La cucina è fatta di interpretazioni ma soprattutto di fantasia, e a noi di Giallo Zafferano piace molto provare differenti abbinamenti e creare ricette sfiziose che si prestano ogni volta ad essere usati in contesti diversi. Gli spaghetti ubriachi, per esempio, si adattano ad una serata divertente come una cena tra amici, ai quali vogliamo proporre un primo piatto insolito, di quelli che si preparano nel tempo in cui cuoce la pasta.
Il gusto è decisamente intenso, e tanto più è buono il vino, nel nostro caso un corposo merlot, tanto più saranno buoni gli spaghetti ubriachi.
Ingredienti e Preparazione
Quando avrete ottenuto una consistenza giusta, quindi non troppo liquida né troppo asciutta, versate il composto in un mixer e frullate fino ad ottenere una crema omogenea che poi verserete in padella.
Se volete, potete sostituire il vino Merlot, con altri vini ugualmente corposi come il Barbera, il Barolo, il Brunello di Montalcino, il Chianti, o il Barbaresco. Potrete utilizzare anche formati di pasta corta.
SPAGHETTI UBRIACHI
Alternative e Consigli
Amanti delle decorazioni? Potrete rendere questo piatto ancora più invitante con un tocco personale.
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Gli spaghetti ubriachi si preparano nel tempo in cui cuoce la pasta, risultando un piatto veloce e gustoso.
Dove gustare piatti innovativi a Milano e Roma
È stata una delle aperture più interessanti del 2023 a Milano e in breve tempo ha conquistato il cuore dei milanesi. A capo del progetto ci sono due giovani salernitani, Francesco Capece, pizzaiolo di talento, e Mario Ventura, esperto sommelier. Il loro sodalizio ha dato vita a una pizzeria contemporanea che fonde l'arte della pizza con una selezione di vini di alta qualità, creando un’esperienza gastronomica nuova in un ambiente raffinato e accogliente.
Per iniziare sono ottimi i fritti, dal crocchè alla frittatina classica, ma anche il bao al ragù e il Salerno Milano, alias Spuma di patate allo zafferano e midollo, crocchetta ripiena di ossobuco cucinata come un ragù napoletano.
Per le pizze la scelta non è ampissima ma super soddisfacente. Da non farsi scappare la Semplice non vuol dire facile, fritta e al forno con pomodoro, bufala, Parmigiano Reggiano e basilico e la Mast’ Mario in Oriente con crema di patate affumicate, fiordilatte, pancia di maiale marinata in salsa di soia e cotta a bassa temperatura, cipolla rossa di Tropea fermentata e prezzemolo. Ma anche le classiche sono imbattibili, tra tutte la Capricciosa New School è da provare.
Due le sedi fiorentine: in Via Serragli 32 e in Via Senese 1. Pochi e selezionati ingredienti caratterizzano il prodotto offerto da Sbrino, che cattura la vista (oltre che il palato) per la sua consistenza particolarmente cremosa e soffice. Tra i gusti ci sono sia i grandi classici, sia quelli rivisitati come il Coccotella (a base di cocco e gianduia), i vegani e anche alcuni gluten free, tipo quello all’amarena croccante.
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“Zero chiacchiere e pesantezza, solo grandi pizze, fritti e ottime birre artigianali”, recita il motto del locale. Serve altro? Secondo noi no. E dunque vale la pena farsi strada tra i turisti che affollano Trastevere per prendere posto all’Elementare, il locale aperto nel 2020 da Mirko Rizzo e Federico Feliziani. Ricordiamoci però che ora ci sono sedi al Tuscolano e a Ponte Testaccio, e il progetto è di vederne nascere ancora.
Buoni per davvero i supplì, classici (si fa per dire, visto che ce ne sono anche con lasagna, 4€, e spaghetti ajo e ojo, 4€) e speciali a rotazione periodica. Date un’occhiata alle romane tradizionali, ma spingetevi verso le proposte più estrose. Come la Bello de nonna, con sugo di polpette, basilico, prezzemolo e grana (15€): un inno ai sapori di casa.
Un agriturismo contemporaneo, condotto da giovani con idee un po’ diverse dal solito? Esiste, si trova in Sabina, e l’abbiamo raccontato per esteso qui. L’hanno avviato nel 2021 Gian Marco Greganti e Fabrizio Tegazio dopo esperienze nell’altra ristorazione. Entrambi romani, hanno individuato a Casaprota una struttura già esistente, risistemata con anche piscina, tavoli all’aperto, un bar in cortile per drink e grigliate e stanze per l’accoglienza. Nonché possibilità di ‘glamping’ (una maniera un po’ più chic di intendere il campeggio) immersi nel bosco.
