà la bollitura dei vasetti in una pentola piena d’acqua. Iniziate lavando accuratamente le prugne e asciugandole con un panno pulito. Tagliatele a metà e rimuovete il nocciolo. Preparate lo sciroppo portando a ebollizione l’acqua con lo zucchero in una pentola capiente. Se desiderate, potete aggiungere una stecca di cannella o la buccia di un limone per un aroma extra.

Nella preparazione dello sciroppo, generalmente ci vogliono circa 10-15 minuti di bollitura per assicurare che lo zucchero sia completamente sciolto e che la miscela abbia raggiunto una consistenza leggermente viscosa. Il tempo potrebbe variare leggermente a seconda della quantità di sciroppo che state preparando o dal livello di calore del fornello. È consigliabile tenere d’occhio lo sciroppo e fare periodicamente il test della “goccia” per controllare la consistenza: immergete un cucchiaino nello sciroppo e lasciate cadere una goccia su un piattino freddo. Se la goccia si solidifica leggermente senza diffondersi troppo, lo sciroppo per prugne è pronto per l’uso.

Una volta che lo sciroppo è pronto, aggiungete le prugne e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 20-30 minuti, o finché le prugne non saranno diventate morbide senza però sfaldarsi. Mentre le prugne stanno cuocendo, sterilizzate i vasetti di vetro e i relativi coperchi, bollendoli in acqua per almeno 10 minuti. Asciugateli completamente prima di utilizzarli.

Una volta che le prugne sono cotte, utilizzate un mestolo per trasferirle delicatamente nei vasetti sterilizzati. Versate lo sciroppo caldo sopra le prugne, lasciando circa un centimetro di spazio vuoto in cima al vasetto. Sigillate i vasetti con i coperchi sterilizzati e capovolgeteli, lasciandoli raffreddare completamente. Questo processo aiuta a creare un sottovuoto che contribuisce alla conservazione delle prugne sciroppate.

Le susine gialle sciroppate sono molto semplici da preparare. Sono anche parecchio versatili, infatti possono essere utilizzate in molte ricette di pasticceria, nonché adibite al consumo in solitaria. Si inseriscono nel solco della classica frutta sciroppata.

La tradizione della frutta sciroppata è nata principalmente per conservare la frutta che non poteva essere consumata prima del suo naturale deperimento. D’altronde, con il metodo della “sciroppatura” possono durare anche più di un anno. Le susine gialle sciroppate, da questo punto di vista, non riservano sorprese. Possono essere consumate da sole, magari in alternativa alla frutta fresca (sono però più caloriche), ma possono fungere anche da guarnizione in ricette di pasticceria.

Il procedimento, come ho già specificato, è semplice e non pone in essere problematiche di sorta. Si tratta, infatti, di preparare lo sciroppo e versarlo sui barattoli già riempiti con le susine. In una pentola versate l’acqua e lo zucchero, date una rapida mescolata e accendete il fuoco. A questo punto conservate i barattoli in un luogo fresco e buio.

Ingredienti per le susine gialle sciroppate:

  • 1 kg di susine gialle mature e sode
  • 1 lt di acqua naturale
  • 500 gr di zucchero bianco semolato

Vale la pena parlare delle protagoniste delle susine sciroppate, ossia le susine gialle. Sono frutti dolci arricchiti da note acidule, apprezzati sia per il consumo in solitaria sia per la realizzazione di ricette. Tuttavia, sono oggetto di alcuni fraintendimenti. Quello principale riguarda il “rapporto” con le prugne sciroppate e non. La maggior parte delle persone tende a considerare i due termini come sinonimi. In effetti indicano esattamente lo stesso frutto, per quanto in termini di gusto e di proprietà nutrizionali non siano molto simili.

Fatta questa precisazione, è bene parlare di quello che le susine gialle offrono in termini nutrizionali. In primo luogo, sono ricche di fibre, a tal punto da essere considerate lassative. L’associazione è in parte sbagliata, nel senso che non possono essere paragonate a un medicinale pensato per ottenere quello specifico effetto, ma facilitano comunque la digestione. Per il resto, le prugne gialle sono ricche di vitamina C e vitamina A. La vitamina A è importante per la vista, invece la vitamina C rafforza il sistema immunitario come poche altre sostanze in natura. Le susine gialle sono anche ricche di potassio, che interviene sulla circolazione del sangue. L’apporto calorico, infine, è di circa 40 kcal per 100 grammi.

Lo zucchero è una componente importante delle susine gialle sciroppate. Senza zucchero, d’altronde, è impossibile preparare lo sciroppo. Ma quale zucchero utilizzare? E’ una domanda lecita, viste le numerose tipologie in commercio. A tal proposito, troviamo lo zucchero bianco e lo zucchero bruno, o integrale. Ebbene, per le sciroppate il miglior zucchero è quello bianco semolato. Bianco e non bruno, in quanto quest’ultimo contiene la melassa, che altera il sapore e crea sgradevoli residui se sottoposta a cottura. Inoltre, è bene optare per lo zucchero semolato e non per quello fine, per quanto possa apparire strano il primo è più solubile del secondo.

Le susine sciroppate, come qualsiasi altra frutta sciroppata, impongono una meticolosa esecuzione della sterilizzazione e della pastorizzazione. Entrambe le fasi hanno lo scopo di abbattere la carica batteria e impedire la proliferazione di qualsiasi sostanza in grado di compromettere l’integrità della frutta.

