La pasta, cibo di conforto per eccellenza, unisce il mondo, contribuendo a scaldare il cuore di milioni di persone e a nutrirle in modo sano e sostenibile. Immaginate un “serpentone” di oltre 7 milioni di chilometri: è la lunghezza che otterremmo se mettessimo in fila le confezioni di spaghetti, fusilli &co mangiate in tutto il mondo nel 2020. Parliamo di circa 17 milioni di tonnellate di pasta, 1 milione in più rispetto al precedente record del 2019 e il doppio rispetto a dieci anni fa, con l’Italia a fare da capofila per produzione, consumi e export di questo alimento.

Il 25 ottobre si festeggia il World Pasta Day, ricorrenza che celebra l'alimento che dall'Italia è ormai entrato a far parte delle abitudini alimentari del mondo intero. Venerdì 25 ottobre si celebra il World Pasta Day 2024, un evento voluto dall’Unione Italiana Food insieme all’International Pasta Organisation (IPO) e che ogni 25 ottobre celebra il piatto simbolo della condivisione e della convivialità, per raccontare e assaporare l’eccellenza italiana, da sempre icona di una buona e sana alimentazione.

Giunto alla sua 26esima edizione, il World Pasta Day è promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation. Come ogni anno, i promotori della Giornata Mondiale della Pasta annunciano la “capitale” dei festeggiamenti dell’edizione in corso: quest’anno è Philadelphia la “capitale” della pasta, città simbolo che sin dagli anni Settanta ha subito l’influenza della cucina italiana e della pasta.

Il World Pasta Congress, tenutosi a Roma il 25 ottobre 1995, vide riunirsi esperti di pasta da tutto il mondo per sottolineare l’importanza della del cibo più amato e conosciuto. Giunto alla sua 23ma edizione, il World Pasta Day, manifestazione ideata e curata da Unione Italiana Food e IPO - International Pasta Organisation, ogni 25 ottobre celebra e racconta il piatto simbolo della Dieta Mediterranea.

Storia della pasta: le origini

La Pasta: Un Simbolo di Solidarietà e Sostenibilità

Quest’anno mette la pasta a confronto con i grandi temi della ripresa e dei contraccolpi della pandemia su economia, occupazione e sulla tenuta emotiva di larga parte della società. Secondo OXFAM, nel 2021 20 milioni di persone hanno raggiunto livelli estremi di insicurezza alimentare, portando il totale a 155 milioni di persone in 55 Paesi.

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Nasce così una gara di solidarietà lanciata da Unione Italiana Food per mostrare il “buono” della pasta, comfort food per eccellenza amato a tutte le latitudini anche nelle sue preparazioni più semplici. Con l’iniziativa #Haveagoodpasta, I pastai italiani si rivolgono ai pasta lovers per donare un piatto di pasta ai meno fortunati. Per partecipare, basterà postare fino al 25 ottobre sui propri canali social lo scatto di un piatto di pasta con l’hashtag #Haveagoodpasta.

Le potenzialità di #haveagoodpasta sono enormi: in 10 mesi, da gennaio a ottobre 2021, sui social media quasi 700mila conversazioni con l’hashtag #pasta hanno coinvolto una platea di circa 140 milioni di persone. “Nei mesi più difficili noi pastai abbiamo sentito la responsabilità di non far mai mancare la pasta agli italiani e ai consumatori di tutto il mondo - afferma Riccardo Felicetti, Presidente dei Pasta Italiani.

La pasta è, da sempre, una scelta sostenibile e antispreco. Protagonista di infinite ricette antispreco e del giorno dopo, ha un impatto ambientale (dalla produzione alla trasformazione fino al consumo) di solo 1 mq globale per porzione (vale a dire la misura dell’area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria a rigenerare le risorse consumate durante la produzione), con una impronta ecologica di appena 150 grammi di CO2 equivalente. Inoltre, il suo packaging permette un recupero al 100% dei materiali d’imballaggio.

Ed ecco anche dai pastai di Unione Italiana Food i consigli sui nuovi modi ecosostenibili per cuocerla al dente, che permetterebbero a ogni italiano di consumare 80-100 litri di acqua in meno all’anno, e con la cottura “passiva” (la pasta cuoce in modo indiretto, a fuoco spento) o in pentola a pressione (dove la pasta cuoce assieme al suo sugo), si risparmia anche su gas e energia elettrica.

Cucinare la pasta in modo sostenibile

La Pasta nel Mondo: Consumi e Tendenze

In 2021 almost 200 countries ate almost 17 million tons of pasta, twice as much as ten years ago. In the first 6 months of 2022 the Italian export of pasta has grown by +9%. Unione Italiana Food has led a series of important interviews with restaurateurs. From this it resulted that in 82% of the interviewed restaurants, (with the highest results in Japan and France), the consumption of pasta has increased.

