La treccia al burro svizzera, conosciuta anche come "Zopf" o "Butterzopf" in tedesco e "Tresse au beurre" in francese, è un pane morbido originario del canton Berna. La sua consistenza soffice e il sapore delicato la rendono ideale per la colazione domenicale, da gustare con calma per iniziare la giornata nel migliore dei modi. La colazione sarà inondata dall'aroma del burro, che profuma e insaporisce questo pane.

Treccia al Burro Svizzera

Origini e Tradizione

La tradizione della treccia al burro svizzera ha origini singolari: anticamente, le vedove tagliavano una treccia dei propri capelli per seppellirla insieme al marito defunto. Con il tempo, questa usanza è stata sostituita da una treccia di pane. Così è nata la tradizione di preparare un pane a forma di treccia, diventato un simbolo della cultura svizzera, apprezzato in tutto il mondo. È difficile visitare la Svizzera senza assaggiare la deliziosa Zopf!

Ingredienti

  • 500 gr di farina 0
  • 280 gr di latte tiepido
  • 100 gr di burro morbido
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 10 gr di lievito di birra fresco (o equivalente in lievito madre)
  • 1 cucchiaino di sale

Per spennellare:

  • 1 tuorlo d'uovo
  • 1 cucchiaio di latte

Treccia al burro fatta in casa

Preparazione con Lievito Madre

Per la mia treccia dolce al burro con lievito madre, inizio facendo intiepidire il latte con lo zucchero. Non deve essere caldo ma solo tiepido e lo zucchero ben sciolto. Aggiungo poi il miele e il mio lievito madre, sano, attivo e raddoppiato (io ho provato sia con pasta madre solida, sia con licoli. Il risultato è garantito in entrambi i casi, si tratta solo di aggiustare l’idratazione, ovvero i grammi di latte) e mescolo tutto bene.

Nella ciotola della planetaria riuniamo la farina la pasta madre essiccata e lo zucchero. Versiamo il latte insieme all'uovo leggermente sbattuto e con il gancio a k iniziamo a mescolare. Quando l'impasto inizia a compattarsi mettiamo il gancio a uncino, aggiungiamo poco alla volta anche il burro morbido a pezzi. Per ultimo mettiamo il sale, dobbiamo alla fine ottenere un impasto morbido ed elastico.

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Aggiungo poi la farina e il sale e inizio a impastare a mano. Ci vorrà qualche minuto per ottenere una bella palla omogenea ma attenzione, non deve essere appiccicosa! In quel caso aggiungo qualche grammo di farina. Lascio riposare in ciotola 15 minuti e intanto taglio il burro morbido a tocchetti. Riprendo il mio impasto e aggiungo il burro in due fasi, impastando bene fino al completo assorbimento dopo ogni aggiunta. Anche qui, se dovessi ritrovarmi con un impasto troppo molle e slegato, mi aiuto nuovamente con una leggera spolverata di farina. L’importante è impastare bene fino a che il burro non sia completamente assorbito. A mano è un lavoraccio, ci vuole un po’ di pazienza!

Impasto bene, sempre a mano, per almeno una decina di minuti. Se l’impasto si straccia perchè la farina fa troppa resistenza, faccio un riposo di 5 minuti tra un’impastata e l’altra, fino ad ottenere una bella palla liscia (consiglio, in questa ultima fase, di impastare su un piano di lavoro liscio e non poroso. In questo modo il burro ungerà in modo naturale la superficie e l’impasto non si attaccherà).

Quando ho finito di impastare, trasferisco la mia palla in una ciotola e copro con coperchio ben chiuso. Lascio lievitare a temperatura ambiente (io 23°C) per circa 2 ore e mezza. Poi trasferisco la ciotola in frigorifero per minimo 4, massimo 10 ore.

Formatura e Seconda Lievitazione

Quando poi tolgo l’impasto dal frigorifero, lo lascio tornare a temperatura ambiente (ci vorranno un paio di ore) e poi lo porziono: taglio i salsicciotti di peso simile (se siete precisi, pesateli) e li arrotolo allungandoli fino a circa 40-45cm di lunghezza. E’ importante che siano tutti lunghi e larghi uguali, se no la treccia non sarà omogenea.

La treccia può essere a 3, 5, 7 capi..e così via. Io ho provato a fare la treccia a 5 capi che crea un bell’effetto attorcigliato, rendendo la treccia bella “cicciosa”. Per vedere come ho intrecciato io, vi consiglio di andare sulla mia pagina Instagram, dove ho pubblicato il video QUI.

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Incrociamo i due rotoli nella loro parte centrale e, da lì, iniziamo ad intrecciare sino a chiudere le estremità. Per il raddoppio ci vorranno circa 50/60 minuti.

Una volta formata la treccia, la adagio su una placca da forno con carta forno, la chiudo in un sacchetto a palloncino e attendo il raddoppio. A seconda della temperatura ambiente, possono volerci dalle 5 alle 8h…basatevi sempre sul raddoppio del volume!

Cottura e Conservazione

Quando la treccia è bella gonfia e raddoppiata, accendo il forno a 230°C statico e attendo che arrivi a temperatura. Intanto spennello la treccia con un tuorlo d’uovo mischiato con il latte e aggiungo granella di zucchero a piacere.

Inforno a 230°C per circa 30 minuti circa ma resto davanti al forno a controllare che non si scurisca troppo: eventualmente la copro con un foglio di carta alluminio e lascio finire di cuocere a 200°C (dipende un po’ dal vostro forno).

  • Durata della cottura: se una sola treccia al burro grande: 25/30′ minuti se due trecce piccole: 20/25′ minuti.

Una volta pronta spennelliamo con il tuorlo d'uovo sbattuto con la panna. Inforniamo a 180° forno caldo per 30 minuti.

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Quando sforno la Treccia dolce al burro, la lascio raffreddare su una gratella e la affetto al bisogno, se no tende a seccarsi.

La treccia svizzera si mantiene morbida e profumata per diversi giorni chiusa in un sacchetto per alimenti. Oltre i 2 giorni, comunque, quando noterai che si asciuga un po’, basterà scaldarla leggermente - in forno o in un tostapane - per renderla nuovamente soffice. La treccia poi si conserva bene anche se conservata in freezer. Addirittura, se ti è più comodo, puoi anche congelarla già divisa in fette, pronte da scaldare nel tostapane per la colazione.

Consigli e Curiosità

Per creare la treccia svizzera con uvetta non servono particolari attrezzi, possono essere fatte tranquillamente a mano.

Ammetto che quando ho preparato la mia prima treccia svizzera - zopf o butterzopf - sono stata mossa quasi esclusivamente dal desiderio di intrecciare l’impasto. Quando poi però ho studiato la ricetta ho capito subito che l’avrei modificata. Non perché non mi piacesse l’originale, ma probabilmente per una mia manìa di studiare uno ad uno gli ingredienti, sviscerarli e personalizzare i piatti, metterci una firma insomma. Ed ecco che alla manitoba ho preferito una farina 0 biologica, artigianale e da grano italiano. E all’interno della treccia sono magicamente apparsi chicchi di uva sultanina e scorza di arancia e limone grattugiata.

La preparo spesso e l’ho anche regalata in giro, ad amici e parenti, per sentire il loro parere.

Quando sarà pronta lasciamo raffreddare bene per poi potete procedere al taglio. Sono Ketty benvenuti nel mio Blog faccio l’impiegata e sono appassionata di cucina, questa passione penso d’averla sempre avuta sin da piccola, la voglia di pasticciare e di provare cose nuove.

Treccia al Burro Svizzera con Uvetta

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