Tipico di questo periodo dell’anno è il songino, conosciuto anche con il nome di soncino, valeriana o valerianella, a seconda dell’area geografica. Quella che chiamiamo valerianella è una insalatina classificata nella famiglia delle Valerianaceae, genere Valerianella, specie locusta. Ne esistono diverse varietà che condividono gli stessi valori nutrizionali e che vengono classificate tutte sotto lo stesso nome.

Il songino, conosciuto anche come valerianella o insalatina dolce, è un’erba spontanea commestibile appartenente alla famiglia Caprifoliaceae. Cresce a ciuffi compatti di foglie tenere e ovali, dal colore verde brillante. È apprezzato per il suo sapore delicato, lievemente dolce, e la consistenza morbida ma croccante. È spesso utilizzato a crudo in insalate, ma può essere anche saltato leggermente in padella. Il songino è una delle varietà di insalata più digeribili e nutrienti, ricca di vitamine e sali minerali.

Sul mercato questa baby leaf ha assunto molteplici nomi. Altri nomi del songino sono: soncino, dolcinella, gallinella, grassagallina, pasqualina.

Il songino fa parte della famiglia delle Valerianaceae. La pianta appartiene alla famiglia delle valerianacee, esistono oltre 150 specie di valeriane. Quella che si coltiva come insalata da taglio si conosce con diversi nomi a seconda delle zone, i più diffusi sono valeriana, valerianella, soncino o songino e il suo nome scientifico è Valerianella locusta.

La valeriana deve le sue proprietà alla presenza di acidi valerenici, ad alcuni alcolidi, alla presenza di olio essenziale. Ne viene utilizzato il rizoma fresco con le radici che vanno pulite subito e fatte essiccare all’aria. Far bollire l’acqua, quindi spegnere, versare la valeriana, coprire e attendere 5 minuti. Far bollire l’acqua, quindi spegnere, versare la valeriana e la melissa, coprire e attendere 5 minuti.

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Nonostante vi si faccia riferimento anche con il nome di valeriana, il songino, il cui nome scientifico è Valerianella locusta, non deve essere confuso con la Valeriana officinalis, pianta utilizzata in ambito fitoterapico per le sue proprietà sedative e ansiolitiche: pur facendo parte della stessa famiglia, infatti, queste due piante si differenziano nel genere e nella specie.

Origini e diffusione del songino

Il songino cresce spontaneamente nei campi e nei prati di tutta Europa. Era conosciuto fin dal Medioevo, ma ha trovato grande diffusione sulle tavole italiane solo dal Novecento. Oggi viene coltivato in modo intensivo, soprattutto in Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Campania. Grazie alla sua resistenza al freddo, è uno degli ortaggi più coltivati durante i mesi autunnali e invernali. È disponibile in commercio fresco, in busta o in ciuffi interi, pronto da consumare.

Il songino cresce nelle aree temperate del Mediterraneo e sembra che i suoi territori d'origine siano Sicilia e Sardegna. Questa insalata spontanea è anche tipica dei prati della pianura padana e la sua coltivazione si è diffusa nel tempo nel resto d’Italia: oggi la sua produzione si concentra fra Lombardia e Campania.

Il nome “songino” è più comune nel Nord Italia, mentre al Centro-Sud viene spesso chiamato valerianella. Nei campi si trova anche allo stato spontaneo, ma la versione coltivata è più tenera e pulita. Era considerato un’erba povera, raccolta dai contadini per accompagnare piatti semplici. Oggi è un ingrediente gourmet, presente in moltissime insalate confezionate.

È una delle prime insalate da semina invernale, che cresce bene anche con basse temperature e luce scarsa.

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Caratteristiche principali del songino

Il songino si riconosce per:

  • Foglie piccole, ovali o a cucchiaio
  • Colore verde brillante e uniforme
  • Gusto dolce, leggermente erbaceo
  • Consistenza morbida e vellutata, con buona croccantezza
  • Assenza di nervature marcate
  • Cresce a rosette basse, formando piccoli cespi.
  • Ha un profumo fresco e una struttura ideale per essere consumato crudo, senza necessità di tagliarlo.

