Quando si soffre di mal di testa intenso o è comparso un dolore lieve o moderato difficile da sopportare, si desidera che scompaiano all’istante e si cerca un rimedio efficace nell’alleviare i sintomi tra i prodotti in parafarmacia.
Un utile consiglio da un farmacista è un medicinale con azione antidolorifica ed antinfiammatoria, appartenente alla categoria dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), ideale per il trattamento di dolori di varia natura e origine.
L'Oki è un farmaco a base di ketoprofene, un antinfiammatorio non steroideo (FANS) utilizzato per alleviare dolore e infiammazione. Viene comunemente impiegato per trattare dolori muscolari, articolari, mal di gola e stati febbrili. OKi e Okitask sono una linea di farmaci antinfiammatori e analgesici, dell'azienda Dompè. Tra i farmaci più conosciuti e utilizzati per il trattamento di dolori di varia natura, i prodotti OKi sono adatti per gli adulti e per gli adolescenti sopra i 15 anni, e per i bambini dopo i 6 anni esclusivamente dietro indicazione medica.
Oki con ricetta 80 mg oppure task 40 mg senza ricetta?
Principi Attivi e Formati Disponibili
In commercio è presente per via orale il medicinale OKi in diverse formulazioni: quelle più conosciute per via orale sono le bustine o le bustine orosolubili e le compresse nella versione task (OKitask). La differenza principale è la modalità di dispensazione al pubblico o fornitura: mentre OKi bustine è un farmaco etico soggetto a prescrizione medica (ricetta), la versione task è di libera vendita essendo un prodotto OTC (medicinale da banco non soggetto a prescrizione medica). La differenza è dovuta alle caratteristiche del principio attivo e al suo dosaggio, aspetti che richiedono delle precauzioni nella dispensazione al pubblico oltre che nella posologia.
OKi bustine contiene il principio attivo ketoprofene sale di lisina (ketoprofene in forma salificata), un FANS utile nel trattamento sintomatico di stati infiammatori come artrite reumatoide, artrosi, reumatismi, infiammazione post-traumatica e affezioni dolorose alle vie urinarie, respiratorie, alle orecchie e in ambito odontoiatrico. Infatti, in OKi bustine il dosaggio è 80mg per adulti, mentre le bustine orosolubili e le compresse contengono 40mg di ketoprofene sale di lisina.
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Le indicazioni di OKitask sono diverse: mal di testa, mal di denti, mal di gola, nevralgie, dolori mestruali, muscolari ed osteoarticolari.
Il principio attivo di OKi e Okitask è il ketoprofene, molecola derivata dall'acido arilproprionico, e appartiene ai farmaci antinfiammatori non steroidei: il suo scopo è di bloccare la produzione delle molecole responsabili di dolore, febbre e infiammazioni. Oki e Okitask possono essere assunti anche per alleviare i sintomi del mal di gola di lieve e media entità. In questo caso, è possibile effettuare dei gargarismi (o collutorio o bustine) per donare sollievo alla zona interessata esercitando un'azione antinfiammatoria.
OKitask: Cosa Serve e Come Si Prende
Okitask, in formato granulato, è adatto per trattare dolori di diversa origine ed in particolare come mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori mestruali.
Okitask bustine è un farmaco senza obbligo di prescrizione medica e si può assumere senz'acqua facendolo sciogliere in bocca. Come altri antinfiammatori, però, è bene ricordare che può risultare gastrolesivo. Vi consigliamo dunque di assumerlo sempre nella dose minima necessaria e soprattutto a stomaco pieno. Se l'uso diviene prolungato, si può valutare l'associazione con un protettore gastrico come il Maalox Reflusso.
Adulti e ragazzi sopra i 15 anni: 1 bustina, in dose singola, o ripetuta 2-3 volte al giorno, nelle forme dolorose di maggiore intensità. Il contenuto della bustina può essere posto direttamente sulla lingua; si dissolve con la saliva: questo ne consente l’impiego senza acqua; è preferibile assumere il prodotto a stomaco pieno; non superare le dosi consigliate: in particolare i pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopraindicati; la durata della terapia dovrà essere limitata al superamento dell’episodio doloroso.
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Ogni bustina contiene: Principio attivo: ketoprofene sale di lisina 40 mg (corrispondente a 25 mg di ketoprofene). Povidone, silice colloidale, idrossipropilmetilcellulosa, eudragit EPO, sodio dodecil solfato, acido stearico, magnesio stearato, aspartame, mannitolo, xilitolo, talco, aroma lime, aroma limone, aroma frescofort.
Controindicazioni e Avvertenze
Il farmaco non va somministrato nei seguenti casi:
- Pazienti con una storia di reazioni di ipersensibilità come broncospasmo, attacchi d’asma, rinite acuta, orticaria, eruzioni cutanee o altre reazioni di tipo allergico a ketoprofene, o a sostanze con analogo meccanismo d’azione (per esempio acido acetilsalicilico o altri FANS).
- Pazienti con ipersensibilità ad uno qualsiasi degli eccipienti.