Va forte la carne alla brace - anche quinto quarto - abbinata senza problemi a molte portate del tutto vegetali e primi di pasta fatta in casa. Completa il tutto una carta dei vini tassativamente naturale e un listino per niente proibitivo (scontrino medio?
Il pizzaiolo Denis Lovatel porta a Milano la sua pluripremiata pizza (50 Top Pizza e 3 Spicchi Gambero Rosso), in via Statuto 16 zona Moscova. Pizze che si ispirano alla montagna, soprattutto alle Dolomiti (lo chef è di Belluno), con un impasto sottile, croccante e leggero, a basso apporto calorico nella cui preparazione il sale viene sostituito e compensato dalla sapidità delle erbe di montagna. Lievitazione di almeno 52 ore a cui vengono poi aggiunti topping del territorio delle Dolomiti, per un menu diviso tra stagionali, classiche e contemporanee.
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Di Luca Pezzetta, pizzaiolo classe ’89 cresciuto tra i Castelli Romani e Fiumicino, abbiamo già raccontato la tecnica magistrale con il pescato, la storia della pizzeria sul litorale romano e le novità del Micro Forno e dell'osteria di mare Ippolito. L’ha aperta sul Porto Canale di Fiumicino a dicembre 2021, occupando lo spazio del vecchio cinema della città e conquistando in breve i residenti e i romani, che lo raggiungono senza sforzi.
Grandi impasti da un lato - la romana non è che una delle 5 tipologie, insieme al pane del Micro Forno e ai lievitati anche in versione salata, come croissant e pain suisse - e pesce freschissimo da aste e pescherecci dall’altro, trattato abilmente a crudo, oppure sulla griglia. E ancora stagionato in casa, nelle celle a vista in sala. Nascono così altissimi esempi di cucina di mare su antipasti e tonde, come la Capricciosa di mare, con terra di olive e petali di carciofo fritti, prosciutto di tonno o ricciola e bottarga fatta in casa (19€), o la 'Come pasta, patate e cozze', con purea di patate, guanciale, pepe, provola, Parmigiano ed erbe di campo (19€).
Il repertorio degli antipasti è da imbarazzo della scelta: supplì classico (3,50€), quadro con spaghettone cacio e pepe (9€), oppure il croissant con cocktail al crudo di gamberi (14€).
Pizzeria gourmet e bistrot sotto la direzione dello chef Roberto Conti (ex Trussardi alla Scala) insieme all’executive pizza chef Sami Soliman. Corner 58 è un locale in stile newyorkese con i mattoni a vista, gli arredi industrial e ampie vetrate su strada che punta tutto sull’abbinamento pizza e bollicine: in carta tante le referenze del celebre vino da abbinare alle pizze classiche o contemporanee. Come la Milano con fiordilatte, culatello DOP, gorgonzola di Cameri, e tartufo nero (19€), oppure la Cantabrica con piennolo giallo, fiordilatte, fiori di zucca, alici del Cantabrico (16€).
È il 2016 quando apre Sbanco, locale dedicato alla pizza, ai fritti e alla birra con la partecipazione di Stefano Callegari. La pizza qui si presenta in una forma contemporanea, cornicione pronunciato ma non troppo, impasto scioglievole. I topping invece cambiano con il corso dei mesi, con la possibilità di gustare sempre qualche proposta stagionale. I fritti sono uno dei pezzi di punta del locale, anche quelli in evoluzione durante il corso dei mesi.
I fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli conducono da qualche anno la trattoria Trecca a San Paolo, già devota ai classici romani, e nell’autunno del 2023 hanno raddoppiato con Pantera, un localino di pizza al taglio. In pochi mesi è diventato uno dei preferiti da chi abita a Garbatella (indimenticabile la pizza rossa con un filo di salsina al prezzemolo) e non solo, con una buona mano anche dai loro supplì.
Non si perdono in ingredienti insoliti e si concentrano sulla versione classica: riso steso a mano e panato in un guscio sì friabile ma piuttosto sottile, che cede bene al morso. La mozzarella fila lungamente, nella migliore interpretazione al telefono.
