La cucina italiana è rinomata in tutto il mondo per la sua semplicità, i suoi sapori autentici e la capacità di trasformare ingredienti freschi e genuini in piatti deliziosi. In questo articolo, esploreremo alcune ricette semplici ma ricche di gusto, perfette per ogni occasione.

Pasta Biscotto o Impasto per Cookies Senza Uova

Pasta Biscotto

La pasta biscotto o impasto per i cookies senza uova è semplicissimo da realizzare e potrete anche mangiarlo senza infornarlo. Negli Stati Uniti si chiama Edible Cookie Dough e può essere arricchito con gocce di cioccolato, come i classici cookies, ma anche con cannella, aroma alla vaniglia, zenzero e altri ingredienti a piacere.

Per preparare l’impasto dei cookie senza uova da mangiare crudo, è necessario scaldare la farina a microonde per 60 secondi in modo da renderla digeribile.

Riso Arrosto alla Genovese: Un Piatto Tradizionale

Riso Arrosto alla Genovese

Il riso arrosto è un piatto tradizionale della cucina genovese, ricorda l’”arroz seco” del sud della Spagna. La preparazione è semplice, gli ingredienti sono pochi, dai sapori ben distinti e tuttavia complementari.

Il riso esce dal forno nascosto sotto una crosta dorata e croccante. È un piatto che si porta in tavola appena uscito dal forno, ancora croccante e fragrante.

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Qualche ricetta di riso arrosto alla genovese suggerisce di aggiungere del concentrato di pomodoro per “colorare” il riso e conferire una nota acida. Ad onor del vero la ricetta di Serafino, un tempo il miglior macellaio di Genova, prevede anche l’aggiunta di animelle (una parte delle interiora dei bovini). Sicuramente arricchiscono il piatto, ma sono anche difficili da trovare in commercio - è necessario ordinarle al macellaio per tempo - e non a tutti piacciono. Serafino, non me ne vorrai, ma io le animelle le ho lasciate da parte.

Tagliate finemente la cipolla e fatela a rosolare con l’olio in un’ampia casseruola per 5 minuti. Aggiungete quindi la salsiccia privata del budello e sminuzzata. Mettete nella padella i piselli, i carciofi scolati e i funghi secchi ammollati e tritati.

Togliete il condimento dal fuoco, unitevi il riso e 3 cucchiai di parmigiano reggiano e mescolate il tutto. Ungete d’olio una pirofila da forno, versatevi il riso, livellatelo e bagnate con 1 mestolo di brodo di carne.

C’è un’altra ricetta famosa della cucina ligure che utilizza come ingrediente principale il riso: la torta di riso. Si consuma tiepida ma anche a temperatura ambiente.

Spritz: Un Modo di Bere Italiano

Spritz

Prepara l'Aperol Spritz in 5 minuti con questi ingredienti essenziali

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Anche lo Spritz è un modo di bere, ma non ha per le popolazioni che lo consumano la stessa valenza che hanno i modi di bere rum ai Caraibi. L’eventuale punto di contatto con lo Spritz è legato all’aspetto puramente gustativo: l’abitudine di allungare un vino molto forte con acqua, potrebbe ricordare l’abitudine di conciare dei pessimi rum con lime e zucchero o spezie per migliorarne il sapore o renderlo più bevibile.

Anche lo Spritz, sotto questo punto di vista, è quindi un modo di bere. Pensa che sotto alcuni video che ho fatto su vari canali social, più di una persona (non bartender) mi ha scritto che lo Spritz non è un cocktail. Al di là della correttezza o meno di questa affermazione (oggi secondo me non è sbagliato considerarlo a tutti gli effetti un drink/cocktail), questi commenti ci fanno capire come lo Spritz venga percepito per esempio in Veneto o in Friuli.

Inoltre, l’abitudine di bere vino allungato con acqua è molto diffusa: nel Bolognese la miscela di acqua e vino è chiamata Sguazzone, in Ungheria è chiamata Fröccs e sono sicuro che, anche se non ha un nome specifico, avrai visto i tuoi nonni o qualche anziano, allungare il vino con acqua.

In Italia, le regioni in cui lo Spritz è ancora diffuso e percepito come modo di bere, sono il Veneto e il Friuli, nelle altre regioni è invece percepito come un cocktail a tutti gli effetti e viene servito come tale. In Veneto o Friuli è servito in mille modi e bicchieri diversi. Se sei abituato a berti uno Spritz a Milano, Roma o Bologna potresti addirittura rimanere deluso.

Ricetta dello Spritz

  • Amaro, Bitter o Aperitivo
  • Vino spumante non dolce
  • Soda o acqua frizzante

Cosa ti serve per fare lo Spritz

  • Bicchiere da 270-350 ml
  • Jigger
  • Bar spoon
  • Tagliere e coltello
  • Paletta per il ghiaccio

Come fare lo Spritz

Fare lo Spritz è molto semplice, dal momento che va preparato con tecnica build. Prendi il bicchiere di servizio, raffreddalo e scola l’acqua in eccesso. Solitamente si utilizza arancia.

