Il mondo della pasticceria italiana è ricco di storie affascinanti, tradizioni secolari e innovazioni che deliziano i palati di tutto il mondo. Questo articolo esplora due eccellenze del settore: la "Crema reggina", specialità dolciaria tipica della provincia di Reggio Calabria, e "Crema e Cioccolato" di Lanciano, premiata al concorso Divina Colomba 2024.

La "Crema Reggina": Un Simbolo di Reggio Calabria

La storia della pasticceria di Reggio Calabria si intreccia indissolubilmente con la "Crema reggina", prodotto identitario dal gusto inconfondibile. D'estate, i turisti in visita alla città di Reggio Calabria fanno la fila fuori dalle gelaterie proprio per assaggiare, tra le varie prelibatezze offerte, proprio la "Crema reggina". La storia è ormai nota e ha varcato i confini regionali e nazionali.

La "Crema reggina" è una specialità dolciaria tipica della provincia di Reggio Calabria. È inclusa nell'elenco dei prodotti agroalimentari italiani (Pat) istituito dea Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Un gusto che ha varcato i confini della città, ed anche della regione, e per questo la ricetta deve essere tutelata.

La crema nasce negli anni ’60 dall’intenzione di celebrare la città e dare qualcosa in più ai reggini, un sapore originale che ha davvero conquistato tutti. Proprio di questo si è parlato in occasione di un evento ospitato a Palazzo San Giorgio, promosso da Agnelo Musolino, presidente nazionale Conpait.

Gelato Reggina

La "Crema reggina" presto marchio identitario da tutelare e valorizzare? Associazioni ed enti locali lanciano la proposta sul gusto di gelato più conosciuto della tradizione pasticcera della città di Reggio Calabria.

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L'Origine della Crema Reggina

Il maestro Giuseppe Caridi - tramanda la tradizione - era intento a preparare la “crema pasticcera” quando si accorse di «non avere abbastanza farina per amalgamare l’impasto». Provò ad usare il rhum, ma esagerò, e la crema assunse una «consistenza particolare».

Crema e Cioccolato di Lanciano: Eccellenza Abruzzese Premiata

Tra le eccellenze italiane nel campo della pasticceria, spicca "Crema e Cioccolato" di Lanciano (Ch), che ha conquistato il primo premio nella categoria "Miglior Colomba al Cioccolato" al concorso Divina Colomba 2024.

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A trionfare per la categoria dedicata alla colomba al cioccolato con impasto scuro è stato Camillo La Morgia di Crema e Cioccolato a Lanciano (Ch).

Divina Colomba 2024

A decretare i vincitori dell’edizione 2024 del concorso la giuria tecnica, composta da Claudio Gatti, Maurizio Cossu, Daniele Scarpa, Alessandro Bertuzzi, Claudio Colombo e Paolo Caridi, che in occasione della finale all’Hotel Parco dei Principi di Bari hanno degustato alla cieca i 40 lievitati arrivati in finale (20 colombe tradizionali, 15 al cioccolato e 5 salate), selezionati fra gli oltre 300 iscritti al contest da circa 200 artigiani di tutta Italia.

Divina Colomba: Un Contest per Valorizzare l'Artigianalità

Il contest Divina Colomba è rivolto a tutti i titolari, familiari e dipendenti di attività con sede in Italia che producono colombe artigianali nell’assoluto rispetto del disciplinare di legge (Decreto 22 luglio 2005 Disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti dolciari da forno. GU n. 177 del 1-8-2005) e che si impegnano ad utilizzare solo lievito madre fresco e canditi senza anidride solforosa e a non utilizzare conservanti, emulsionanti, mono e digliceridi, oltre a coloranti o aromi artificiali.

