Quando si parla di piadina romagnola si dovrebbe usare il plurale. Ci sono diverse varianti che appartengono ad altrettante zone della Romagna.
La piadina romagnola è una delle ricette tradizionali più conosciute e apprezzate della nostra regione. È la regina dello street food italiano ed è amata da milioni di persone in tutto il mondo: la piadina romagnola fatta in casa è una ricetta povera dalle origini antichissime, che si presta ad essere farcita con qualsiasi ingrediente suggerisca l'immaginazione.
Anticamente veniva considerata il “pane dei poveri” perché veniva realizzata con pochissimi ingredienti che tutti avevano in casa: farina di grano tenero, strutto, un po’ di sale e un pizzico di bicarbonato. Oggi troviamo molte varianti della piadina, ogni famiglia possiede una ricetta segreta che custodisce gelosamente.
La piadina è un prodotto IGP. Per essere vera piadina romagnola deve essere prodotta in Romagna. Nessuna azienda, fuori dal territorio d’origine, può produrre e commercializzare un prodotto che nel nome abbia riferimenti alla Romagna.
Le Varietà della Piadina Romagnola
Tra le piadine c’è quella lievitata, il tipo chiamato Bertinoro, tipica delle province di Forlì-Cesena e di Ravenna. Bertinoro è un paese in collina, in provincia di Forlì, dove si trova la famosa Ca’ de Be’ - Casa del Vino, una enoteca basata su piadina e Sangiovese e che rappresenta idealmente la casa della Romagna.
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Il modello alla riminese, larga e sottile, è quella della riviera romagnola che trovi da Rimini a Cattolica (e anche oltre, nelle Marche fino a Pesaro). Infine c’è ancora chi porta avanti la tradizione della piadina romagnola sfogliata che, al giorno d’oggi, è tipica soprattutto dell’area Romagna-Marchigiana.
Tra le versioni che storicamente sono associate alla famiglia delle piadine c’è anche la piê fritta (piadina fritta o crescentina nel bolognese), impasto e forma classici della piadina ma cotte nell’olio bollente. Sempre della stessa famiglia fa parte anche il crescione o cassone.
Nella zona di Imola lo trovi anche come calzone. In origine si riempiva solo con le erbe e un po’ di ricotta.
Esistono due versioni: quella caratteristica del riminese, che è forse la più conosciuta, è una piadina più elastica che si può ripiegare più facilmente su se stessa per contenere la farcitura.
Storia e Origini della Piadina Romagnola
Con i suoi quasi cinque secoli di storia, la piadina ha molto da raccontare. Della storia dell’uomo in generale e di un territorio specifico, la Romagna. Come tutti i pani azzimi, ha origini antichissime e comuni a molte culture.
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Ma in assenza di fonti, gli storici considerano poco probabile la relazione tra la piadina romagnola e le versioni più antiche, la bizantina o la mensa romana (una focaccia di cereali utilizzata come piatto). Di certo, la piada è una focaccia conosciuta in Romagna sin dal Medioevo.
La prima citazione documentata di un cibo chiamato “piada” risale al XIV secolo (Descriptio Romandiole, 1371, statistiche-censimento fatta redigere a fini fiscali da Papa Urbano V). E comunque si trattava di focacce molto grandi, lievitate e probabilmente condite con lardo, più simili a quelle che oggi conosciamo come “spianate”.
Nel corso del tempo, e per buona parte del Novecento, la parola piada comprende un ampio ventaglio di focacce e schiacciate di tanti tipi diversi: lievitate e azzime, condite o scondite, cotte in modi diversi (anche sulla graticola o sotto la cenere). E, soprattutto, si trattava di un pane fatto con farine povere di cereali inferiori, tritello, castagne, fave, fagioli, cicerchie.
In caso di carestia si usavano anche ghiande, crusca e perfino segatura. Era un cibo povero e, diciamolo pure, persino disgustoso. Artusi non inserisce questa ricetta nel suo L’arte di mangiar bene del 1891 e neppure nelle edizioni successive.
Nel 1572 il medico naturalista riminese Costanzo Felici, in un catalogo ragionato sulle piante commestibili, scrivendo del grano e dei vari tipi di pane, fa riferimento a un tipo di piadina, che poi diventerà la nostra, e menziona anche la piada sfogliata, quella che a Pesaro e Urbino chiamano crescia.
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Nel 1622 Giacomo Antonio Pedroni, sacerdote di Sant’Arcangelo divenuto canonico nella cattedrale di Rimini, in riferimento alla carestia e del rincaro dei prezzi delle derrate alimentari, annotava che molte persone potevano nutrirsi solo di piadine preparate con sarmenti (tralci di vite) e fave.
Due secoli dopo, nel testo del 1818 del forlivese Placucci su usi e costumi dei contadini di Romagna, non si parla ancora della piadina. Nel corso dell’Ottocento la massiccia diffusione del mais rilancia la piadina fatta con il “formentone” (farina di mais) mescolata con altro (ghiande, ad esempio).
