La Vecchietta del Cacao, conosciuta anche come Salame di Cioccolato, è un dolce che evoca ricordi d'infanzia, tradizioni pasquali e sapori familiari. La sua preparazione è semplice, ma il risultato è un'esplosione di gusto che affonda le radici nella storia del cacao e nelle usanze culinarie italiane.
Le Origini della Ricetta
Le origini della ricetta sono incerte, ma si pensa che sia una tipica preparazione casalinga diffusa nelle credenze di tutte le nonne d'Italia, passate, presenti e future. The Slow Food Dictionary to Italian Regional Cooking cita la ricetta attribuendola a Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto dove lo puoi trovare anche come salame moro per via del colore scuro. Anche in Sicilia e Toscana è molto diffuso.
Lungo la Via Emilia, il salame di cioccolato era infatti una preparazione tipica del periodo pasquale ma, attenzione, non successivo alla Pasqua. La sua preparazione per riciclare il cioccolato delle uova è molto recente.
C'è una ragione abbastanza curiosa per la quale si chiama anche salame Vichingo. È questo il nome di una ricetta dal mitico ricettario per bambini Manuale di Nonna Papera: erano gli Anni ’70, e alcuni ancora la ricordano con affetto. In altre zone è salame inglese o ancora salame del Re, non allontanandosi dal riferimento ‘papale’ del Piemonte. In Sicilia invece - dov’è anche tra i PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali - si chiama salame Turco. L’appellativo in questo caso si rifà al colore scuro, che ricorda quello della pelle dei Mori.
Oltre alla corrispondenza col periodo quaresimale, il salame di cioccolato è uno dei simboli della tavola di Pasqua. Ad esempio in Emilia-Romagna, dove si condivide durante la colazione della domenica. Così succede anche in Piemonte, dove tuttavia il salame del Papa è apprezzato e prodotto tutto l’anno.
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Il Salame di Cioccolato di Nonna Sara
Mamma mi ha raccontato che nonna faceva il salame di cioccolato usando burro montato a pomata con lo zucchero a velo, poi aggiungeva cacao, un uovo, un tappo di Marsala e non di rum, scorza del limone per esaltare il sapore cioccolatoso del dolce.
Marsala e scorza di limone non li ricordavo tra gli ingredienti, così ho ringraziato la mamma che è sempre contenta quando sa che sono al lavoro per recuperare una ricetta della nonna.
Per fortuna mamma ricordava un altro dettaglio importante della ricetta: biscotti, cacao e zucchero vanno nella stessa quantità. Per una volta non è stato difficile ricostruire il suo sapore.
Dalla ricetta ho deciso di eliminare l’uovo, se lo usi scegli uova freschissime o procedi con la pastorizzazione.
Il salame di cioccolato era anche il dolce di tante feste di noi bambini.
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Come preparare il perfetto SALAME AL CIOCCOLATO - Ricetta Facile e Deliziosa
Ricetta del Salame di Cioccolato
Ecco una ricetta per preparare un delizioso salame di cioccolato:
Ingredienti:
- 200 g di burro ammorbidito fuori frigorifero (puoi sostituire 100 g di burro con 100 g di cioccolato fondente sciolto)
- 100 g di zucchero a velo
- 100 g di cacao amaro
- Scorza grattugiata di 1/2 limone
- 1 pizzico di sale
- 100 g di biscotti secchi
- 1/2 tappino di Marsala (facoltativo)
- q.b. di zucchero a velo per spolverare il salame
Strumenti:
- Spago da cucina, q.b.
- Fruste elettriche
Preparazione:
- Sistema il burro morbido in una ciotola capiente.
- Unisci lo zucchero al burro e monta con le fruste elettriche fino a quando la crema sarà lucida e morbida. Aggiungi cacao, scorza del limone, sale, Marsala e amalgama gli ingredienti usando le fruste.
- Sbriciola grossolanamente i biscotti e uniscili alla crema di cacao (al taglio i biscotti devono creare l'effetto dei grassetti del salame).
- Mescola con una spatola.