- Terzo trimestre di gravidanza, gravidanza accertata o presunta, durante l’allattamento e nei bambini al di sotto dei 15 anni.
- Severa insufficienza cardiaca.
- Pazienti con ulcera gastrica o duodenale, gastrite e dispepsia cronica.
- Soggetti con leucopenia o piastrinopenia, con emorragie in atto o diatesi emorragica, in corso di trattamento con anticoagulanti.
- Pazienti con grave insufficienza renale o epatica.
- Pazienti sottoposti ad importanti interventi chirurgici.
- Ulcera peptica/emorragia attiva o storia di ulcera peptica ricorrente/emorragia.
- Precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione relativa a precedenti trattamenti con FANS.
È sconsigliata, inoltre, la somministrazione contemporanea ad altri farmaci antinfiammatori e ad acido acetilsalicilico.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina.
L’uso concomitante di OKITASK 40 mg granulato con altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2, deve essere evitato.
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Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose più bassa possibile.
Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, specialmente se anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale (soprattutto sanguinamento gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. I pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali.
Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono OKITASK 40 mg granulato il trattamento deve essere sospeso.
Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS. OKITASK 40 mg granulato deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.
Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. OKITASK 40 mg granulato contiene aspartame come dolcificante: tale sostanza è controindicata in soggetti affetti da fenilchetonuria. OKITASK 40 mg granulato non influisce su diete ipocaloriche o controllate e può essere somministrato anche a pazienti diabetici.
Precauzioni Speciali
I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poichè tali condizioni possono essere esacerbate.
All’inizio del trattamento, la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata nei pazienti con insufficienza cardiaca, cirrosi e nefrosi, nei pazienti che ricevono una terapia diuretica, in pazienti con compromissione renale cronica, in particolare se i pazienti sono anziani. In questi pazienti, la somministrazione di ketoprofene può provocare una diminuzione del flusso ematico renale causata dall’inibizione delle prostaglandine e portare ad uno scompenso renale.
Cautela è richiesta prima di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poichè in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema.
Come per gli altri FANS, in presenza di una infezione, bisogna tenere in considerazione che le proprietà antiinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche del ketoprofene possono mascherare i sintomi comuni della progressione dell’infezione come per esempio la febbre.
In pazienti con valori della funzione epatica anormali o con storia di malattia epatica, i livelli di transaminasi devono essere valutati periodicamente, specialmente durante la terapia a lungo termine. Con l’uso di ketoprofene, sono stati riferiti rari casi di ittero ed epatite.
L’uso dei FANS può ridurre la fertilità femminile ed è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza così come l’uso di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e delle cicloossigenasi.
I pazienti che presentano asma associata a rinite cronica e allergica, sinusite cronica e/o poliposi nasale sono maggiormente esposti al rischio di allergie all’acido acetilsalicilico e/o ai FANS rispetto al resto della popolazione.
Come per altri FANS, pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ketoprofene soltanto dopo attenta valutazione.
In caso di disturbi della vista, come visione offuscata, è necessario interrompere il trattamento. Dopo alcuni giorni di trattamento senza risultati apprezzabili consultare il medico.
Somministrare con cautela nei pazienti con manifestazioni allergiche o allergia pregressa. Pazienti con malattia gastrointestinale in atto o pregressa dovrebbero essere attentamente sorvegliati per la comparsa di disturbi digestivi, specialmente sanguinamento gastrointestinale.
Quando il prodotto è somministrato in pazienti con porfiria epatica è richiesta attenzione poiché il farmaco potrebbe scatenare un attacco.
Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che ketoprofene può essere associato a un elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi.
I pazienti anziani sono più predisposti alla riduzione della funzionalità renale, cardiovascolare od epatica.
L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Pertanto il ketoprofene non deve essere somministrato durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, se non strettamente necessario. Se il ketoprofene è usato da una donna in fase di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, il dosaggio deve essere mantenuto il più basso possibile per la durata di trattamento più breve possibile.
Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: tossicità cardiopolmonare e disfunzione renale; la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento e inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio. Di conseguenza, il ketoprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.
Non vi sono informazioni disponibili sull’escrezione di ketoprofene nel latte materno. Il ketoprofene è controindicato durante l’allattamento.
Apparato Gastrointestinale: gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani. La frequenza e l’entità di tali effetti risultano sensibilmente ridotte assumendo il farmaco a stomaco pieno.
In casi eccezionali, le manifestazioni di ipersensibilità possono assumere il carattere di reazioni sistemiche severe (edema della laringe, edema della glottide, dispnea, palpitazione) sino allo shock anafilattico. In questi casi si rende necessaria un’assistenza medica immediata.
Le seguenti reazioni avverse sono state osservate con l’uso di ketoprofene negli adulti:
- Raro: anemia emorragica
- Non nota: trombocitopenia, agranulocitosi, ipoplasia insufficienza modollare
- Non nota: reazioni anafilattiche (compreso shock), ipersensibilità
- Non nota: alterazioni dell’umore
- Non comune: mal di testa, vertigini, sonnolenza
- Raro: parestesie
- Non nota: convulsioni, disgeusia
- Raro: visione offuscata
- Raro: tinnito
- Non nota: insufficienza cardiaca
- Non nota: ipertensione, vasodilatazione
- Raro: asma
- Non nota: broncospasmo, rinite, dispnea, edema della laringe, edema della glottide.
