Il comparto della pasta, in Italia, rappresenta una voce importante non solo per il consumo interno ma anche per l’export. Ogni varietà e formato di pasta segna il fiore all’occhiello non solo di un’ identità nazionale, ma soprattutto il patrimonio indiscusso di ogni regione, detentrici di know-how tramandati ed esportati praticamente in ogni angolo del mondo. Se sei un appassionato di pasta e desideri sperimentare l'autentico gusto della cucina tradizionale calabrese, sei nel posto giusto!

Calabria più è qui per portare a casa tua l'arte della pasta tradizionale, lavorata da maestri pastai locali con passione e dedizione. La pasta è un elemento fondamentale della cucina italiana, e in Calabria, questa tradizione è celebrata con fervore. La nostra pasta tradizionale calabrese cattura l'anima autentica della regione, con ingredienti di alta qualità e il know-how tramandato da generazioni di pastai. Calabria più significa scegliere la tradizione, la qualità e la convenienza.

La nostra azienda è un punto di riferimento per le eccellenze artigianali calabresi, e siamo orgogliosi di portare questa tradizione direttamente nella tua cucina. Non aspettare oltre per vivere l'esperienza culinaria calabrese autentica. Calabria più per la tua prossima cena e scopri la magia della pasta tradizionale calabrese.

Le storie importanti nascono dalla semplicità ed è con la passione che diventano grandi. La storia dei maestri pastai del posto ha un solo protagonista: il grano. La passione per la produzione nasce da lontano e segue le orme della tradizione affidandosi all’impegno e all’amore per l’Italia e le sue eccellenze gastronomiche. Cultura della tradizione e sapienza antica in una azienda formata da persone che investono ogni giorno, con impegno, sulla qualità della materia prima.

I Fratelli Pirro fondano la loro azienda nel 1986 e lavorano instancabilmente con l’obiettivo di ottenere un prodotto di eccellenza del made in Italy. Produrre pasta così come vuole la tradizione richiede impegno, partecipazione e dedizione continua. Ecco di che pasta siamo fatti! Lunga, corta, mista, di grano duro, sfogliata a mano, ripiena, dici “pasta” e in qualunque angolo della terra sanno di cosa stiamo parlando.

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Soprattutto, sanno dove ci troviamo. Il cibo è così: talmente radicato in una cultura che finisce per diventarne piena espressione. Nel caleidoscopio delle cucine regionali, la pasta mette tutti d’accordo perché paese che vai primo che trovi: tagliatelle in Emilia Romagna, orecchiette in Puglia, pici in Toscana, fregola in Sardegna. E da noi? Da noi se dici pasta fresca pensi al pranzo della domenica.

Fileja: Un Simbolo della Calabria Vibonese

La pasta fileja con la ‘nduja è un piatto che riunisce due grandi specialità della Calabria: nella fattispecie, appunto, la pasta fileja e la ‘nduja. La fileja si fa ancora oggi così: il filo di impasto di acqua e farina viene allungato ed arrotolato intorno un fuso di metallo. Esso si produce in provincia di Vibo Valentia.

Il ferro utilizzato è a sezione quadrata, lungo 30 cm, attorno al quale vengono avvolte le striscioline di pasta. Con l’aiuto delle mani, il ferro viene fatto scivolare, rotolando varie volte sulla spianatoia infarinata per dare forma alla pasta. Deve il nome al gesto del “filare” ma è anche conosciuta come firrazzul o maccarruni a firrettu. La Fileja è una Pasta tipica Calabrese, in particolare della provincia di Vibo Valentia, che affonda le sue origini nella cucina della tradizione contadina. Si tratta di un piatto povero realizzato con due semplici ingredienti: acqua e farina.

Fileja

Fileja alla ‘nduja

Dobbiamo riconoscere che molte regioni del Centro-Sud Italia, nelle loro tradizioni, presentano questo tipo di pasta, arrotolato su se stessa grazie a ferri da calza: sono un esempio i fusilli lunghi, tipici dell’avellinese e della Lucania.

