Le storie d’amore, come quelle dei romanzi e dei film, spesso culminano in un lieto fine. Tuttavia, le storie d’amore reali possono prendere direzioni diverse, sfociando talvolta in rotture. In questo articolo, esploreremo come il cibo, in particolare gli spaghetti, si intreccia con le emozioni e i ricordi, ispirandoci anche alla musica e alla tradizione culinaria italiana.
Gli spaghetti sono un simbolo indiscusso dell'Italia da tempi immemorabili. Anche se la loro origine pare possa essere stata in Cina o nei paesi arabi, uno degli elementi identificativi dell’Italia nell’immaginario collettivo sono proprio questi fili, conditi nei modi più vari possibili. Così famosi da essere mitizzati anche in vari contesti artistici, come nel cinema e nella canzone.
La cucina è una vera e propria arte, attualmente per certi versi trascurata a causa della frenesia della vita quotidiana. La manualità artigiana dona un sapore particolare alle pietanze, che si impregnano dell’energia di chi le prepara con cura, attenzione e amore. Cucinare è un vero e proprio atto d’amore da condividere con i propri convitati.
Questo episodio ci conduce nel lontano 1967, con protagonisti il cibo preferito degli italiani, gli spaghetti, e il secondo più consumato nella dieta mediterranea, il pollo. A supporto di questo pranzo, l’immancabile insalata. Questo episodio di GastROCKnomia vi conduce in lungo e largo in epoche e generi diversi.
La storia del brano narra di una storia d’amore conclusa con Lola, cantante statunitense. Il mal d’amore fa chiudere lo stomaco e il cuore, e la delusione per una persona amata lontana ha come effetto la difficoltà nel mangiare. Tutti desideriamo che la persona che amiamo ci guardi come guarderebbe un ricco piatto di pasta e tutti guardano il piatto di pasta come guarderebbero la persona che amano. Il vero senso è questo. Calorie a parte.
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Fred Bongusto & Little Tony - Spaghetti a Detroit - Live 2001
"Spaghetti a Detroit": Un Inno alla Semplicità
Ve la ricordate? Era una "vecchia" canzone di Fred Bongusto. "Spaghetti, pollo, insalatina...e una tazzina di caffè ". Una canzone dal testo semplice, naturale, che mette in risalto la voglia di accontentarsi delle piccole cose.
Quello che piace e al contempo stuzzica è il sottile gusto ironico che si cela e nasconde dietro questa meravigliosa canzone: pensateci, al giorno d’oggi il pasto nominato nel pezzo è tutt’altro che leggero e la canzone va comunque contestualizzata al periodo di riferimento.
Ecco perché, appena ascoltata, alla mia mente ha richiamato un piatto oggigiorno molto diffuso anche da noi. Il pollo? Non c'è, come non ci sono gli spaghetti...Trattasi comunque di carne e bianca e molta, moltissima insalatina.
Diventato famoso nel giro di pochi anni, il kebab è uno dei piatti completi ed economici. Il suo costo, infatti, raggiunge al massimo 5/6 euro. Il Kebab, in turco Kebap, letteralmente significa "Carne arrostita". A base di carne, sovrastante una varietà infinita di insalatine ed ortaggi, solitamente viene consumato per strada mentre si cammina oppure al piatto...ma rimane un "Senza impegno". Un piatto mordi e fuggi, insomma una sorta di fastfood del Medio Oriente.
L'origine del kebab è legata anche alla poca disponibilità di combustibile per la cottura in molte zone in Oriente. L'espressione kebab è essenzialmente di origine persiana: la tradizione araba vuole che il piatto sia stato inventato nel medioevo da soldati persiani che usavano le loro spade per grigliare la carne sul fuoco in campo aperto. La variante più antica del kebab (in greco: obeliskos) è attestata in Grecia dal VIII secolo a.C. Il tipo di Kebab più conosciuto è il döner Kebab in riferimento al grande spiedo verticale sul quale la carne viene fatta rosolare.