Il fiore del songino è bianco o azzurro e le foglie sono piccole e ovali, con una consistenza carnosa: il songino deve essere consumato se possibile appena raccolto o può essere conservato in frigorifero fino a 72 ore, dopo averlo pulito e avvolto in un panno umido.

Varietà e tipologie di songino

Le principali varietà di songino si distinguono per forma e dimensione:

  • Songino a foglia larga: più diffuso, con foglie grandi e arrotondate
  • A foglia stretta: più rustico, con foglie affusolate
  • Selvatico: dal gusto più intenso e marcato
  • Da coltivazione biologica: più ricco in nutrienti, raccolto manualmente

In commercio è venduto in busta lavata, oppure sfuso in mazzetti, da lavare e asciugare prima dell’uso.

Come scegliere il songino?

Quando acquisti il songino fresco, controlla che:

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  • Le foglie siano integre, senza macchie scure
  • Il colore sia vivace e omogeneo
  • Non ci sia presenza di umidità o foglie appassite
  • Il profumo sia fresco, erbaceo e gradevole

Evita i mazzetti con foglie gialle o macchie di marcescenza. Il songino in busta va consumato subito dopo l’apertura.

Come conservare il songino?

Il songino è molto delicato. Per conservarlo:

  • Riponilo in frigorifero, nel cassetto delle verdure, all’interno di un sacchetto forato
  • Se sfuso, avvolgilo in carta assorbente leggermente umida
  • Consumalo entro 2-3 giorni, per mantenere sapore e consistenza
  • Non lavarlo prima di conservarlo, per evitare fermentazione

Il songino in busta va conservato nella confezione chiusa e consumato rapidamente dopo l’apertura.

Come usare il songino in cucina?

Il songino è perfetto per preparazioni a crudo, ma può essere utilizzato anche in ricette calde leggere. I principali usi sono:

  • Insalate miste o monoverdura, con noci, formaggi o frutta
  • Contorni leggeri, con olio extravergine e limone
  • Base per piatti freddi, con uova sode, salmone o tonno
  • Saltato in padella, per accompagnare carni bianche o pesce
  • Vellutate e creme di verdura, per arricchire il gusto
  • Ripieni di torte salate e fagottini vegetariani

Si abbina bene anche a condimenti agrodolci, come miele, senape o aceto balsamico.

Abbinamenti consigliati

Il songino si sposa benissimo con:

  • Frutta fresca, come mele, pere o arance
  • Frutta secca, soprattutto noci e pinoli
  • Formaggi morbidi, come caprino, gorgonzola o ricotta
  • Pesce affumicato, salmone o tonno
  • Uova sode o in camicia
  • Cereali, come farro o cous cous

Condisci con olio extravergine delicato e un pizzico di sale per esaltarne la dolcezza naturale.

Per un’insalata più insolita, prova quella di pere e songino. Lava ed asciuga il songino, poi sbuccia le pere e tagliale a dadini. Prepara la vinaigrette per condire l’insalata unendo olio di noci, olio EVO, sale, pepe e aceto balsamico. Metti in un’insalatiera il songino, le pere e condisci il tutto con la vinaigrette; infine, completa il piatto con i gherigli di noce triturati.

Deliziosa anche l’insalata di asparagi e songino. Lessa le uova, poi fai saltare in una padella antiaderente lo speck tagliato a listarelle spesse e rosolalo per renderlo croccante. Taglia i pomodorini, affetta gli asparagi, aggiungi le uova sgusciate e tagliuzzate al songino e agli altri ingredienti.

Sempre in tema di insalate, una ricetta perfetta da realizzare in estate è l’insalata di melone e songino. Pulisci il melone di buccia e semi, poi taglialo a fette. Metà delle fette tagliala a quadratini, l’altra metà affettala molto sottile. Poi taglia a quadretti il formaggio e condiscine la metà. Opera lo stesso procedimento anche per il melone tagliato a quadretti, aggiungi qualche oliva e l’altra metà del formaggio, dopo averlo sbriciolato; infine condisci con un’emulsione di olio, qualche goccia di aceto e sale.

