L'Antica Dolceria Bonajuto di Modica è attiva nell'artigianato dolciario e cioccolatiero da sei generazioni. Questa famosa dolceria può vantare di essere la più antica fabbrica di cioccolato di Sicilia ancora in attività e una delle più antiche d’Italia.

Sebbene la prima iscrizione ufficiale risalga al 1880, l’attività nacque e si consolidò alcuni anni prima, quando Francesco Ignazio Bonajuto aprì un negozio di dolci e una sorbetteria-gelateria. La prima sede fu ubicata nella via Collegio (attuale via Garibaldi) e fu poi trasferita nei pressi del ponte di San Pietro.

Il successo ottenuto inizialmente con la vendita di neve per le granite consentì a Francesco Ignazio di ampliare l'attività alla produzione di cioccolato e alla salagione degli agrumi in barili.

Cioccolato di Modica Bonajuto
Fonte: bonajuto.it

Le Origini e l'Evoluzione dell'Attività

Un viaggio nel tempo ci rivela le radici di questa eccellenza siciliana. Dal mondo delle professioni provenivano appunto i Bonajuto, famiglia siracusana di capimastri e architetti. Uno di loro, Francesco Ignazio Bonajuto (1798- 1854), aprì in rapida successione un’aromateria, una merceria e una sorbetteria-gelateria.

Federico, figlio di Francesco Ignazio, si impegnò maggiormente come gelatiere e cioccolatiere abbandonando progressivamente la vendita della neve. Con l'aiuto del figlio Francesco estese l'attività anche alla preparazione e vendita del caffè.

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Fu proprio Francesco che, appresi dal padre i segreti dell'arte dolciaria nel corso di un lungo affiancamento, decise l'iscrizione della ditta omonima alla Camera di commercio e registrò il marchio Caffè Roma per il proprio esercizio. Il negozio oltre alla mescita di caffè e liquori, era anche «dolceria sorbetteria con fabbrica di cioccolatte», come si legge in un documento del 1898.

L'Innovazione Tecnologica e i Riconoscimenti

Alla fine dell’Ottocento, per aumentare la produzione di cioccolato, Bonajuto sostituì gli strumenti tradizionali con una macchina a vapore di fabbricazione francese, che tostava e macinava le fave di cacao.

Nel 1911, in occasione dell’Esposizione internazionale agricola e industriale di Roma il Caffè Roma fu premiato con la medaglia d’oro per il suo cioccolato artigianale. Grazie al successo dell'attività Francesco nei primi anni del Novecento comprò numerose case e terreni e nel 1913 decise di lasciare i locali in affitto e di trasferire l’attività in un immobile di proprietà in vico San Benedetto, l'attuale sede dell'impresa in corso Umberto I.

Negli anni del fascismo Francesco, che non aveva figli, dedicò molto impegno alla formazione dei giovani apprendisti della sua bottega per garantire la continuità dell’impresa e tramandare la tradizione dolciaria locale.

Il titolare morì nel 1932, dopo aver predisposto l’adozione della ventiseienne Rosa Roccaro, un’orfana di guerra cresciuta in casa Bonajuto. La giovane ereditò i beni mobili e immobili della famiglia e sposò Carmelo Ruta, uno dei più capaci apprendisti del laboratorio. Ruta condusse la dolceria-caffetteria negli anni del secondo dopoguerra, caratterizzati da una rapida ripresa dei consumi e dalla modernizzazione dei processi produttivi.

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Alla morte di Carmelo gli subentrò suo figlio Franco che dopo una ristrutturazione del locale riaprì nel settembre 1992.

Lavorazione Cioccolato di Modica Bonajuto
Fonte: bonajuto.it

La Tradizione Azteca e la Lavorazione a Freddo

Oggi vi parlo di un famoso Viaggio Fuori Rotta, forse il più famoso, ossia quello di Cristoforo Colombo. Scopriamo dunque il perchè di questa diatriba. Il cacao fu scoperto in America Latina dai conquistatores che lo importarono in Spagna e da qui, “grazie” (é il caso di dirlo) alla dominazione spagnola, lo portarono fino alla Contea di Modica.

La prima testimonianza ufficiale del cioccolato di Modica è datata 1746 quando venne riconosciuta la figura del maestro cioccolatiere o, come si dice qui, “Cicolatere” che si dedicava alla produzione di cioccolato.

Il cioccolato, da sempre considerato cibo degli Dei, era in origine utilizzato solo per farne una bevanda, mentre a Modica diventò alimento pregiato tra gli ecclesiastici e i nobili.

A MODICA NELLA FABBRICA DI CIOCCOLATO PIÙ ANTICA DELLA SICILIA

Il processo di lavorazione tradizionale ancora oggi è eseguito secondo l’antica tecnica azteca della lavorazione a freddo, durante la quale la temperatura è compresa tra i 35 e i 40 °C: in questo modo non si alterano le qualità organolettiche del burro di cacao.

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Un tempo posta su uno spianatoio in pietra lavica preriscaldato chiamato “valata ra ciucculatta”, veniva amalgamata con il pistuni, un mattarello cilindrico di pietra, operazione che continuava fino alla completa raffinazione della massa.