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La carne del Kebab è solitamente di montone, agnello o tacchino, ma mai di maiale. Quest'ultima tipologia di carne, infatti, oltre ad esser vietata per la religione dell'Islam, sottoposta alla cottura allo spiedo, risulterebbe eccessivamente fibrosa ed asciutta. A cottura ultimata viene tagliata a fette sottili dallo spiedo verticale. La carne così preparata viene servita all'interno di panini e piadine, o collocata su un piatto vero e proprio, quale corollario di vegetali di ogni tipo (cipolle, carote, insalatine, pomodori, etc...). Ma, l'additivo "Quiller", che conferisce aroma e gustosità, è rappresentato dalle salse particolari con le quali si "doccia" il piatto. In molte località europee oggi si aggiungono anche salse più classiche e occidentali come la maionese, ketchup e salsa barbecue.
Il risultato? Dal mio punto di vista "prelibato", certamente non sostituibile ai nostri sapori ma "ogni tanto" sovrapponibile. Vada pure se per scongiurare eccessi di grasso ricorriamo al "fai da te" ma ....perdindirindina, se devo fare un'eccezione la faccio con tutti i crismi. E poi...il Kebab non è soltanto un piatto.
Gli “Spaghetti di zucchine“ si possono condire sia con molluschi e crostacei, sia con sughi a base di carne, ragù oppure pancetta oppure anche alla carbonara, o anche con pinoli leggermente abbrustoliti, con noci e/o mandorle tritate, con granella di nocciole, e via di questo passo. Provare per credere e gustarne la bontà.
Gli Spaghetti alla Carmelo: Un Classico Cilento
Ci sono storie d’amore che non finiscono mai, proprio come quella tra Carmelo e Maria, ma anche quella con il Cilento, con la cucina e con il mondo della ristorazione, che sta portando avanti la figlia Adele. Perché ci sono amori che attraversano gli anni e i luoghi, capaci di rigenerarsi e di dare vita a qualcosa di sempre nuovo. Questo, infatti, ci dimostra il Cilento: di essere una terra in grado non solo di mantenere e conservare le tradizioni più antiche, ma anche di saperle rinnovare. Ne sono lampante dimostrazione piatti come gli Spaghetti alla Carmelo, che non fanno parte della più tipica cucina cilentana, ma che hanno finito per esserlo.
Perché per fortuna le usanze e le abitudini cambiano, si modificano nel tempo ed entrano così a far parte della storia.
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Carmelo è un vero e proprio riferimento per mangiare a Palinuro. Lo è stato prima, quando aveva una pizzeria; lo è stato dopo, quando ha aperto dal nulla il suo ristorante con il suo grande amore Maria; e continua a esserlo oggi, anche grazie alla linfa vitale di Adele. Non che prima non ne avessero, anzi; di qui son passati e tornati Mina, Jovanotti, Fred Bongusto e tanti altri. Ma Adele, soprattutto negli ultimi anni, ha dato una svolta forte al locale: innanzitutto lo ha completamente rinnovato dandogli uno stile più moderno; in secondo luogo non ha mai sacrificato uno dei capisaldi del ristorante, ovvero un pescato sempre fresco, locale e di qualità; e infine ha mantenuto e valorizzato alcuni piatti presenti da quasi 50 anni in carta, come appunto gli Spaghetti alla Carmelo. Non da meno fanno i suoi figli: Leo Luca, giovane rapper promettente, delizia i clienti in sala con la sua musica, mentre sua sorella, la ventenne Nelly, sta studiando a Milano, ma appena scende alza il telefono, corre tra i tavoli, cura i social del ristorante; insomma, non si sa ancora precisamente in che forme, ma in qualche modo anche loro continueranno questa storia d'amore.
Era il 1978 quando un giorno Carmelo andò al porto di Marina di Camerota, dove scendevano come d’abitudine le paranze. Quella mattina decise di prendere una cassa di gamberi rossi del Mediterraneo, ignaro che quel gesto avrebbe legato per sempre indissolubilmente il suo nome a un piatto, destinato a restare impresso negli anni e a diventare un simbolo per eccellenza della sua cucina. All'inizio giunto in cucina pensò: «E mo come l’aggià fa tutti sti gamberi?». Così cominciò a tritarli, a buttare dentro qualche ingrediente qua e là e a farsi prendere da quell’estro che non gli era mai mancato.