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«Fileja» Homemade Pasta from Calabria

La ‘Nduja: Un Salume Piccante che Esalta il Piatto

La ‘nduja è un salume piccante da spalmare, vanto della Calabria. Si tratta di una preparazione figlia di una cucina povera, nata per utilizzare il grasso e gli scarti della carne di maiale come la rifilatura della spalla, della coscia, del sottopancia e della testa. La ‘nduja si caratterizza per il suo colore rosso vivo e per la sua nota fortemente piccante.

Secondo la Scuola Medica Salernitana, il sapore del peperoncino è di natura calda: esso “assottiglia, morde, riscalda, scioglie le parti solide”. Il nome ‘nduja deriva da andouille, è un’antica salsiccia morbida francese. In Italia apparve con Gioacchino Murat, re di Napoli, che la portò dalla Francia. Giunta in Calabria, la ricetta dell’andouille venne personalizzata con l’aggiunta del locale peperoncino, diventando un prodotto tipico e molto diffuso tra la popolazione.

Fin dal 1700 la ‘nduja occupa nella cucina calabrese un posto di primo piano, ma non basta chiamarla ‘nduja. Quella originale nasce a Spilinga, in provincia di Vibo Valentia. Ad oggi, la ‘nduja è presente in moltissime preparazioni. Uno degli usi più comuni la vede spalmata su una fetta di pane caldo e accompagnata a ricotta fresche e formaggi semi-stagionati. Amanti della ‘nduja, è il vostro momento!

Maccheroni al Ferretto: Un Classico Cosentino

Se restiamo nella provincia di Cosenza, è arrivato il momento di passare al ferretto perché stanno per scendere in campo i maccheroni. Maccarruni, in dialetto, comunemente conosciuti come fusilli, richiedono domeniche e domeniche passate ad osservare le nonne per comprenderne la manualità. Chi li fa da una vita scivola sul ferretto ad occhi chiusi ma per chi non si è mai cimentato non è proprio un gioco da ragazzi.

In principio era un fustello di salice piangente che, nel tempo, venne sostituito da un ferretto a sezione quadrata dato alle giovani calabresi in dote nel corredo da sposa (ecco quanto è radicato il sentimento della pasta fatta in casa). In realtà, poi, ognuno si è arrangiato in base a ciò che aveva in casa e non di rado si finiva per fare fusilli col ferretto che farebbe il paio con i gomitoli di lana. Il segreto del maccherone è lavorare la pasta con una pressione delicata in un gioco di equilibri e velocità. Un sugo di carne è il matrimonio perfetto, ça va sans dire.

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Per farti assaporare l'esplosione di sapori della Calabria, vogliamo condividere con te una ricetta tradizionale amata in tutta la regione: Maccheroni al Ferretto con Sugo di Capretto. Questo piatto delizioso combina la pasta al ferretto, uno dei formati più iconici, con un saporito sugo di capretto preparato con ingredienti freschi e aromi irresistibili.

Stroncatura: Un Tesoro della Piana di Gioia Tauro

Nell’abc delle paste calabresi, la stroncatura è alle prime pagine: in dialetto struncatura, è una pasta tipica della Piana di Gioia Tauro (RC) simile a grosse linguine e in grado di assorbire, grazie alla grana ruvida, tantissimo condimento. Originariamente era un prodotto di recupero prodotto con le crusche dello scarto della molitura: si racconta che la farina mista a crusca venisse spazzata da terra a fine giornata e riutilizzata, impastata, stesa e poi essiccata e perciò “fuorilegge”.