Saliti sul podio per la versione tradizionale artigianale anche Vito Saccente del Panificio Saccente di Palo del Colle (Ba) secondo classificato e Mattia Orso della Pasticceria Mimosa (Fermo), terzo classificato. Il secondo e il terzo posto per la “Miglior Colomba al Cioccolato” sono andati a Lorenzo Perilli de Il Brezel -a San Nicandro Garganico (Fg) e Leonardo Romano della Pasticceria Pesce 1896 ad Avella (Av).

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I Vincitori di Divina Colomba 2024

Ecco la lista completa dei vincitori del concorso Divina Colomba 2024:

Categoria Primo Posto Secondo Posto Terzo Posto
Miglior Colomba Tradizionale Gianluca Cecere (Cecere Visionary Dessert - Napoli) Vito Saccente (Panificio Saccente - Palo del Colle) Mattia Orso (Pasticceria Mimosa - Fermo)
Miglior Colomba al Cioccolato Camillo La Morgia (Crema e Cioccolato - Lanciano) Lorenzo Perilli (Il Brezel - San Nicandro Garganico) Leonardo Romano (Pasticceria Pesce 1896 - Avella)
Miglior Colomba Salata Davide Muro (Antica Pasticceria Castino - Pinerolo) Stefano Bianco (Pasticceria Bianco - Lecce) Sergio Scovazzo (Grano Fornai in Fermento - Santena)

Angelo Spadaccini: Un Artigiano per Scelta

Angelo Spadaccini è nato qui, in questa piazza, di fronte al bar che porta il suo nome. Conosce praticamente tutto del suo paese, riferimento per le informazioni e psicologo all’occorrenza. Con i sapori nuovi della sua pasticceria ha deliziato intere generazioni e oggi quei bimbi degli anni ’70 tornano da lui per ritrovare le sensazioni dell’infanzia rimaste impresse nella loro memoria. Cercano ancora i dolci di Spadaccini, da lui ideati e dalle sue sapienti mani realizzati.

Le mani sono il centro della vita di Angelo, mani che lavorano le farine, che giocano a pallavolo, che scolpiscono figure scenografiche per la "Passione" di cui è regista. Da tantissimi anni si impegna, attraverso questa rappresentazione teatrale, a mantenere viva la tradizione spirituale pasquale del posto.

Angelo Spadaccini

E proprio un giovane attore, Pierluigi, qualche anno fa ha dato il nome a uno dei caffè più caratteristici di tutta la zona, il “caffè Zeffirelli”, arricchito con un sottile strato di crema di whisky, uno di San Marzano Borsci, uno di crema di latte, una spolverata di cacao. Un caffè che va degustato lentamente per distinguere i diversi ingredienti che arrivano in bocca, preparato con l’acqua proveniente direttamente dalla Maiella, e per questo inimitabile.

Angelo si è fatto con le sue mani. Dopo la morte del padre sarto, la mamma ha aperto nel 1970 la pasticceria, ma era lui ad aiutarla pur frequentando la scuola. Dopo il diploma al Liceo Scientifico, nel 1978, dedicò sempre più tempo al laboratorio fino a capire che era la pasticceria la sua grande passione, e così lasciò l’Università di Architettura alla quale nel frattempo si era iscritto, per fare felicemente l’artigiano ed entrare a pieno titolo nel laboratorio.

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Era il 1980 e l’arte bianca non era granché conosciuta nella zona, si specializzò frequentando corsi di pasticceria e cioccolato a Torino, Venezia, Ancona. La creatività del pasticciere venne presto fuori con la rielaborazione di antiche ricette e la sperimentazione di nuove. Il suo primo successo è stato il “Dolce Angelo”, nome che ricorda una canzone di Mino Reitano degli anni ‘70, simile al parrozzo legato a D’Annunzio, ma più morbido, preparato per il Natale con tante uova, farina di mandorle di Bari e aggiunta di uvetta. Pur in assenza di conservanti, arriva integro sulle tavole degli emigrati nei paesi europei, spedito dagli stessi parenti, grazie alla tecnica dell’atmosfera modificata.

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