Un piccolo locale in zona Porta Romana dove a parlare sono i prodotti artigianali selezionati tra Marche, Lombardia e Sicilia. Bar Paradiso è la nuova osteria aperta da due appassionati di enogastronomia, amici di lungo corso: Maurizio Tentella e Saro Pomario, il primo marchigiano il secondo siciliano, due regioni che ben emergono dalla proposta culinaria. In carta infatti ci sarà il famoso ciauscolo marchigiano con pecorino (8€), la torta di rose di Cascina Lago Oscuro con lardo (14€), la giardiniera dei Fratelli Pavesi a Piacenza (7€), focaccia e mortazza (9€). I vini, ambiziosi, sono stati selezionati anche grazie ai numerosi viaggi dei suoi proprietari, tra Francia e Italia.
Il Topicco è un ristorante e azienda agricola che si trova appena fuori Grottammare. In milanese topicco vuol dire inciampare in qualcosa e ricorda la storia dei suoi due giovani proprietari - Elena e Alessandro Cattaneo - che da Milano sono scesi nella Marche per coltivare questa terra e gestire il locale. Qui in solo tre ettari di terra si coltivano ortaggi, si allevano agnelli di razza Sopravissana, si producono formaggi, si fa il pane e l’olio e tutto ciò che non viene autoprodotto proviene da aziende vicine.
Nel pieno del quartiere popolare di Tor Pignattara, A Rota è una pizzeria che ammette poche deroghe alla tradizione. L’ha aperta nel 2020 Marco Pucciotti, il quale ai suoi forni ha voluto il bravo Sami El Sabawy. Che abbiate voglia di una rossa coi funghi proprio come la mangiavate da bambini, o invece preferiate qualcosa di più robusto - come quella ripiena con provola affumicata, Parmigiano Reggiano, ragù bianco e cipolla fritta - qui vi sarà servita una pizza fina e ben cotta, tirata rigorosamente al mattarello. Tra gli antipasti, oltre ai romanissimi supplì e filetto di baccalà, ci sono la mozzarella in carrozza e la frittatina di bucatini all’amatriciana. E siccome la romana, si sa, è leggerissima, via libera anche al dessert, sempre a base di pizza: avete mai provato il tiramisù sulla tonda?
Jacopo Mercuro è uno dei talenti della pizza romana. Oggi 36enne, ha lasciato una carriera da avvocato per dedicarsi alla tonda. Anzi, inizialmente alla teglia, con l’apertura di una pizzeria al taglio nel 2015. Tre anni dopo è nato il suo primo vero locale di Centocelle, dove la pizza è quella sottile e croccante, ottenuta appunto da un panetto di 180 grammi. Mercuro la stende a mano (non al mattarello) e la propone classica oppure in versioni all’altezza del suo “Rinascimento della pizza romana”.
Sulle basi finiscono preparazioni gastronomiche che non temono confronti con la tavola di un ristorante, come quelle della Ceviche nel taco, con Fior di latte, ceviche di ricciola, crema di mais tostato, leche de tigre, panatura al lime e mizuna corallo (19€). Non dimenticate il supplì al telefono (3,50€) - che a detta di molti è il migliore della città - e gli antipasti che si ispirano alle tecniche di alta pasticceria. Quali?
Un tempo questo era considerato, a buon ragione, uno dei migliori quartieri di Roma per mangiare la pizza. Oggi sembra che le cose stiano tornando ad essere così. Contribuisce anche l'arrivo, a fine estate 2023, de L'Elementare in zona, frutto dela lavoro di Federico Feliziani e Mirko Rizzo. Fritti, un po' di cucina, pizza bassa e croccante sono gli elementi base di questa pizzeria che per tutta l'estate gli abitanti del quartiere hanno potuto trovare anche a Parco Appio.
Poco lontano dal parco della Montagnola, Galliera 49 è una “gelateria dinamica” che punta su naturalità e sostenibilità. Non solo coppette e cucchiaini compostabili, ma attenzione al risparmio d’acqua durante la produzione, selezione di ingredienti da commercio equo solidale e, chiaramente, bando totale ad additivi ed emulsionanti di qualsiasi genere. Fanno anche ottime granite alla mandorla, caffè, cioccolato e pistacchio, oltre a sorbetti di pura frutta e zucchero di canna (perfetti per i vegani). Prendete il numerino, mettetevi in fila, poi ordinate la crema di ricotta di vacca bianca modenese del Caseificio Rosola con fichi caramellati alla saba oppure la Mediterranea, con mandorle, pistacchi e pinoli. Le brioche, prendete nota, sono prodotte dal maestro pasticcere Gino Fabbri.