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Anche dal punto di vista dei consumi l’Italia primeggia. Con circa 23 kg per persona all'anno, gli italiani sono i primi consumatori. Ma anche nel resto del mondo non si ferma l’apprezzamento per il nostro piatto nazionale: i tradizionali mercati di export (Francia, Germania, UK, USA e Giappone) stanno diventando anch’essi grandi produttori, rielaborandone la varietà secondo le proprie culture culinarie. Per non parlare dei paesi emergenti nel settore che stanno incrementando considerevolmente la produzione e il consumo.

Il riferimento mondiale per esportazione di pasta è naturalmente il Bel Paese, che con essa è talvolta persino identificato. Rispetto ai primi anni 2000, il consumo di pasta sul pianeta è quasi raddoppiato: se ne producono circa 16 milioni di tonnellate di cui circa un quarto provengono dall’Italia. Non sorprende tanto amore per la pasta in tutto il mondo.

Anche dal punto di vista dei consumi l’Italia primeggia. Ma è soprattutto in Italia che gli stranieri amano mangiarla, e non è un caso. La cucina italiana (di cui la pasta è tra le portate principali) è nota e amata in tutto il mondo. L’Economist l’ha incoronata nel 2019 come “la più influente al mondo”, davanti alla giapponese e a quella francese.

Pasta Journey: Il Grand Tour della Pasta

Una ricerca di Unione Italiana Food realizzata con Touring Club Italia rivela come la pasta italiana viene amata e consumata dai turisti stranieri nel nostro Paese. L’indagine è stata realizzata su un panel di 100 ristoratori nelle città turistiche più popolari d’Italia per esplorare quali piatti di pasta attirano maggiormente gli stranieri in vacanza e come sta evolvendo il loro legame con la protagonista delle tavole nostrane. Il risultato è “Pasta Journey, il Grand Tour della pasta” una raccolta contenente la Top10 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri quando vengono in vacanza in Italia, raccontati in ordine di classifica e corredati da ricetta.

Ogni anno arrivano da tutto il mondo oltre 40 milioni di turisti nel nostro Paese. Secondo le ultime stime di Istat e Ministero del Turismo, il 2023 ha registrato un record storico e nei primi cinque mesi del 2024, le presenze turistiche straniere hanno rappresentato il 57,6% del totale. Ad attrarli, le bellezze artistiche e culturali, ma anche la gustosissima e irresistibile tradizione culinaria che ci ha reso celebri nel mondo.

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Secondo i risultati dell’indagine condotta da Touring Club Italia, oltre 1 ristoratore su 2 (54%) ha dichiarato che tra i propri clienti almeno la metà è straniero e secondo 7 ristoratori su 10 (72%), la cultura enogastronomica della clientela straniera è aumentata. Tra le informazioni più frequentemente richieste dai turisti, al primo posto si posiziona la provenienza degli ingredienti (28%), seguita dalla storia del piatto (25%) e, con un po’ più di stacco, la modalità di esecuzione (14%).

Ma quando gli stranieri vengono in Italia, quali sono le ricette di pasta preferite? Con valori su una scala tra 0 e 10, sul podio si piazzano gli Spaghetti alla Carbonara (7,8), le Lasagne alla bolognese (7), la Pasta al pomodoro (6,9).

Top 3 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri in Italia
Piatto Punteggio (su 10)
Spaghetti alla Carbonara 7.8
Lasagne alla Bolognese 7.0
Pasta al Pomodoro 6.9

“Nella scelta di una meta turistica, ormai, le esperienze enogastronomiche hanno un peso sempre più determinante - spiega Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food - Non a caso, è il cibo ad assorbire gran parte del budget dedicato ad una vacanza. La cucina italiana e la pasta, di cui è alimento principe, si confermano i vettori privilegiati per far crescere il turismo in Italia. Inoltre, circa il 56% dei pacchi di pasta prodotti in Italia viene esportato, questo vuol dire che più della metà della pasta che produciamo in Italia finisce sulle tavole di tutto il mondo.

Se la pasta italiana gode all’estero di tanto successo e ha un percepito estremamente positivo è merito del saper fare centenario dei pastai italiani. È un alimento amato in tutto il mondo e l’Italia è leader per la produzione (con oltre 3,9 milioni di tonnellate, -1,9% sul 2022), davanti a USA, Turchia e Egitto, con un fatturato di 8,1 miliardi di euro (+5,4%). Siamo anche i primi consumatori, con 23,3 kg pro-capite annui (per un consumo totale nazionale di oltre 1,7 milioni di tonnellate), davanti a Tunisia (17), Venezuela (15) Grecia (12,2) e Perù (9,9 Kg). La quota export pesa il 56% sul totale della produzione, con oltre 2,2 milioni di tonnellate di pasta esportata (-3,7%) e un valore di 3,8 miliardi di euro (+3%).