Stroncatura

Stroncatura

Nel tempo, migliorata ed adattata alle corrette norme igieniche, la pasta si è trasformata da cibo dei poveri a meraviglia per intenditori. NB: alici, pomodori secchi e peperoncino sono ottimi compagni di viaggio. La Pasta Stroncatura Calabrese Delizie di Calabria in vendita nel nostro shop online è un formato tradizionale. Dall'aspetto ruvido e grossolano, simile a delle grosse fettuccine, questa pasta è perfetta con sughi corposi e saporiti tipici della tradizione calabrese come acciughe e peperoncino.

La Stroncatura, o struncatura in dialetto locale, è una pasta tipica della cucina calabrese. Originariamente veniva prodotta utilizzando crusca e farina di scarto della molitura e oggi, pur mantenendo il suo aspetto ruvido e grossolano, simile a delle grosse fettuccine, la ricetta è stata negli anni migliorata e modificata. Il suo colore scuro è oggi dovuto all'utilizzo di farine integrali e grano duro, grazie a cui mantiene la sua tipica ruvidità, perfetta per trattenere i sughi.

La stroncatura calabrese viene generalmente condita con ingredienti tipici della tradizione contadina quali aglio, olio e peperoncino calabrese, pomodori secchi, sarde e mollica di pane tostata. La stroncatura, o struncatura, è una pasta tipica della piana di Rosarno e Gioia Tauro, introvabile altrove, prodotta in origine con scarti di molitura, ma capace di assorbire per la sua grana "ruvida" tantissimo condimento e sapore.

Altri Formati di Pasta Calabrese

La pasta offerta dal Pastificio Pirro, viene prodotta seguendo una scrupolosa lavorazione che prevede, tra l’altro, anche l’utilizzo di trafile in bronzo orientando le proprie attenzioni e le proprie scelte nella continua ricerca della qualità e nel rispetto della tradizione. Impasto preparato a basse temperature per evitare il danno termico alle proteine; essiccazione lenta dalle 16 alle 30 ore; essiccazione a bassa temperatura per mantenere inalterata la struttura del glutine.

Legati fortemente al territorio di origine, la Calabria, che amano e intendono valorizzare, i Fratelli Pirro, selezionano i prodotti tipici della loro terra, raccontando la tradizione in chiave contemporanea: il peperoncino piccante Calabrese, la cipolla, i funghi porcini della Sila, si uniscono al grano per realizzare un prodotto gourmet. Mangiarrìa Passione Calabrese è un marchio nascente sinonimo di eccellenze alimentari tipiche del territorio calabrese come appunto, le paste tipiche di questa regione.

Ecco alcuni formati che puoi trovare e comprare on line pasta ad essiccatura lenta prodotta artigianalmente con grano duro della migliore qualità:

  • Stranguji o Strozzapreti
  • Scialatelle
  • Chitarreja
  • Orecchiette
  • Penne
  • Tagliatelle
  • Rigatoni tutti rigorosamente trafilati al bronzo per trattenere al meglio il sugo

Le Tagliatelle calabre sono spesse e di media lunghezza. Una chicca calabrese! Le tagliatelle al peperoncino danno più carattere ai primi piatti della domenica. Ma, perchè no? Un bel piatto di paccheri artigianali senza dubbio mette felicità a tavola. I paccheri sono un formato di pasta piuttosto grande tipicamente meridionale. Le Casareja ai tre sapori, o casarecce sono un formato tipico del Sud. Le trofie sono il primo formato che viene in mente quando si parla di pasta al pesto, un grande classico della tradizione italiana.

Gli "Mparrettati": Un Formato Tipico del Catanzarese

Gli mparrettati (chiamati anche “maccheroni al ferretto”), sono un formato di pasta tipicamente calabrese, per la precisione nati in provincia di Catanzaro, che si ottengono arrotolando (“mperrettando”) la pasta fresca di semola su un ferro da calza o un ferro da ombrello. Il risultato sono lunghi tubi spiraliformi bucati al centro, ideali da condire con i ricchi sughi della cucina del Sud, come quello con la salsiccia piccante o quello delle braciolette.