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Quale vino per lo Spritz?

Nel video e nell’articolo ho indicato vino frizzante (spumante) non dolce. Ho scritto così perché è sempre più in uso preparare lo Spritz utilizzando anche dei vini regionali diversi dal Prosecco. Per esempio, qua a Bologna ho visto preparare lo Spritz con il Pignoletto.

Se concordi con me sul fatto che lo Spritz possa essere definito un modo di bere, sarai sicuramente d’accordo sul fatto che possa essere preparato anche con vini diversi dal Prosecco, per creare una versione regionale. L’importante è utilizzare un vino spumante che non sia dolce.

Se invece vuoi preparare uno Spritz nella sua versione più diffusa utilizza Prosecco DOC. Dry, Extra Dry, Brut, Extra brut, quale usare? Sulla scelta del residuo zuccherino non dobbiamo ragionare come dei sommelier perché il prodotto non viene bevuto liscio. Dobbiamo affidarci al nostro gusto, per valutare come il prodotto si sposa con gli altri due ingredienti, in particolare con il bitter. Ciò che conta è il risultato finale.

Quale bitter usare per lo Spritz

Sul bitter c’è l’imbarazzo della scelta. Ad oggi, sicuramente, lo Spritz più bevuto è l’Aperol Spritz, che prende il nome dall’omonimo aperitivo di casa Campari. Con questo ingrediente si otterrà uno Spritz poco amaro e dal vivace color arancione.

Un altro prodotto molto utilizzato è il Select, bitter aperitivo veneziano, oggi distribuito dal gruppo Montenegro. Con Select si ottiene uno Spritz leggermente più amaro rispetto a quello fatto con Aperol. Se invece si volesse uno Spritz più amaro si potrebbe optare per un Campari Spritz. Personalmente lo Spritz così amaro a me non piace, ma è una questione di gusti.

Tuttavia non ci si deve limitare a questi 3 bitter, nonostante siano i più famosi e utilizzati. L’Italia è la patria di questi prodotti, ne esistono tantissimi anche di micro-produttori o produttori regionali. Nessuno vi vieta di fare uno Spritz con Cynar, Fusetti, Aperitivo del professore, gli Amari di Mazzetti o con gli amari di Vecchio Magazzino Doganale. Insomma, provaci con l’amaro che più ti piace!

Le dosi dello Spritz

Sulle dosi dello Spritz bisogna aprire un capitolo a parte. Senza girarci troppo intorno, le dosi corrette dello Spritz non esistono. Trattandosi infatti di un modo di bere, questo viene consumato, richiesto e preparato in tantissimi modi diversi, tutti corretti!

L’I.B.A, l’International Bartenders Association, consiglia di preparare lo Spritz utilizzando 60 ml di Aperol, 90 ml di Prosecco e uno splash di soda. È una ricetta che sicuramente funziona, ma io preferisco un altro bilanciamento di partenza.

Un buon punto di partenza per bilanciare lo Spritz potrebbe essere il seguente: 50 ml Bitter, 90 ml Prosecco, 30 ml Soda, il tutto servito in un tumbler alto da 300-350 ml colmo di ghiaccio.

Se ci fai caso, il rapporto tra prodotto alcolico di base e parte effervescente (prosecco e soda) è lo stesso che si utilizza generalmente per i long drink sodati.

Ricorda però una cosa: le ricette, anche quelle codificate dall’I.B.A., non sono legge, ma dei punti di partenza. I cocktail, come i piatti di cucina, vanno bilanciati in base agli ingredienti disponibili e possibilmente alle richieste del cliente o alla sensibilità del bartender che li prepara.

A che cosa serve la soda nello Spritz?

Dal punto di vista culturale potremmo ipotizzare che la soda ci sia perché parte della tradizione. Dal punto di vista tecnico invece va ad abbassare leggermente il tenore alcolico e a diluire il sapore degli altri due ingredienti.

Alcuni bartender sostengono che sia fondamentalmente inutile e non posso dargli tutti i torti. Infatti lo Spritz ha comunque un tenore alcolico medio-basso, che viene ulteriormente abbassato dalla diluizione del ghiaccio.

Personalmente l’ho sempre messa e la continuerò a mettere, però anche ometterla non è un particolare errore.

Il bicchiere dello Spritz

Oggi, in molti locali, lo Spritz viene servito in un calice da vino, complice probabilmente la pubblicità dell’Aperol Spritz. Farlo in un calice, in tumbler alto o basso è la medesima cosa, non cambia nulla dal punto di vista tecnico.

Servi quindi lo Spritz nel bicchiere che preferisci, l’importante è ricordarsi di adattare la ricetta alle dimensioni del bicchiere.