La pastorizzazione è simile, ma allo stesso tempo più complessa. Si tratta della bollitura dei barattoli già preparati, posti in una pentola ricolma d’acqua e separati da un canovaccio. Grazie alla pastorizzazione non solo i contenitori ma anche la frutta viene “purificata” e quindi predisposta a durare per molto tempo. Le susine gialle sciroppate, se preparate seguendo tutte le indicazioni, durano anche un anno. Certo, scegliere bene le susine aiuta, in particolare dovrebbero essere allo stesso tempo sode e ben mature. Con questi frutti potete preparare un’ottima confettura di prugne.

Quando si parla di frutta in conserva si fa spesso confusione tra prodotti sciroppati e prodotti sotto spirito. Le susine sciroppate, come abbiamo visto, sono conservate in una soluzione di acqua e zucchero, il ché dà vita a uno sciroppo dolce che ne esalta il gusto naturale. Le susine sotto spirito, invece, sono immerse in una miscela di alcool e zucchero, che dona al frutto un gusto più deciso e un tenore marcatamente alcolico.

Come abbiamo visto le susine gialle sciroppate si caratterizzano per un sapore dolce e leggermente acidulo, valorizzato da una consistenza morbida ma soda. Ma se utilizzassimo le susine nere come cambierebbe il sapore? Ebbene, in questo caso la preparazione esprimerebbe un sapore più intenso e zuccherino, con note che possono ricordare la frutta secca o la confettura.

Idee per utilizzare le Susine Gialle in Cucina

La susina gialla è una vera alleata in cucina, infatti vi è una vasta gamma di ricette in cui può essere utilizzata:

  • Confetture e marmellate: Le susine gialle sono perfette per preparare confetture dal sapore dolce e leggermente acidulo. La loro polpa morbida si cuoce facilmente, trasformandosi in una crema vellutata ideale per essere spalmata su pane e croissant, o per farcire dolci.
  • Dolci al forno: Crostate, torte morbide e crumble sono solo alcune delle delizie che si possono creare con le susine gialle. Tagliate a fettine e distribuite su una base di pasta frolla (o mescolate all’impasto) conferiscono morbidezza e un sapore fresco al dolce.
  • Insalate estive: Grazie al loro gusto fresco e alla consistenza soda le susine gialle sono ottime anche come ingrediente da insalata. Si possono abbinare a ingredienti come rucola, feta, noci o con una vinaigrette al miele.
  • Salse per carni bianche: Ridotte in purea e insaporite con erbe aromatiche (come rosmarino o timo) le susine gialle diventano una salsa ideale per accompagnare carni bianche come pollo o tacchino.

Susine e prugne sono sostanzialmente lo stesso frutto. Con il termine “susine” si intende il frutto fresco, invece con il termine “prugne” si intende il frutto essiccato. Le susine gialle hanno un sapore dolce con una leggera nota acidula, che le rende particolarmente fresche e piacevoli.

Le susine sono ricche di vitamina A, C e K, oltre ad avere fibre e antiossidanti. Favoriscono la salute intestinale, migliorano la digestione e supportano il sistema immunitario. Chi ha il diabete può mangiare susine ma con moderazione, poiché hanno un indice glicemico non proprio basso. Le susine si possono utilizzare per marmellate, crostate, torte, composte o salse per carni. Si prestano bene anche per insalate fresche, macedonie e smoothie.

Se avete realizzato correttamente il sottovuoto (il barattolo non fa il classico click-clack) i vasetti di frutta sciroppata si conservano anche per 6 mesi, una volta aperti, invece, conviene consumare le prugne entro 1 settimana.

Le prugne sciroppate si conservano per circa 6-12 mesi se sigillate ermeticamente e riposte in un luogo fresco e buio. Una volta aperta la confezione, è consigliabile consumarle entro una settimana, mantenendole sempre in frigorifero.

Se cercate una variante meno dolce, potete ridurre la quantità di zucchero e aggiungere un po’ di succo di limone per equilibrare i sapori. Questa è una buona opzione, se cercate delle prugne sciroppate senza zucchero dovete considerare che lo zucchero oltre che da dolcificante agisce da conservante.

Per prima cosa sterilizzate i vasetti con i relativi coperchi, che intendete utilizzare per conservare le prugne, asciugateli bene. Ora dedicatevi alla frutta: lavate accuratamente le prugne e tamponatele con cura con un canovaccio per cercare di asciugarle alla perfezione. Tagliatele a metà ed eliminate i noccioli, in verità la nonna mi spiegava sempre che in ogni vasetto era indispensabile lasciare una mezza prugna con il nocciolo conservato, ma se proprio devo spiegare il motivo…non lo ricordo!!! Sistemate le mezze prugne nei vasetti,facendo attenzione a sistemarle tutte nello stesso verso, e cioè a disporle tutte con il lato del taglio verso il basso.

Preparate uno sciroppo con acqua e zucchero, in un pentolino versate entrambi, mescolate e portate al bollore fino a quando tutto lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Appena pronto, versate lo sciroppo ancora caldo all’ interno dei vasetti fino a ricoprire tutte le prugne. Richiudete ogni vasetto e procedete con la seconda sterilizzazione: sistemate i vasetti in una pentola capiente, ricoprite di acqua fino a ricoprire tutti i vasetti e fate bollire, se necessario per evitare che i vasetti durante la bollitura si urtino fra loro, arrotolateli in dei canovacci.

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