L’unica aggiunta è quella dello zucchero, lavorato a temperature che non permettono ai cristalli di rompersi, dandogli così la caratteristica conformazione porosa e granulosa. Ciò è dato dall’attenta lavorazione a freddo e dalla mancanza della fase del moderno concaggio ad alta temperatura, che rende la consistenza meno granulosa e molto omogenea, ma va ad intaccare l’integrità dei profumi e del gusto.

Se siete golosi, e vi state facendo tentare da questa prelibatezza, vi do una buona notizia: il cioccolato di Modica è uno tra i più sani in commercio perchè privo di grassi.

Bonajuto e l'Innovazione nella Tradizione

L’Antica Dolceria Bonajuto ancora produce le prime tipologie di cioccolato aromatizzate alla Vaniglia e alla Cannella, ma partendo dalla tradizione si apre ogni giorno all’innovazione con nuove tipologie, senza trascurare i dolci tipici siciliani, anch’essi con qualche nuova nota alla potata dei nostri tempi.

Nel 1992 Franco Ruta iniziò a studiare il cioccolato realizzato a Modica e trovò interessanti similitudini con quello prodotto ad Agramunt in Sud America. Si rese conto di aver tra le mani un cioccolato prezioso, che profumava di tradizioni preistoriche, scoperta dell’America e dominazioni spagnole in Sicilia. Nulla a che vedere con la produzione industriale che si era diffusa nel resto d’Europa.

Decide così di valorizzarlo e grazie ad un’intervista televisiva resa a Maurizio Costanzo, nel 1999 il cioccolato “quello buono” venne fatto conoscere in tutta Italia e nel mondo. Fu così che in molti decisero di cavalcare l’onda e riprendere la produzione del cioccolato ora tanto famoso di Modica.

La Scelta di Non Aderire al Marchio IGP

Nel 2018 viene riconosciuto il marchio IGP, al quale però paradossalmente la famiglia Bonajuto decide di non aderire. Anche se sembra un paradosso, la scelta ha l’obiettivo di preservare il vero cioccolato originale.

Nel disciplinare IGP non vengono neppure citate le ricerche effettuate da Franco Ruta circa le origine del cioccolato di Modica. Insomma il vero cioccolato ne risulta snaturato! Quella di non aderire alla denominazione IGP dell’Antica Dolceria Bonajuto pur di salvaguardare la storia e l’essenza stessa del cioccolato tradizionale, a mio avviso, è una scelta coraggiosa e va premiata.

Se passate per Modica una tappa presso questa istituzione del cioccolato tradizionale è d’obbligo. Selezionate fave di cacao, cadono come neve e si accoccolano tra loro nei frangicacao per poi essere trasformate in profumata granella. Un mulino in pietra le trasforma poi in massa di cacao e da qui inizia la magia che, grazie ad abili mani e ricette segrete tramandate da ben 6 generazioni, le trasformerà in golose barrette di cioccolato e non solo…

E’ da più di 150 anni che l’Antica Dolceria Bonajuto delizia i suoi clienti con cioccolato, ma anche con dolci e torroni della tradizione modicana e siciliana, per lo più d’origine araba o spagnola.

L’esperienza e l’eccellenza maturata negli anni ha fatto si che nel 2008 fosse inserita dall’Eurispes tra le 100 eccellenze d’Italia.

Riepilogo della Storia di Bonajuto
Anno Evento
1880 Francesco Bonajuto fonda la ditta "F. Bonajuto" e apre un elegante caffè a Modica.
1911 Il Caffè Roma vince la medaglia d'oro all'Esposizione internazionale di Roma per il cioccolato artigianale.
1932 Francesco Bonajuto muore e l'azienda passa a Rosa Roccaro e Carmelo Ruta.
1992 Franco Ruta riapre la dolceria e inizia a promuovere il cioccolato di Modica.
1999 Il cioccolato di Modica diventa famoso in tutta Italia grazie a un'intervista televisiva.
2018 Il cioccolato di Modica ottiene il marchio IGP, ma Bonajuto decide di non aderire.

Anche Sciascia amava il particolare cioccolato, che definiva:“ … di inarrivabile sapore, sicché a chi lo gusta sembra di essere arrivato all’Archetipo, all’assoluto, che il cioccolato altrove prodotto - sia pure il più celebrato - ne sia l’adulterazione, la corruzione.”

Al loro punto vendita è sempre possibile su richiesta assaggiare il cioccolato Bonajuto, senza necessità di appuntamento e gratuitamente, e poi scegliere ciò che più stuzzicherà il nostro palato (la scelta sarà ardua vi avviso).

Potrete anche prenotare un tour guidato del Fattojo Bonajuto della durata complessiva di 30 minuti. Sarà un vero e proprio tuffo nella storia (approfondirete anche ciò di cui vi ho parlato poco sopra) e, conoscendo tutti i retroscena, potrete apprezzare ancor di più la spettacolare degustazione di ‘mpanatigghi, torroni, e cioccolata fredda, inclusa nel tour.

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