Ricetta degli Spaghetti alla Carmelo
Ingredienti:
- Spaghetti
- Gamberi rossi del Mediterraneo
- Peperoncino
- Cipolla
- Aglio
- Olio d’oliva
- Olio di semi
- Sale q.b.
Procedimento:
- Tritate finemente peperoncino, cipolla e aglio.
- In una pentola mettete abbondante olio d’oliva e olio di semi, in modo da coprire la quantità di gamberi che andrete ad aggiungere.
- Quando l’olio è tiepido, fate soffriggere aglio, cipolla e peperoncino precedentemente tritati.
- In seguito aggiungete il trito di gamberi, facendo attenzione a schiacciare e mischiare leggermente con una forchetta.
- Fate cuocere per pochi minuti, finché i gamberi non diventano bianchi e regolate di sale.
Seguendo questi semplici passaggi, potrete ricreare un piatto che racchiude la passione per la cucina e l'amore per il territorio cilentano. Un'esperienza culinaria che vi trasporterà in un viaggio di sapori e tradizioni.
Spaghetti, Polpo, Radicchio, Caviale di Melagrana e Zenzero: Una Rivisitazione Audace
Questa volta, non vi racconto solo la ricetta di spaghetti, polpo, radicchio, caviale di melagrana e zenzero, ma anche la sua genesi. Non perché ne abbia una particolare, ma perché questo mese, torna l‘MTC a firma Cristina Galliti del blog “Poveri, ma belli e buoni”ed è stata la signora del pesce azzurro vincitrice della gara dei rolls a richiederlo.
Tutti ci aspettavamo da lei una gara di pesce, ma nessuno si aspettava di dover raccontare i perché e i per come delle scelte fatte. Questa cosa mi riporta ai tempi dell’università, quando i miei professori volevano sapere il percorso mentale che aveva portato lo studente, verso quelle scelte progettuali. Doveva per forza, esserti venuta dallo studio dei grandi architetti arrivati prima di te. Questa volta non ci sono favolette da inventare, i giudici mi conoscono bene e non si turberanno quando racconterò che l’ispirazione me l’ha fornita Fred Bongusto con la canzone “Spaghetti a Detroit”.
Ora prima che mi scriviate tutti, sconvolti dal genere di musica che ascolto, sappiate che l’ho risentita per caso alla radio e il ritornello mi è rimasto talmente in mente che ho deciso che il mio piatto dell’MTC, sarebbe stato quello. Eccola la mia pasta al pesce per l’MTC: spaghetti, polpo, radicchio e caffè. L’ho provato e di sapore non era male, ma tutto troppo marrone e mancava una nota di freschezza. Allora l’ho rifatto, sostituendo il caffè con il caviale di melagrana e quello di zenzero che aggiunge una nota piccantina.
Quindi il piatto definitivo è polpo bollito con acqua e senza, questo perché il polpo cotto senz’acqua, rilascia i suoi succhi, molto intensi e saporiti, ma difficilmente più di un bicchiere, così per essere sicura di avere liquido sufficiente per la marinatura ho fatto anche un polpo bollito in acqua. Dopo averlo cotto e raffreddato nel suo liquido, l’ho tagliato a pezzettini e fatto rosolare con aglio tritato finemente e olio extra vergine di oliva, ho aggiunto il liquido di cottura del polpo e fatto mantecare gli spaghetti. A fondo piatto una crema di radicchio rosso: solo radicchio sbollentato e messo nel ghiaccio per preservare il colore e l’amarognolo, condito con olio sale e pepe e frullato. Ho aggiunto il caviale ottenuto per sferificazione dal succo della melagrana e dal succo di zenzero con l’agar agar. Poi per inserire una nota croccante, ho grigliato i tentacoli in una padella antiaderente finché non hanno fatto la crosticina.