Per l’impasto mischia la farina con l’acqua. Ti consiglio di aggiungere l’acqua poca per volta e di testare la consistenza dell’impasto che, come ho detto deve essere molto sodo e asciutto. Con l’impasto riposato forma dei bastoncini di 2 cm di diametro che poi dividerai in tanti pezzetti. Pressa leggermente ogni pezzetto con le dita e metti al centro la verghetta.

Estrai gli mparrettati dalla verghetta e disponili sulla spianatoia infarinandoli. Se estrarre l’mparrettato dalla verghetta dovesse risultarti difficile, è perchè l’impasto non è abbastanza asciutto e quindi si appiccica ad essa. Ti suggerisco quindi di lasciare asciugare i pezzetti di impasto per 15-20 minuti all’aria e riprovare. Una volta ottenuti tutti gli mparrettati, cuocili in abbondante acqua salata e poi condiscici la tua pasta.

** Se non hai a carne per fare le braciole, come vuole la tradizione, puoi preparare anche un sugo di pomodoro arricchito con pezzetti di salsiccia piccante, o con un cucchiaino di ‘nduja, il salame spalmabile calabrese ricchissimo di peperoncino. Se prepari in anticipo i tuoi mparretati li puoi lasciare ad essiccare all’aria, ben distanziati tra loro, in maniera che non appiccichino. Potrai cucinarli il giorno successivo. Non conservarli in frigorifero.

Una volta essiccati potrai anche conservarli in freezer: disponili ben separati su dei vassoietti, e quando saranno congelati riuniscili nei sacchetti.

Shtridhelat: La Pasta della Comunità Arbëreshë

E se diciamo Shtridhelat? Difficile da pronunciare, velocissima da mangiare: è la pasta tipica della comunità arbëreshë che, in Calabria, ha avuto la tenacia di preservare il proprio patrimonio culturale mantenendo vivo l’uso della lingua, la religione, i costumi e la gastronomia. Quella albanese è la popolazione più numerosa tra le tante stanziate in Italia, lo sapevi? Gli shtridhelat la fanno da padroni tra le province di Cosenza e Catanzaro: si tratta si lunghi spaghetti avvolti e arrotolati tra le mani, ricavati da un panetto di pasta bucato al centro con il kesistra, una sorta di raschiatoio. La versione tradizionale li vede protagonisti della minestra di fagioli insaporita da aglio e peperoncino.

Pasta e Origini: Un Legame Indissolubile

Io adoro la pasta! Chi segue questo blog da un po’ se ne sarà reso conto considerando quante ricette pubblico. Riflettendoci credo sia merito (o causa) delle mie origini calabre, dove un piatto di pasta sulla tavola non manca mai. Originariamente era un prodotto di recupero e veniva prodotta con le crusche dello scarto della molitura. Io ho deciso di cucinare la ricetta più classica con pochi (ma buoni) ingredienti: sarde sotto sale, capperi (io ho usato la pianta del cappero ma potete usare i fior di cappero sotto sale), pomodori secchi e pangrattato tostato. Prepariamo insieme questo piatto?

Pulisci bene le sarde, dissalatele e tagliale a pezzi. Taglia i pomodori secchi e le cime di capperi a pezzi non troppo piccoli. Volendo puoi usare i fiori di capperi, ricorda solo di dissalarli e di tenerli a bagno in acqua corrente per una decina di minuti. Tosta in una padella il pangrattato, facendo attenzione a non farlo scurire troppo. Scalda in padella l’olio extravergine d’oliva, aggiungi le sarde dissalate e taglia a pezzi.

Quando le sarde saranno quasi “sciolte” aggiungi i capperi ed i pomodori secchi. Cuoci la pasta in abbondante acqua salata per circa 12 minuti. Una volta cotta saltala in padella con il fondo di olio, sarde, capperi e pomodori secchi e infine insaporisci con il pangrattato tostato. Guarnisci con un pezzettino di sarda salata e qualche foglia di cappero.

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