Tiramisù: Un Classico Irresistibile

Tiramisù

Oltre alla ricetta classica, colonna portante della cucina italiana, potete creare versioni diverse e deliziose, come ad esempio quella con le fragole. Per chi infatti non preferisse il gusto del caffè, è possibile discostarsi dalla versione più classica e confezionare un dolce estivo in questo modo.

Un altro goloso modo di rivisitare questa ricetta è quello di aggiungere alla crema delle scaglie di cioccolato, oppure creare da subito una crema al cioccolato fondente, per un tocco ancora più deciso. Una volta imparato come si prepara il tiramisù, potete anche servirlo in piccole porzioni da due oppure in stampi rotondi o rettangolari per poi ricavarne varie fette, a vostro piacimento.

Suggerimenti

Ci sono pochi e semplici accorgimenti che vi garantiranno un risultato strepitoso e buonissimo. È preferibile fare il caffè con la moka, poiché quello solubile ha un gusto meno deciso. Se vi state chiedendo che liquore usare nel tiramisù, per conferire alla crema all’uovo e mascarpone un gusto più sfizioso, vi suggeriamo di aggiungere un po’ di liquore Marsala o, nel caso del tiramisù alle fragole, un goccio di limoncello nello sciroppo.

La prima ipotesi è che sia nato a Siena intorno al XVII secolo, chiamato all'epoca “zuppa del duca”. Un’altra versione, invece, è quella che narra che ebbe origine in Piemonte da un pasticcere torinese.

Panzanella: Freschezza Estiva

Panzanella

La panzanella è una preparazione dal nome simpatico e brioso almeno tanto quanto è fresca e gradevole la sua ricetta: una zuppa fredda di pane e ortaggi, saporita e colorata, e molto versatile, tanto che si può preparare addirittura in versione dolce.

L'origine della panzanella

Tradizionale della Toscana, ma diffusa anche in Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, la panzanella ha origini contadine e nasce dalla pratica di riciclare il pane avanzato che, diventato secco, veniva bagnato con l'aceto e poi condito con le verdure dell'orto come pomodori, cetrioli e cipolle.

Sul nome del piatto ci sono diverse teorie: secondo alcuni deriva dal fatto che gli uomini al lavoro nei campi mangiavano questo pan bagnato seduti vicino ai fossi di scolo delle acque piovane, le zanelle: da qui, dal pane mangiato sulle zanelle, le panzanelle. Secondo un'altra ipotesi è la sintesi di pane e zanella, ovvero un contenitore concavo come una zuppiera o una scodella.

Gli ingredienti e la ricetta della panzanella

Oggi, questo piatto semplice e sfizioso è sulle tavole di tutta Italia, specialmente d'estate poiché è una preparazione fredda che non ha bisogno di cottura.

Spaghetti alla Carbonara: Un Classico Romano

Spaghetti alla Carbonara

Gli spaghetti alla carbonara sono un primo piatto tipico romano che trova le sue radici territoriali nella pasta “cacio e ova” laziale, preparata sia dai pastori sia dai boscaioli che andavano in montagna a fare carbone di legna: i “carbonari” (da qui il nome del piatto), portavano con sé nei tascapane questa pasta, da consumare anche fredda, mentre sorvegliavano le carbonaie.

Storia della ricetta alla carbonara come la conosciamo oggi

La ricetta della carbonara, però, ha una storia particolare: su questa pasta si sono incrociati avvenimenti che l’hanno portata fuori dalla sua zona di origine. Si racconta, per esempio, che sia merito dei soldati americani l’aggiunta del bacon alla formula originaria. La carbonara, infatti, divenne famosa prima in America che in Italia.

Tornando, in seguito, a ingredienti del territorio, il bacon ha lasciato il posto a un più tipico guanciale, e la carbonara si è spogliata di tutte le aggiunte che negli anni hanno modificato la sua ricetta base, come per esempio la panna, che aveva lo scopo di rendere più cremosa la salsa a base di uova, o la cipolla unita al soffritto. Non si dovrebbe utilizzare neanche la pancetta affumicata, “versione” italiana del bacon, anche se molti la preferiscono al più rustico guanciale.

Spaghetti alla carbonara: la ricetta originale romana

Anche sui vari numeri de La Cucina Italiana, la ricetta della carbonara è cambiata più volte dal 1954 a oggi, ma la vera ricetta del piatto comprende, alla fine, solo 5 ingredienti: pasta, pecorino, uova, guanciale e pepe.

Tabella Comparativa Bitter per Spritz

Bitter Amaro Colore Note
Aperol Poco Amaro Arancione Vivace Il più popolare, dal sapore dolce e agrumato.
Select Leggermente più Amaro Rosso Rubino Aperitivo veneziano con note erbacee e speziate.
Campari Amaro Rosso Intenso Sapore deciso e amaro con sentori di erbe e agrumi.

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