Le intossicazioni alimentari sono un problema comune e spesso sottovalutato. La maggior parte delle intossicazioni è dovuta al consumo di carne e pesce crudo non freschissimi o conservati male. L'intossicazione alimentare consiste proprio nell'ingestione di cibo contaminato da agenti patogeni: dalla salmonella all'Escherichia coli, compresi tutti quei ceppi virali che possono essere trasmessi dagli alimenti.
Recentemente, il Ministero della Salute ha disposto il ritiro e il richiamo di tutte le confezioni di salame ‘Pic Nic’ da 200 grammi circa di Fumagalli Industria Alimentari S.p.A. a causa della presenza di salmonella. Il lotto oggetto di contaminazione è il numero 229137, con marchio di identificazione dello stabilimento/del produttore CE IT 92L.
Cos'è la Salmonellosi?
Come spiegato dal Ministero della Salute, la salmonellosi è una delle più frequenti patologie di origine alimentare nell’uomo. Gli alimenti di origine avicola, uova e prodotti, in particolare, risultano essere le principali cause di infezione. La salmonellosi colpisce mammiferi, uccelli, rettili e anfibi. Nell’uomo si manifesta perlopiù come enterocolite (infiammazione del tratto digestivo che coinvolge l’enterite dell’intestino tenue e la colite del colon).
Quali sono i Rischi della Salmonella?
La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti. L’estate è il periodo più rischioso per le intossicazioni alimentari. L’intossicazione alimentare è una patologia causata dall’ingestione di alimenti contaminati, mal conservati o preparati senza seguire le basilari norme igieniche. I sintomi più diffusi, comuni a intossicazioni e tossinfezioni, sono: vomito, diarrea, dissenteria e dolori addominali. Specialmente durante l’estate, è fondamentale prestare attenzione ad alimenti che, se mal conservati, possono contenere batteri, tossine o virus.
Sintomi dell’Intossicazione Alimentare
I sintomi dell'intossicazione alimentare possono essere diversi e anche manifestarsi in modo differente, a seconda della causa dello stato di intossicazione e del livello di quest'ultima. I primi sintomi a fare capolino sono normalmente nausea (anche molto forte) e mal di stomaco, associati spesso a dolore addominale crampiforme e a dissenteria (con conseguente pericolo di disidratazione soprattutto per i bambini, per gli anziani e per i soggetti immunodepressi). Al disturbo gastrointestinale, si somma un altro tipo di sintomatologia che interessa anche il livello di energia dell'organismo. Infatti, in caso di intossicazione alimentare, si può avere mal di testa associato a vertigini (emicranie dolorose e anomale) così come sentirsi estremamente spossati.
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A volte, compaiono anche febbre e brividi di freddo o tremori e non è raro che si percepiscano dolori muscolari abbastanza simili a quelli causati dalle diverse forme influenzali. Il tutto associato quasi sempre a inappetenza. Un tale quadro di sintomi può far pensare, quindi, anche a uno stato influenzale comune causato da virus che colpiscono l'apparato gastrointestinale.
Per fortuna, la maggior parte delle intossicazioni alimentari non dura molto a lungo e si risolve spontaneamente e senza l'uso di farmaci. Bensì facendo attenzione alla dieta e avendo un po' di pazienza, soprattutto per quanto riguarda l'impatto dei sintomi correlati allo stato di irritazione di stomaco e intestino.
Cosa Fare e Cosa Mangiare in Caso di Intossicazione
In caso di intossicazione alimentare, o sospetta tale, è necessario rivolgersi al medico curante che deciderà in merito alla necessità di esami di laboratorio specifici. Di norma, l'intossicazione alimentare tende a risolversi da sé in circa 3-4 giorni. La prima cosa da fare è lasciare riposare lo stomaco, quindi non ingerire cibi (né solidi né in forma liquida). Il digiuno, in questi casi agevolato anche dallo stato di inappetenza, è la prima cura per risolvere l'intossicazione alimentare.
Fondamentale è, però, mantenersi sempre idratati bevendo acqua a piccoli sorsi e spesso: la disidratazione, a causa di diarrea o vomito, è infatti dietro l'angolo e può portare a pericolose conseguenze soprattutto i soggetti più deboli come bambini, anziani, donne in stato di gravidanza e soggetti immunodepressi. Piano piano, poi, si potranno reintrodurre alcuni cibi. Preferibilmente alimenti "secchi" e comunque di semplice digestione: fette biscottate, pane tostato, cracker, mela o banana (quest'ultima efficace per contrastare la dissenteria). Bisognerà, invece, aspettare ben più a lungo prima di consumare alimenti grassi come formaggi stagionati, uova o salumi. Lo stesso discorso vale per alcolici e caffè, davvero molto irritanti e intossicanti per stomaco e intestino già provati da un'intossicazione.
Prevenzione delle Intossicazioni Alimentari: 5 Consigli
Vedremo ora dei semplici consigli e rimedi contro l’intossicazione alimentare:
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- Assicurarsi di aver cotto per bene i cibi
- Lavare correttamente gli alimenti, soprattutto frutta e verdura che spesso vengono consumate crude
- Fare attenzione alla conservazione dei cibi per garantire la maggiore sterilità possibile
- Seguire le norme igieniche prima di preparare i pasti, lavando dunque sia le mani che il piano di lavoro con tutti gli utensili da utilizzare
- Separare i cibi crudi da tutti gli altri per prevenirne la contaminazione
Quali Alimenti Sarebbe Meglio Evitare?