L'insalata di barbabietole, songino e uovo sodo crea un vero e proprio trionfo del gusto. Questo piatto unisce il sapore fresco del songino alla piacevolezza della barbabietola e dell’uovo.

Un’alternativa al classico pesto di basilico è il pesto a base di songino, perfetto per accompagnare primi ricchi e gustosi. Il carattere dolce di questo pesto si abbina con insalate di farro, di orzo o con della pasta integrale.

Ami la creatività in cucina? Le uova in salsa verde sono insolite ma buonissime. Prepara la salsa verde con il prezzemolo, il songino, i ravanelli e i capperi.

Puoi anche includere il songino in frullati o smoothie: freschissimi drink a base di frutta e di verdura. Puoi preparare uno smoothie a base di mela, foglie di songino, acqua e succo di limone.

Come cucinare il songino in padella: fallo saltare con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio (o anche dello scalogno).

Anche la vellutata di songino è squisita: fai uno strato con alcune foglie di songino, poi posa su di esse alcune patate schiacciate, oltre a un cucchiaino di yogurt. Otterrai una vellutata dolce che, consumata con dei crostini di pane, sarà tonificante e fornirà molte vitamine.

Inoltre, scegliendo il songino come ingrediente principale della tua frittata preparerai un piatto squisito. Realizzarla è facile: lava delicatamente il songino, asciugalo con cura e taglialo della dimensione che preferisci.

Benefici per la salute del songino

Il songino è una delle insalate più ricche di nutrienti. Offre numerosi benefici:

  • Ricco di vitamina C, A e acido folico
  • Fonte naturale di ferro, potassio e magnesio
  • Aiuta a rinforzare il sistema immunitario
  • Favorisce la digestione e la regolarità intestinale
  • Ha un effetto depurativo e diuretico
  • Contiene antiossidanti che contrastano i radicali liberi
  • È ipoallergenico e ben tollerato, anche da bambini e anziani
  • Essendo povero di calorie, è perfetto in diete ipocaloriche e disintossicanti.

Il songino contiene poche calorie, solo 21 per 100 grammi di prodotto. La concentrazione di fibre alimentari, in particolare l’inulina, rende quest’erba ottima per favorire il senso di sazietà e per ridurre quindi la sensazione di appetito. Sono presenti al suo interno ottime quantità di ferro - consumato 3 volte a settimana può consentire di raggiungere le dosi minime consigliate di ferro - e di potassio e una buona quantità di vitamina C e di vitamina E.

Il songino favorisce la digestione grazie a particolari enzimi che possiede; può anche fornire dei benefici nei confronti del bruciore di stomaco. Tra le proprietà del songino si possono annoverare la prevenzione dell’anemia, grazie al suo contenuto di ferro, ma anche il contrasto dell’arteriosclerosi.

Questa piccola insalatina contiene poi in quantità elevate ferro, potassio, vitamina C, vitamina E e acido folico.

L'insalata valeriana ha un apporto energetico molto ridotto e la sua funzione nutrizionale è di aumentare principalmente gli apporti di fibra, sali minerali e vitamine nella dieta. Le poche calorie contenute sono di origine glucidica e proteica, mentre i grassi risultano ininfluenti; il colesterolo è assente. I sali minerali più rilevanti sono ferro e potassio, mentre per quel che riguarda le vitamine spiccano le concentrazioni di carotenoidi (pro-vit. A), acido ascorbico (vit. C), tocoferoli (vit. Dal punto di vista dietetico, l'insalata valeriana si presta a qualunque tipo di regime alimentare, compresi: terapia ipocalorica contro il sovrappeso e strategie nutrizionali per la cura delle patologie del metabolismo.

Coltivare il prezzemolo in Vaso

Proprietà nutrizionali

Valori medi per 100 g di prodotto crudo:

Componente Valore
Energia 21 kcal
Proteine 2.0 g
Grassi totali 0.4 g
Carboidrati 2.9 g
Fibre 1.6 g
Potassio 420 mg
Ferro 2.2 mg
Vitamina C 38 mg

Differenze tra songino e valeriana

Spesso confusi, questi due vegetali hanno caratteristiche ben distinte:

  • Nome: il songino è anche chiamato valerianella, ma non va confuso con la valeriana officinalis, una pianta usata a scopo sedativo.
  • Uso: il primo si consuma come insalata, mentre la valeriana officinale è impiegata in infusi medicinali.
  • Aspetto: le foglie del songino sono tonde e lisce, quelle della valeriana officinale più allungate e meno lucide.
  • Sapore: la valerianella ha un gusto dolce e delicato, mentre la pianta officinale presenta un retrogusto più amaro.