Nell’“Inchiesta Agraria e sulle condizioni della classe agricola” condotta tra il 1876-1881 in tutta Italia, da poco diventata nazione unitaria, si parla di due piadine. Nella monografia relativa alla zona di Cesena, Federico Masi nel 1879 dopo uno sbrigativo accenno alla versione contadina, parla della versione più ricca che compare solo sulla tavola delle feste della gente ricca.
La piadina e la pellagra andranno a braccetto ancora per molto tempo. La diffusione della piadina è storia recente e, pensa, successiva alla metà degli anni Cinquanta quando il boom economico, dopo la fine della guerra, trasforma un cibo poverissimo e, diciamolo, spesso disgustoso, nella piadina di farina di grano, profumata e irresistibile che conosciamo tutti.
Da quel momento la piada diventa piadina, che è un diminutivo. Invece il piadone, un superlativo, resta a indicare una piada fatta con ingredienti scadenti e, pian piano, viene - dimenticato. Per fortuna, segno che la miseria era finita.
Come Accompagnare la Piadina Romagnola
Come se fosse pane. Servi la piadina tagliata a spicchi e porta in tavola nel cestino del pane. Questa piadina è perfetta per accompagnare carne, pesce e verdure alla griglia.
Uno degli abbinamenti più tipici, e apprezzati, è la piadina con salsiccia e cipolla caramellata. La piadina alta si sposa bene con un altro piatto della tradizione romagnola: l’insalata autunnale di radicchio e bruciatini. E, in generale, secondo me, sta bene con insalate rustiche come tonno, fagioli e cipolla. Ma anche con una caprese profumata. Sui bordi spolvera il sale.
Una buona piadina romagnola, realizzata a casa con le vostre mani, può diventare il pasto perfetto da consumare per un pranzo veloce o per uno spuntino a metà pomeriggio, da condividere con la vostra famiglia o da gustare da soli in un momento di pace e tranquillità.
Una volta cotta, farcite la vostra piadina con rucola, grana e con il Prosciutto Parma Dop Don Romeo Levoni, così che anche un pranzo veloce diventerà un momento speciale in cui gustare qualcosa di unico, preparato con passione secondo l'antica tradizione italiana.
Le ricette da preparare con la piadina romagnola sono moltissime, vi basterà un po' di fantasia e potrete adattarla a tutti i tipi di salumi: che ne pensate per esempio di utilizzare delle fettine di Prosciutto Cotto Corona Levoni, da accompagnare con del formaggio brie e delle noci?
Per quanto riguarda il ripieno, invece, assicuratevi di far tagliare al vostro salumiere di fiducia il prosciutto Parma Dop Don Romeo Levoni a fette sottili, in modo che durante la degustazione si stacchi senza difficoltà ad ogni morso.
La piadina fa parte delle tradizioni territoriali della Romagna. In Romagna viene chiamata anche piada, e in origine veniva cucinata sopra un disco di terracotta chiamato teggia, che si è poi trasformato ad oggi in una piastra di metallo.
La mia ricetta è facile, veloce e rispetta la tradizione, dopo aver provato vari impasti ho trovato un equilibrio perfetto. Se realizzate l’impasto con l’acqua rimarrà più croccante, se la impastate con il latte sarà più morbida e dolciastra. Un amico ristoratore mi ha suggerito di inserire un cucchiaino di miele nell’impasto per renderla più ambrata e da allora lo faccio sempre.
Se volete potete sostituire lo strutto con l’olio extra vergine di oliva ma il sapore sarà completamente diverso.
Perfetta come piatto unico per un pranzo informale, la piadina romagnola fatta in casa può essere utilizzata anche per creare sfiziosi stuzzichini da servire come antipasto, come i rotolini con salmone, avocado e crema allo yogurt.
Ricetta della Piadina Romagnola con Lievito
Ecco una ricetta semplice per preparare la piadina romagnola con lievito, con tutti i passaggi spiegati passo dopo passo:
Ingredienti:
- 500 g di farina 00
- 10 g di lievito di birra fresco (o 4 g di lievito secco)
- 100 g di strutto (o 80 ml di olio extra vergine di oliva)
- 250 ml di acqua tiepida
- 10 g di sale
- 1 cucchiaino di miele (facoltativo)
Se usate il lievito madre mettetelo in una ciotola col latte o l'acqua e il miele o lo zucchero e frullatela col minipimer o scioglietela molto bene con una forchetta. Se usate il lievito setacciatelo semplicemente in mezzo alla farina.
Preparazione:
- Iniziate ad impastare a mano aggiungendo un po' alla volta l'acqua tiepida.
- Trasferite poi su un piano e lavorate ancora sino a che non risulterà liscio ed omogeneo.
- A questo punto utilizzando il tarocco dividete l'impasto in 6 pezzi uguali.
- Copritele nuovamente e lasciatele riposare ancora un paio di minuti.
- A questo punto mettete a scaldare una padella, intanto prendete la prima pallina e schiacciatela con le mani su un piano infarinato.
- Poi stendetela con il mattarello mantenendo una forma tonda.