- Se il composto è sodo, versalo su un foglio di carta forno e aiutati con la carta per imprimere una forma cilindrica. Avvolgi nella carta e fai riposare in frigorifero per 3 ore.
- Se, al contrario, il composto è morbido, copri la ciotola con pellicola e, prima di dargli forma di salame, fai riposare in frigorifero per due ore o per il tempo necessario. Trascorso questo tempo, non importa se il composto è duro, dopo pochi minuti a contatto con le mani calde potrai dargli facilmente forma di salame.
Consigli:
- Per un sapore più intenso, puoi utilizzare cioccolato fondente al posto del cacao amaro.
- Puoi aggiungere frutta secca come nocciole o mandorle tritate per una consistenza più croccante.
- Per una versione più golosa, puoi aggiungere gocce di cioccolato all'impasto.
La Storia del Cacao e del Cioccolato
Lo sapevate che la storia del cacao e del cioccolato ha avuto inizio quasi 4000 anni fa? Sono pochi gli alimenti che possono vantare una storia ricca ed affascinante come il cacao e il cioccolato.
Nella valle del fiume Ulúa, in Honduras, gli archeologi hanno trovato le tracce del primo villaggio in cui il cacao svolgeva un ruolo di primo piano. Sembra che queste tazze venissero usate esclusivamente per la preparazione e il consumo di Xocoatl, che non è altro che il cioccolato delle origini.
Il cacao è uno degli elementi basilari della religione e dell’agricoltura Maya. Il cacao era un dono prezioso che veniva offerto nel corso delle cerimonie funebri ai dignitari deceduti. La semina delle fave di cacao e la raccolta delle cabossidi erano legate a riti religiosi nella società Maya.
Anche il nome stesso, “cacao”, fa riferimento al suo valore monetario. Il verbo “cacau” originariamente significava “riportare verso coloro che marciano, lavorano o coltivano”. Questo termine veniva inoltre usato presso i Maya (e successivamente presso gli Aztechi) in molte parole composte come nocacau (il mio denaro) o mocacau (il tuo denaro).
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La prima data importante nella relazione tra l’Europa e il cacao e il cioccolato è il 1502. Era l’epoca avventurosa dei conquistadores spagnoli e di Cristoforo Colombo, il primo a veleggiare verso il nuovo mondo.
Nel 1528 Cortés importò le prime fave di cacao in Spagna, mentre gli spagnoli continuavano a coltivare e a promuovere la coltivazione del cacao in alcune aree dell’America Latina.
Quando il cioccolato raggiunse il continente europeo, all’inizio fu considerato una medicina, non un alimento delizioso. Questa percezione era probabilmente imputabile al fatto che gli Aztechi pensavano che il cioccolato rafforzasse il corpo e stimolasse i sensi.
Nel XVII° e nel XVIII° secolo, il cioccolato veniva regolarmente prescritto o mescolato ai farmaci per ogni tipo di malattia o disturbo: il medico olandese Bontecoe lo considerava estremamente efficace contro il raffreddore e la tosse.
Nel 1606 il commerciante italiano Carletti rivelò ai suoi connazionali i segreti del cacao e della preparazione della bevanda al cioccolato che egli aveva assaggiato nelle Indie Occidentali e in Spagna.
I francesi scoprirono il cioccolato nel 1615, quando il re Luigi XIII sposò la spagnola Anna d’Austria. Si trasferirono in Francia, introducendo la bevanda al cioccolato presso la corte reale.
Nel 1828 l’olandese Coenraad Van Houten inventa una macchina che rappresenta uno spartiacque nella storia del cacao e del cioccolato: la pressa per cacao, che consente di separare i solidi di cacao dal burro di cacao.
È la famiglia Fry a sostenere di avere commercializzato la prima barretta di cioccolato solido nel 1846: si tratta di una pietra miliare nella storia del cioccolato. Non dobbiamo dimenticare che, originariamente, il cioccolato veniva prevalentemente consumato come bevanda, in forma liquida.