In cucina, la varietà più utilizzata è la valerianella, apprezzata per la sua freschezza e consistenza tenera.

Coltivare il songino

Coltivare songino è semplice ed è anche l’occasione ideale per tenere in attività il pollice verde durante il periodo più freddo dell’anno. Con le dovute accortezze, questo ortaggio cresce bene durante l’inverno e produce foglie fresche fino a primavera.

Perché non provate anche voi? Il songino o soncino (Valerianella locusta) è una specie coltivata annualmente per le sue foglioline, ottime in insalata. Specie originaria del Mediterraneo e conosciuta con i nomi di valerianella, valeriana insalata o olitoria, si coltiva senza difficoltà e con pochissimi sforzi, in orto come in vaso.

Il songino infatti si adatta a climi e terreni differenti, l’importante è che il substrato di coltivazione non sia soggetto a ristagni idrici, condizione dannosa per la salute delle piante. In relazione alle condizioni climatiche può essere seminato sia in primavera che in autunno, l’importante è che possa vegetare a temperature intorno ai 12 °C - 13 °C.

L'insalata valeriana è una pianta spontanea del territorio Mediterraneo ed è presente in tutte le relative zone a clima temperato. L'insalata valeriana può essere facilmente coltivata, poiché non necessita accorgimenti particolari. Resiste brillantemente sia in pianura che in montagna e predilige terreni soleggiati, ben drenanti e azotati; può complementare lo sfruttamento del terreno utilizzato per le patate. La coltivazione di valerianella può essere fatta per semina diretta (a spaglio) in file distanti 15-24cm. A temperatura di 15-20C° i semi germinano in circa 7 giorni; la semina può essere svolta nel periodo compreso tra la primavera e l'autunno, considerando un ciclo vitale produttivo di circa 2-3 mesi. E' sempre fondamentale il diserbo. L'innaffiatura è da praticare con suolo ben asciutto e mai nelle ore più calde.

Coltivazione del Songino

I semi di valerianella germinano fino con temperature sopra ai 15 gradi, si tratta di una pianta che resiste bene al freddo e per questo si coltiva praticamente tutto l’anno.

Semina

Come abbiamo già detto, coltivare il songino è molto semplice, e questa affermazione vale sia per chi decide di seminare in vaso sia per chi ha a disposizione un terreno.

La semina del songino in orto è molto semplice e può essere eseguita a spaglio o a file. Se la coltivazione del songino a spaglio prevede uno sviluppo disordinato dei vegetali, se decidete di seminare a file ricordate di distanziare i solchi di semina di almeno 15 cm. Dopo aver riposto e ricoperto la semente, attendete che i semi germoglino quindi diradate i vegetali di modo che rimanga una piantina, la più vigorosa, ogni 10 cm circa.

Anche la semina del songino in vaso può essere effettuata a spaglio o a righe, tutto dipende dal tipo di vaso su cui coltivate. Date le caratteristiche della pianta, questa cresce bene anche nelle fioriere, dandovi la possibilità di sfruttare la forma squadrata del contenitore per effettuare una semina a righe perfetta.

Se invece avete a disposizione solo vasi a sezione tonda, seminate in songino a spaglio e coltivatelo come fosse un morbido cuscino di composto da erbette deliziose.

Il songino deve essere piantato in inverno per fiorire in primavera. Per quanto riguarda il terriccio potrete usarne uno universale, meglio se arricchito con compost. Il songino necessità di un buon drenaggio e di una considerevole esposizione solare.

La semina è possibile durante tutto l’anno, evitando i mesi di pieno inverno e può avvenire direttamente a dimora nel terreno. Possiamo seminare a spaglio gettando i semi nell’orto o nel vaso o anche seminare per file, agevolando il lavoro di sarchiatura.

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