I cibi da evitare sia a scopo preventivo, sia in caso di intossicazione alimentare in atto, sono rappresentati da:
- Carne cruda
- Pesce crudo non trattato con abbattitore professionale che porta la temperatura a -20°C per almeno 24 ore
- Uova crude
- Latte e latticini non pastorizzati
- Salumi crudi
Listeriosi: Un Altro Rischio
L’infezione da listeria, anche detta listeriosi, è causata da Listeria monocytogenes. Questo batterio si trova comunemente nel terreno e nell’acqua e può quindi facilmente contaminare ortaggi e verdure. Il batterio Listeria monocytogenes si può rilevare in un’ampia varietà di cibi crudi, come carni non ben cotte e verdure crude, prodotti lattiero-caseari preparati con latte non pastorizzato.
La prevenzione è fondamentale per non correre il rischio di contrarre l’infezione da listeria. L’uomo entra in contatto con il batterio principalmente tramite il consumo di cibi contaminati: per questo motivo, l’infezione è definita di origine alimentare. Gli ‘alimenti pronti’ che quindi possono essere consumati senza bisogno di essere cotti o riscaldati, i prodotti con una lunga durabilità conservati a temperatura di refrigerazione e i cibi crudi sono quelli più a rischio di contaminazione.
Accorgimenti per prevenire la Listeriosi:
- Mantenere il cibo a temperature sicure: al di sotto dei 5°C e sopra i 60°C la crescita dei microrganismi rallenta o si arresta.
- Evitare di consumare latticini a base di latte non pastorizzato, salumi e prodotti a base di carne pronti (es. salsicce, prosciutti, paté e creme spalmabili), prodotti a base di pesce affumicati a freddo.
Botulismo Alimentare
Alla base del botulismo? Il botulismo alimentare si contrae attraverso l’ingestione di alimenti contaminati da tossina botulinica (o botulino), un vero e proprio veleno prodotto dal batterio Clostridium botulinum. Come abbiamo detto, tutti i cibi conservati sottovuoto, che hanno un basso grado di acidità (pH sopra il 4,6) e sono ricchi d’acqua possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino.
Sono invece a basso rischio le conserve di vegetali naturalmente acide o acidificate, oppure preparate sottraendo acqua (aggiunta di zucchero o sale) come la salsa di pomodoro, marmellate e confetture, capperi, acciughe ed olive sotto sale o in salamoia, pomodori secchi. Non sono esenti da rischi alcuni prodotti caseari come il mascarpone, nonché i formaggi a pasta molle, o spalmabili, per il loro alto contenuto di acqua.
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Grazie alla tradizione di preparazione domestica di conserve, tuttavia, il botulismo alimentare rimane in Italia un problema di sanità pubblica, con una media di 20-30 casi segnalati ogni anno.
Precauzioni contro il Botulismo:
- Accurato lavaggio della mani e dei piani di lavoro, nonché degli utensili e dei contenitori da utilizzare.
- Sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, ne garantisce l’eliminazione della tossina botulinica.
- Cuocere correttamente la carne e il pesce.
- Adottare le corrette forme di conservazione degli alimenti sia in dispensa sia in frigorifero/freezer.
- Non consumare conserve che, all’apertura, presentano contenitori rigonfi in modo anomalo.
Durata dell’Intossicazione Alimentare
La durata dell’intossicazione alimentare può variare da soggetto a soggetto, soprattutto in vista dei quantitativi e dal tipo di tossine ingeriti. Solitamente i sintomi compaiono poco dopo la consumazione del pasto contaminato e durano poche ore o giorni, raramente durano settimane. Per migliorare il decorso della patologia e velocizzare la guarigione è importante adottare delle regole dietetiche ben precise.
Quando Rivolgersi al Medico
In alcune situazioni bisogna rivolgersi al più presto al pronto soccorso o al centro anti-veleni per agire tempestivamente e preservare il proprio stato di salute.
Il cambiamento delle abitudini alimentari con aumento dei pasti fuori casa, l’incremento di consumo dei cibi conservati e la globalizzazione dei mercati con arrivo sulle nostre tavole di alimenti provenienti da Paesi che sottostanno a leggi e controlli differenti dai nostri, rendono il dibattito sulla sicurezza alimentare sempre attuale e in continua evoluzione.
Ormai ci siamo abituati alle notizie allarmanti e la maggioranza delle persone è spesso preoccupata, anche se il controllo alimentare del Ministero della Salute italiano è considerato uno dei più efficienti al mondo. L’intossicazione da cibo è frequente perché le cattive pratiche, di cui parleremo più avanti, possono produrre batteri nocivi alla salute con diverse conseguenze, dalle gastroenteriti a forme più severe come l’avvelenamento.
Intossicazione Alimentare: I Cibi Da Evitare All'Estero!
| Alimento | Temperatura Minima di Cottura |
|---|---|
| Carne macinata | 72 °C |
| Bistecche e arrosti | 63 °C |
| Pollame | 74 °C |
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