Nel 1865, in Italia, il cioccolato viene mescolato per la prima volta con la pasta di nocciole: è la nascita del gianduia.
Caggionetti Abruzzesi: Un'Alternativa Golosa
Oltre al salame di cioccolato, esistono altre varianti golose a base di cacao, come i caggionetti abruzzesi, conosciuti anche come caviciunitt, caciunitt, talvolta anche calcionetti ecc (il nome cambia in base alle zone) sono un dolce tipico che si prepara in autunno e inverno, soprattutto durante il periodo delle feste natalizie.
Per preparare i caggionetti abruzzesi si possono usare diversi tipi di ripieni. La pasta dei caggionetti è molto sottile e leggera, conferisce al dolce una consistenza croccante all’esterno, che si sposa con il ripieno morbido dal sapore intenso.
Noi abbiamo aggiunto anche le nibs di cacao per dare maggiore gusto e croccantezza al dolce! La ricetta prevede lo zucchero a velo, ma noi abbiamo provato a cospargere i caggionetti con dell’ottimo cacao in polvere!
Per preparare il ripieno è difficile dare delle indicazioni precise, la nonna lo faceva “a occhio” perché ogni anno aveva un diverso quantitativo di castagne. Le castagne lessate vanno schiacciate finemente in una scodella, poi si aggiungono - mescolando - le mandorle tritate, il rum, lo zucchero, l’alchermes, il cacao, il cioccolato tritato, il caffè e le nibs.
Per la pasta mettere la farina su una spianatoia, fare il classico vulcano al centro e aggiungere a filo l’olio, il vino e l’acqua, mescolando con le mani per amalgamare.
I caggionetti abruzzesi vanno chiusi con le dita e poi tagliati con il taglia ravioli (vedere foto).
Versare l’olio per frittura in una padella dai bordi alti, portarlo a temperatura e iniziare a friggere.
N.B. Per servire i caggionetti spolverizzare con zucchero a velo q.b. o, come fatto da noi di Cacao Motum, con del cacao in polvere.
Tagliatelle al Cacao: Un'Alternativa Innovativa
Per chi cerca un'alternativa innovativa, le tagliatelle al cacao sono una scoperta sorprendente. La preparazione è semplice e il risultato finale è un piatto che sorprende per il suo sapore unico.
Non immaginavo che le tagliatelle al cacao fossero così buone, come sapore intendo: io le ho condite con pochissimo burro appena scolate, e poi olio extravergine della migliore qualità e nocciole tostate tritate grossolanamente al coltello (ci vedo benissimo poi del rosmarino tritato): le abbiamo messe subito nel comparto dei cavalli da battaglia per una cena tra amici, magari sotto Pasqua, perchè, non so voi, ma io quest’anno le vedo molto all’insegna del cacao, cioccolato, uova e ovetti vari!
Ingredienti per 4 persone:
- 360 g di farina tipo 00
- 40 g di cacao amaro in polvere
- 4 uova
- 4 g di sale
- acqua
- 40 g di nocciole tostate di qualità
- olio extravergine d’oliva, sale
Preparazione:
- Setacciate la farina con il cacao e unite il sale.
- Formate una fontana (o lavorate con l’impastatrice), aggiungete le uova e iniziate a impastare dapprima con una forchetta poi a mano, aggiungendo se necessario poca acqua.
- Una volta ottenuto un panetto sodo, liscio e omogeneo lasciatelo riposare sotto una ciotola capovolta per almeno mezz’ora prima di procedere con la preparazione.
- Dividetelo in otto parti e stendete ciascuna con la macchinetta per la pasta partendo dallo spessore maggiore e riducendolo via via di uno scatto fino all’ultimo o il penultimo secondo la vostra preferenza di spessore.
- Passate la sfoglia nella trafila per tagliatelle e conservatele su un tagliere di legno spolverato con poca farina fino al momento di cuocerle in abbondante acqua bollente salata.
- Scolate, passate nella ciotola con il burro, mescolate, unite le nocciole e l’olio d’oliva e servite immediatamente.
Buon Appetito!
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