Ingredienti:
- 320 g di spaghetti di pasta di semola di grano duro di ottima qualità
- 2 polpi da circa 500 g l'uno
- alcuni cucchiai di olio extra vergine di oliva
- 1 spicchio d'aglio
- q.b. di sale in fiocchi per guarnire
Per il fondo di radicchio rosso:
- 1 radicchio rosso di Chioggia
- alcuni cucchiai di olio extra vergine di oliva
- q.b. di sale
- q.b. di pepe
Per il caviale di zenzero:
- 150 ml di succo di zenzero fresco
- 1 g di agar agar in polvere
- 200 ml di olio di semi freddissimo
Per il caviale di melagrana:
- 200 ml di olio di semi freddissimo
Preparazione:
- Cuocere gli spaghetti a metà cottura in abbondante acqua salata.
- Preparare il polpo bollito con e senza acqua.
- Tagliare alcuni tentacoli (a seconda delle dimensioni uno o due a porzione) dai polpi già cotti e grigliarli su una padella antiaderente, fino a doratura.
- Per il fondo di radicchio rosso, pulire il radicchio rosso di Chioggia, lavarlo e tagliare tutte le parti rosse, mettendo da parte quelle bianche per fare un'insalata. Sbollentarle velocemente, scolarle e metterle in acqua e ghiaccio per preservare il colore. Scolarle nuovamente ed inserirle nel bicchiere del frullatore ad immersione con olio extra vergine di oliva, sale e pepe.
- Per il caviale di melagrana, inserire l'olio in un contenitore alto (l'ideale è il bicchiere del frullatore ad immersione) e tenerlo in frigo per almeno 2 ore. Nel frattempo inserire il succo di melagrana in un pentolino, aggiungere l'agar agar e mettere sul fuoco mescolando continuamente, finché l'alga non si è sciolta. Far bollire per 2 o 3 minuti poi togliere dal fuoco. Lasciar raffreddare, poi raccogliere il liquido con un contagocce o una siringa senz'ago. Lasciar cadere le gocce di succo, ad una ad una nell'olio freddo. A questo punto le gocce si trasformano in caviale e si raccolgono sul fondo. Raccoglierle con un cucchiaio forato o un colino a maglie fitte, sciacquarle bene in acqua per togliere i residui d'olio, farle scolare bene e conservarle in frigo fino al momento dell'uso.
- Procedere esattamente come per il caviale di melagrana, ma utilizzando il succo ricavato dalla radice di zenzero mondata e passata nell'estrattore.
- Mentre la pasta è sul fuoco, predisporre una padella dai bordi alti adatta a mantecare la pasta, con l'olio extra vergine di oliva e l'aglio tritato finemente. Far imbiondire appena, aggiungere il polpo a pezzettini e rosolare leggermente. Aggiungere il liquido ricavato dal polpo cotto senz'acqua e scaldare il tutto.
- Quando la pasta è a metà cottura, scolarla nella padella e far ritirare il sugo mescolando spesso. Portare a cottura la pasta aggiungendo eventualmente il brodo del polpo bollito con l'acqua e mantecare con il salto o spingendo tutta la pasta sul fondo della padella.
Questa ricetta audace unisce sapori tradizionali a tocchi innovativi, creando un'esperienza culinaria unica e indimenticabile. Un omaggio alla creatività in cucina, ispirato dalla musica e dalla passione per gli ingredienti di qualità.
| Piatto | Ingredienti Principali | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Spaghetti alla Carmelo | Spaghetti, Gamberi rossi, Peperoncino, Aglio | Piatto tipico cilentano, sapori intensi e freschi |
| Spaghetti, Polpo, Radicchio, Caviale di Melagrana e Zenzero | Spaghetti, Polpo, Radicchio, Caviale di Melagrana, Zenzero | Rivisitazione audace, contrasti di sapori e consistenze |
Spero questo articolo ti sia piaciuto e che ti abbia ispirato a provare nuove ricette e ad apprezzare la bellezza della cucina italiana e le sue infinite possibilità.
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