- Cuocetela anche sull'altro lato per un paio di minuti fino a che non sarà ben dorata.
Impastate tutto fino ad avere una palla liscia, copritela con pellicola e mettetela in frigo per 3-4 ore. Formate delle palline da circa 150 gr, lasciatele riposare ancora mezz'oretta poi stendetele col mattarello. Mettetele una alla volta su una piastra o una padella già rovente, cuocete 2-3 minuti per parte facendo attenzione che non si brucino (basta un secondo!).
Non fatele tutte assieme poi mangiatele, fatele una alla volta la piada deve essere caldissima e appena fatta!
Consigli aggiuntivi:
- Bicarbonato o lievito? La consistenza della piadina romagnola è un elemento chiave per un risultato gustoso. Quando si utilizza il bicarbonato, noterai che la piadina risulterà più leggera e soffice. D'altra parte, l'utilizzo del lievito richiede un processo di lievitazione più lungo.
- Conservazione dell'impasto: L'impasto della piadina può essere conservato in frigorifero per un massimo di 2-3 giorni. Per conservare l'impasto, avvolgilo strettamente in pellicola trasparente o mettilo in un contenitore ermetico. Se desideri conservare l'impasto per un periodo più lungo, puoi congelarlo. L'impasto della piadina congelato può durare fino a 2-3 mesi.
- Conservazione delle piadine cotte: Se desideri conservarle per un breve periodo, puoi metterle in frigorifero. Assicurati di consumarle entro 2-3 giorni per garantire la massima freschezza.
Seguite questa Ricetta Piadina con tutti i consigli illustrati con foto passo passo e vedrete come fare la piadina fatta in casa non è solo facile e veloce!! ma anche buonissima come quella comprata! Come ogni ricetta tradizionale esistono diverse versioni a seconda della regione in cui viene realizzata! Si tratta di una preparazione molto semplice, basta 1 ciotola dove si mescolano tutti gli ingredienti pochi secondi.
Poi si impasta, si ricavano i panetti, infine si stendono in dischi e le piadine si cuociono una ad una! In questo caso ho realizzato la piadina originale con lo strutto, un grasso molto economico ricavato dal maiale. Ma non preoccupatevi, se non lo avete in casa, ho sperimentato con gran successo anche la variante di Piadina senza strutto con olio extravergine! il risultato credetemi è una Piadina perfetta!
Proprio come le Tigelle e Bagel è ottima da farcire con qualunque condimento a piacere! dal classico squacquerone a prosciutto crudo a patè di olive, verdure grigliate per realizzare golosi piatti unici come le Crespelle di piadina o Torta salata di piadina; la piadina romagnola è perfetta anche per realizzare gustosi antipasti come rotolini, girelle, Cannoli di piadina sfiziosi finger food oppure ancora da gustare a merenda semplicemente con una spalmata di nutella o marmellata! i bambini l’adorano!
Prima di tutto inserire in una ciotola la farina, mescolare con lievito setacciato e sale. Aggiungere al centro l’acqua e lo strutto morbido oppure l’olio. Riprendete quindi il panetto. Cuocete quindi in una padella antiaderente oppure una piastra liscia oppure un testo o pietra refrattaria ben calda. Servite calde farcite a piacere con quello che preferite!
Una volta cotte e fredde, potete sigillare le piadine in una pellicola per alimenti, lasciare a temperatura ambiente e conservare in luogo fresco e asciutto per 2 giorni. Potete anche conservarle in frigo!
La tradizionale piadina romagnola è un classico della cucina regionale, un piatto semplice, che puoi gustare come spuntino o piatto unico per un pic nic o un pranzo veloce. Se non vuoi aspettare le vacanze estive in Riviera per gustarla, puoi prepararla facilmente anche a casa, abbinandola, in versione salata, con affettati, formaggi morbidi o stagionati, verdure fresche o grigliate, ma anche arricchendola con alcuni condimenti sfiziosi come la crema al prosciutto, la salsa di avocado e yogurt, un pesto di zucchine o di capperi.
Con lo stesso impasto puoi preparare anche la piadina sfogliata. Copri le chiocciole con della pellicola e lasciale riposare per altri 30 minuti, poi stendile di nuovo col matterello, formando un cerchio di 25-30 cm di diametro. Una a una, poggia ogni piadina nella padella e cuocila 2-3 minuti per lato.
L’importante è che la pieghi quando è calda o almeno tiepida perché resta più morbida.
PIADINA ROMAGNOLA FATTA IN CASA: la RICETTA ORIGINALE e i trucchi per un risultato perfetto! 😍
Tabella riassuntiva degli ingredienti e delle varianti:
| Ingrediente | Quantità | Note/Varianti |
|---|---|---|
| Farina 00 | 500 g | |
| Lievito di birra fresco | 10 g | O 4 g di lievito secco |
| Strutto | 100 g | O 80 ml di olio extra vergine di oliva |
| Acqua tiepida | 250 ml | |
| Sale | 10 g | |
| Miele | 1 cucchiaino | Facoltativo |