Cristina Caroli e Alessandro Galtieri, con Aroma, hanno fatto la storia del caffè bolognese. E non solo. È nel 2001 che i due hanno aperto il loro locale dedicato allo specialty, tra i primi in Italia e in nettissimo anticipo rispetto ai tempi, omettendo volutamente dall’insegna la parola “bar”, per non deviare di un millimetro dal focus sul caffè. Conoscitori competenti e raffinati - Caroli è autrice di una monografia su questo universo, che vi abbiamo raccontato - sono da visitare per dare un’occhiata alla lunghissima carta dei caffè, con proposte anche giornaliere estratte espresse e con molti altri metodi di servizio, per valorizzare le singole varietà monorigine. Conquistano anche le loro “golosità”, tra caffè al fiordilatte e “torinese” con cioccolato e panna liquida. Buona idea anche per colazione, con una bella scelta dall’appeal internazionale che prevede pancakes con burro e sciroppo d’acero e crêpes con crema artigianale e frutti rossi.
Nella sede a due passi da Via Ostiense - che si è aggiunta alla prima di Viale Aventino a maggio 2023 -, Giorgia Proia e Daniele Antonelli hanno deciso di valorizzare ancora di più forte il caffè di alta qualità. La gamma specialty arriva dalla torrefazione 1895 by Lavazza, estratta con una varietà di tecniche, tra il classico espresso e il filtro.
Per accedere al rifugio, situato a 1850 metri d’altezza, bisogna prendere la seggiovia. Vicino al Parco del Valentino, nel cuore di San Salvario, c’è questa pizzeria napoletana che prende il nome dal termine con cui a Napoli viene chiamata una persona goffa e corpulenta. Il locale è casalingo e informale con tavoli di marmo e sedie di legno ma essenziale e moderno. Così come il suo menu che, senza troppi fronzoli, accontenta per la sua semplicità. Le pizze sono divise in focacce, rosse e bianche, a cui si aggiungono le chiacchiere (pezzi di pasta cresciuta fritti con tre diversi accompagnamenti), la farinata e qualche piatto freddo.
Insieme alle più tradizionali, a volte un po’ rivisitati, da provare assolutamente la Sarchiapone con pomodoro, melanzane fritte, salsiccia, stracciatella, basilico e olio evo.
Dario Fociani ha investito sul caffè specialty in tempi ancora non sospetti, inaugurando la sua caffetteria Faro nel 2016 a due passi da Piazza Fiume. Nel 2022 si è dedicato anche alla torrefazione in prima persona, avviando la roastery Aliena, che naturalmente rifornisce il locale. Ma ci sono molte altre referenze, anche da colleghi stranieri. Delle diverse tipologie di estrazioni non manca nulla e si può sposare tutto con i piatti salati della cucina oppure con i dolci della pasticceria.
La catena di pizzerie di qualità dei fratelli Aloe ha la sua sede romana in Via Mantova, nei pressi del museo Macro di Via Nizza. Qui si può mangiare a pranzo tutti i giorni, dalle 12:30 alle 14:30, l’unica differenza è che alcuni impasti speciali con diversi tipi di cereali vengono preparati solo a cena.
Aperta nel 2005 come semplice gelateria di quartiere, Gnomo Gelato ha inizialmente seguito il modello più diffuso all’epoca, con l’utilizzo di semilavorati e preparazioni standard. Ma nel 2010, con l’arrivo di Marco Summonte al fianco di Andrea Bistaffa e Francesca Acquaviva, l’identità del locale cambia radicalmente e si sceglie la via dell’artigianalità più autentica. Gli ingredienti sono selezionati con cura, molti di origine biologica, e non vengono mai usati conservanti, coloranti, grassi idrogenati o antiossidanti.
Il gelatiere romano Stefano Roccamo lavora ogni giorno dal 1998 materie prime grezze da agricoltura biologica certificata. Come il latte fresco dall’Appennino bolognese, pastorizzato nel laboratorio a vista alla Bolognina e trattato in piccoli lotti per garantire sempre la massima freschezza. Qui c’è grande sensibilità per il mondo vegano, con gusti preparati da riso integrale germogliato o semplicemente a base di acqua e prodotti leggeri, con poco zucchero di canna, adatti davvero a tutti. Prendete posto in uno dei due dehor...
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