L’anno scorso sono stati pubblicati oltre 60 mila contenuti sui social con l’hashtag #WorldPastaDay, ispirati alla pasta.

Gragnano: La Città della Pasta

Dal 12 al 14 settembre, Gragnano diventa palcoscenico gourmet: torna Gragnano Città della Pasta, l’evento che ogni anno celebra la tradizione, la cultura centenaria e l’amore incondizionato per la pasta. La vera stella della cucina italiana, con la sua qualità eccellente e i suoi formati iconici. L’edizione 2025 sarà un omaggio alla pasta come vera diva della cucina italiana, celebrata attraverso un concept ispirato al mondo del cinema.

Quest’anno il premio andrà a una nota attrice partenopea, vera icona del cinema nazionale che, come la pasta di Gragnano, è amata da tutti e resta protagonista, indipendentemente da qualunque moda, vantando una versatilità straordinaria: attrice di talento, cantante e conduttrice di successo. La moderazione della giornata inaugurale sarà affidata alla giornalista e conduttrice Rai Monica Caradonna. A illustrare la centralità della Pasta di Gragnano IGP, vera e propria diva della tavola, sarà Filippo Fontana.

Come sempre, al centro della Festa ci saranno gli stand gastronomici a cura di chef stellati e della tradizione, pronti a far assaporare la pasta di Gragnano IGP in tutti i suoi formati e abbinamenti. La tradizione della pasta di Gragnano affonda le sue radici nel XVI secolo, quando dall’unione della migliore semola di grano duro con l’acqua sorgiva della valle, sfruttando il microclima presente per l’essiccazione (che avveniva lungo la strada principale della città), si iniziò la produzione.

È a Gragnano che nascono storie di pasta accomunate da una passione straordinaria per l’arte bianca. Il prodotto e il suo territorio sono indissolubilmente legati. La Pasta di Gragnano IGP si può produrre soltanto all’interno del territorio del Comune di Gragnano, un’area di appena 15 kmq. Un luogo unico per il peculiare microclima dovuto alla collocazione tra il mare e i Monti Lattari della Penisola Sorrentina.

Nel 1845 Ferdinando II di Borbone concede ai Gragnanesi l’alto privilegio di fornire la Corte di tutte le paste lunghe. L’atto sancisce formalmente l’investitura di Gragnano a “Città della Pasta”, che a metà del XIX secolo impegna il 75% della popolazione nella lavorazione dei “maccheroni” con più di 100 pastifici. Attualmente il numero di produttori di pasta di Gragnano IGP è pari a 23, di cui 15 sono soci del Consorzio di Tutela.

Pasta di Gragnano IGP

Le Sagre: Feste di Paese e Tradizioni Culinarie

Durante l'estate, in tutte le regioni italiane si svolgono le tradizionali sagre, feste gastronomiche in cui si celebrano i prodotti locali o i piatti tradizionali. Le sagre, che di solito si tengono una volta all'anno, mantengono vive le tradizioni culinarie locali e rappresentano un momento di incontro sociale e di divertimento.

Il territorio di Cortona mantiene vive queste tradizioni organizzando diverse sagre che hanno raggiunto la 50a edizione in diversi periodi dell'anno, soprattutto durante l'estate.

  • Sagra della Bistecca: Si svolge ogni anno il 14 e 15 agosto a Cortona, celebrando la Ferragosto con la buona cucina locale.
  • Sagra del Fungo Porcino: Si tiene ogni anno il fine settimana successivo alla Sagra della Bistecca, offrendo deliziosi piatti a base di funghi porcini.
  • Sagra della Lumaca: Organizzata nel piccolo borgo di Fossa del Lupo, celebra i piatti a base di lumache e i prodotti tipici locali.
  • Sagra del Piccione: Organizzata nel borgo di Montecchio, propone piatti tipici locali e ricette tradizionali a base di carne di piccione.
  • Festa del Carro Agricolo: Organizzata nel borgo di Fratticciola, riscopre le tradizioni rurali e i sapori del passato, offrendo prodotti di stagione come uva, olive e castagne.
  • Sagra della Castagna: Si svolge nel borgo di Teverina, offrendo deliziose ricette a base di castagne raccolte nei boschi locali.
  • Sagra del Cinghiale: Si tiene a Pergo, un evento imperdibile per gli amanti della selvaggina.
  • Sagra della Pastasciutta: Si svolge a Fratta, dove alcune donne locali preparano specialità fatte a mano come gnocchi, pici e tagliatelle condite con diversi sughi di carne.
  • Festa dell’Autunno: Organizzata a Fratta, propone ogni sera un menu diverso per riscoprire le antiche ricette della tradizione rurale.
  • Sagra della Ciaccia Fritta: Si svolge a San Pietro a Cegliolo, promuovendo una ricetta tradizionale di pane fritto in olio d'oliva, salato e servito con vino novello.

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