"Servirebbe la ricetta": Un Approccio Alternativo in Farmacia
Il cliente entra in farmacia e chiede una scatola di Oki. La scena è una di quelle che si vedono ogni giorno, in molte farmacie italiane:
Personalmente, ci ho sempre visto qualcosa di molto brutto, quasi degradante in questa frase così apparentemente innocua,
Lo stesso problema della ricetta è, a mio parere, un problema sopravvalutato. Prendiamo tre casi paradigmatici, in cui il cliente entra in farmacia e domanda, rispettivamente, una scatola di Triatec per la pressione, una scatola di Augmentin per il mal di gola e una scatola di Oki per il mal di testa. Nel primo caso, è chiaro che si possono agevolmente individuare i presupposti del DM 31/03/08, che autorizza la dispensazione senza ricetta in caso di urgenza a pazienti in terapia cronica.
Diverso il discorso per un farmaco da usare in acuto come l’Augmentin: ma come sa bene ogni farmacista, la maggior parte delle faringiti ha natura virale ed è autolimitante, quindi l’antibiotico è inutile se non addirittura controindicato. Meglio un antinfiammatorio e, in caso di persistenza dei sintomi, una visita dal medico. Riuscire a spiegare questo al cliente, invece di concentrarsi sul problema ricetta-non ricetta, significa fare meglio il proprio lavoro.
E veniamo all’Oki: se questo viene utilizzato in terapia cronica, ad esempio per un’artrite- e il cliente lo puo’ eventualmente dimostrare- allora ricorrono i presupposti del DM 31/03/08. Se invece questi presupposti non ricorrono, e il cliente semplicemente lo usa come panacea ogni volta che ha un po’ di mal di testa, che problema c’è? Esiste la versione da banco, e si puo’ vendere quella. Vendere un Oki senza prescrizione è doppiamente stupido, perché si viola la legge e si guadagna pure di meno. Senza contare che la versione da banco ha un dosaggio più appropriato per un dolore lieve occasionale, e fa lavorare i reni la metà. Se a questo aggiungiamo, tanto per dire, che fa effetto più rapidamente e si piglia pure senz’acqua, abbiamo abbastanza argomenti per convincere anche il più devoto adepto della setta dell’Oki bustine.
In molte discussioni sui social mi è capitato di leggere di colleghi lamentarsi di screzi avuti con clienti per essersi rifiutati di vendere un medicinale senza ricetta. Esistono chiaramente anche dei casi in cui questi screzi sono inevitabili: se manca la ricetta per una benzodiazepina si puo’ sempre provare a consigliare un’alternativa naturale, ma in molti casi abbiamo a che fare con persone che dalle benzodiazepine hanno sviluppato una dipendenza fisica, e la loro aggressività è anche legata ai sintomi d’astinenza: inutile prendersela a male.
In molti altri casi, però, se si è arrivati allo screzio è (anche) colpa del farmacista: esordire con la frase
Ovviamente la vita non è fatta di assoluti: ci sono molti farmaci che richiedono prescrizione medica quando invece potrebbero tranquillamente essere resi disponibili come farmaci da banco, e a questo discorso, si affiancano le analisi sul farmacista prescrittore.
Differenze tra OKi e OKitask
Rispetto all'OKi in bustine, l'Okitask presenta esattamente la metà di concentrazione del suo principio attivo, il ketaprofene, e dunque non necessita della prescrizione del medico. Il suo principale vantaggio è la rapidità di azione: si assume sciogliendo la bustina direttamente sulla lingua senza l'uso di acqua. L'assorbimento risulta più semplice e meno impegnativo per lo stomaco (è preferibile comunque l'assunzione a stomaco pieno).
Okitask è indicato per alleviare dolori di diversa origine, tra i quali:
- Mal di testa
- Mal di denti
- Nevralgie
- Dolori mestruali
- Dolori muscolari
- Dolori di ossa e articolazioni
Ecco una tabella riassuntiva delle principali differenze tra OKi e OKitask:
| Caratteristica | OKi (Bustine) | OKitask (Compresse/Granulato) |
|---|---|---|
| Principio attivo | Ketoprofene sale di lisina 80mg | Ketoprofene sale di lisina 40mg |
| Prescrizione medica | Necessaria | Non necessaria (OTC) |
| Modalità di assunzione | Sciogliere in acqua e assumere | Sciogliere in bocca senza acqua (granulato) o deglutire con acqua (compresse) |
| Indicazioni | Stati infiammatori (artrite, artrosi, ecc.) | Mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori mestruali |
F.A.Q. - Domande più frequenti su Oki e Okitask
Ecco le risposte alle domande più comuni sull'utilizzo di Oki e Okitask.
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